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Il vicino di casa di Cecile Kyenge: "Muro sporcato per ripicca, niente razzismo"

L'uomo parla al "Resto del Carlino": il marito dell'ex ministro, dice, "non raccoglie le feci del cane". La ex ministra smentisce: "Mai litigato"

Il vicino di casa di Cecile Kyenge: "Muro sporcato per ripicca, niente razzismo"

Cécile Kyenge in una foto d'archivio

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L’imbrattamento con escrementi animali dei muri esterni dell’abitazione modenese dell’europarlamentare del Pd, Cécile Kyenge sarebbe legato a una sorta di ripicca tra vicini e non a un gesto razzista. A confessarlo, come riporta l’edizione locale e nazionale del Resto del Carlino, è un residente di Gaggio di Castelfranco, dove ha casa l’ex ministro dell’Integrazione Kyenge.
«Non si è trattato di atto xenofobo - rivela l'uomo in condizione di anonimato al quotidiano - ma di un gesto di esasperazione verso un atteggiamento incivile. Me ne scuso, ma certe volte quando sale la rabbia cedi a reazioni spropositate. Perché l’ho fatto? Semplice: suo marito non raccoglie mai le deiezioni del loro cane di grossa taglia e all’ennesimo episodio non ci ho visto più dalla rabbia, ho rimosso le feci e le ho gettate nel giardino».

Un comportamento, quello dell’uomo, che riconduce l’atto nel novero dei rapporti di vicinato e non nell’attacco diretto a Kyenge stigmatizzato, nei giorni scorsi, da più parti di ogni orientamento politico.  «Finché l’animale fa le sue cose in mezzo all’erba - racconta l’uomo - può anche passare, ma il discorso è diverso quando ci ritroviamo le feci sulla ciclabile o sulla strada dove camminiamo coi nostri bambini. E’ da tempo che accade la stessa cosa e sinceramente non sono l’unico ad essermi stancato».
Giovedì scorso, ha raccontato, «camminavo sulla ciclabile, ero distratto e sono finito col piede dritto sui bisogni del cane. Poco più avanti c'erano altre sue "tracce" e, come sempre, nulla era stato pulito. Ammetto che mi si è chiusa la vena, ho raccolto tutto e ho gettato l’escremento nel loro giardino sporcando anche il muro. Non è stato un bel gesto, lo so, ma non avete idea quante volte ci siamo ritrovati nelle medesime condizioni di disagio».


Venerdì scorso, racconta ancora, «capita di nuovo. Questa volta ho mantenuto la calma, ho messo tutto in un fazzoletto e poi l’ho lasciato davanti al cancelletto della villetta. Personalmente - assicura - non sono mai entrato nel giardino della loro abitazione in nessuna delle due occasioni». 

La Kyenge smentisce tutto: "Mai litigato per il cane"

«Un tentativo di attribuire al nostro cane le responsabilità di un gesto d’odio compiuto proprio contro di me e la mia famiglia. Queste nuove interpretazioni emerse oggi mi addolorano ulteriormente, essendoci sempre comportati correttamente con i nostri vicini». Così, in una nota, l’europarlamentare del Pd, Cécile Kyenge, commenta le parole pronunciate a "Il Resto del Carlino" da un abitante di Gaggio di Castelfranco che ha riferito di aver imbrattato con escrementi animali i muri esterni dell’abitazione modenese dell’ex ministro per ripicca perché il marito non raccoglierebbe mai le deiezioni del loro cane.

«Mi sento in obbligo di inviare questo comunicato a seguito dell’informazione diffusa dalla stampa - osserva Kyenge - relativa a presunte liti di vicinato che avrebbero portato qualcuno dei nostri vicini a compiere episodi delittuosi di spargimento di escrementi sui muri e sui cancelli della nostra casa. Sono a confermare, per quanto riguarda la mia famiglia, il buon rapporto che intratteniamo con i nostri vicini, molti dei quali vivono insieme a noi dalla nascita di questa zona residenziale di Gaggio, intrattenendo fin dal primo giorno rapporti eccellenti con noi».

Quindi, prosegue l’esponente del Pd, «a memoria mia e di tutta la nostra famiglia, non abbiamo ricordo di liti con i nostri vicini e non abbiamo il sospetto che qualcuno, nel nostro quartiere, possa avercela con noi in generale, ed in particolare a proposito del nostro cane Zibi, tanto da raccogliere presunti escrementi di quest’ultimo in giro e rilanciarceli sui muri e sui cancelli».
Pertanto, si legge in un altro passaggio della nota, «mi pare un tentativo di attribuire al nostro cane le responsabilità di un gesto d’odio compiuto proprio contro di me e la mia famiglia. Queste nuove interpretazioni emerse oggi mi addolorano ulteriormente, essendoci sempre comportati correttamente con i nostri vicini. Come già detto - puntualizza Kyenge - ho sporto regolare denuncia presso le autorità competenti, e intendo lasciare a loro la decisione di intraprendere accertamenti ed indagini affinché le responsabilità siano stabilite sulla questione».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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  • Roberto

    18 Aprile @ 10.24

    Ora sembra sia stato chiarito, il marito della signora ha detto che era meglio avesse taciuto , sarebbe bene il i compagni del PD facessero anche marcia indietro

    Rispondi

  • Roberto

    16 Aprile @ 18.13

    @redazione, ok è la stessa cosa che avrebbero fare i compagni prima di partire in tromba.vedreno i Ris cosa dicono

    Rispondi

    • 16 Aprile @ 18.26

      (Dalla redazione) Per ora c'è solo una denuncia. Vedremo.

      Rispondi

  • Roberto

    16 Aprile @ 17.37

    E adesso il PD che denuncia la Fake News, cosa dice??Ahhh sti xenofobi

    Rispondi

    • 16 Aprile @ 17.39

      (dalla redazione) Beh, c'è anche la versione della Kyenge che esclude che si sia trattata di una lite per il cane. Forse è meglio aspettare di capire cosa è successo prima di dare giudizi.

      Rispondi

  • xxl

    16 Aprile @ 13.40

    Sempre più incivili col cane, in via italo pizzi c'è da fare uno slalom tra le cacche di cane. Ce ne fosse almeno uno che le raccoglie e se gli dici qualcosa ti ricoprono pure di insulti. Situazione insostenibile!

    Rispondi

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