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L'anima acustica è la cifra stilistica della band nata nel 2009 come duo. E il nome fu suggerito dalla fornaia

 

TRAVERSETOLO
Bianca Maria Sarti
I Flerida si riconoscono in una sorta di totem, una chitarra acustica che non li abbandona mai in nessuna esibizione, anche nel luogo «antiacustico» per eccellenza: le discoteche. L’anima acustica è certamente la cifra stilistica della band nata nel 2009 come duo: sei corde, una voce femminile, una maschile e tanto talento erano più che sufficienti per incantare e convincere. Oggi, però, i creatori dei Flerida, Michele Diemmi e Federica Melegari, condividono il loro percorso con altri tre musicisti che hanno arricchito e impreziosito il tessuto musicale, rispettandone la trama. «Se vogliamo risalire alle prime origini - racconta Michele - dobbiamo tornare al 2008, nella sala prove del bar Aurora a Traversetolo. Lì io e Federica suonavamo con alcuni coetanei delle superiori nella rock band “The Lights of Brenno”. Nel 2009, però, abbiamo avuto la nostra “svolta acustica” e siamo diventati un duo con uno stile che sentivamo più nostro. Abbiamo iniziato a suonare brani nostri nei locali, alle feste della birra e persino sul palco del Traversetolo Rock Festival del 1° maggio». Alla fine del 2011 avviene l’incontro con Alessio: «Abbiamo partecipato al progetto “Stardust” e abbiamo incontrato Alessio, bravissimo cantautore, che oggi abbiamo “adottato” come batterista». Nel 2012 il progetto della band prende forma da una sfida: «L’organizzazione “London’s Corner” ci ha proposto di fare una serata nella discoteca Be Bop di Felino. Così abbiamo sperimentato la formazione con Alessio e Jacopo Delia di Castione al basso». Lo stesso anno i Flerida vengono contattati da Radio Deejay che li invita a «Occupy Deejay» dove presentano il loro primo Ep autoprodotto: «Nuclear Emotion», registrato con l’aiuto di Marco Casaluce di Traversetolo, che poco dopo sarebbe entrato nella band come chitarrista. A completare la formazione Marco Marinelli, alle tastiere e basso, in sostituzione di Delia. La formazione attuale ha suonato in diversi locali tra cui il Legend Club di Milano e, a Parma, il Pulp e il Positiva e il Fuori Orario di Taneto.  In un importante festival estivo hanno condiviso il palco con Malika Ayane, i Nomadi, Irene Grandi e i Motel Connection. «Tutti contribuiamo ai pezzi - spiegano i Flerida - Michele e Federica danno l’input con accordi e testo, poi rielaboriamo contaminando gusti e generi diversi. Proviamo e riascoltiamo i pezzi, che autoproduciamo e registriamo a casa di Alessio. I temi delle nostre canzoni sono dei tòpoi: parliamo di amore o del tempo o altre riflessioni spesso espresse in dialogo, sfruttando le due voci maschile e femminile. Ora la sfida consiste nel debutto in italiano, che rispecchia la nostra vera essenza. Il 20 dicembre al Campus Industry Music, coi Musicanti di Grema, apriremo il concerto di Levante e debutteremo con alcuni dei pezzi nuovi in italiano, che presenteremo per intero al Be Bop con il London’s Corner». 
L’unicità dei Flerida è nel loro nome: «Qualche anno fa - racconta Michele - la fornaia da cui andavo tutti i giorni mi ha chiesto se avessi scelto un nome per il duo. Le ho detto che era difficile e lei, in risposta, ha chiesto alla prima cliente come si chiamasse: “Flerida”, che abbiamo scoperto essere un nome spagnolo che significa persona creativa, al centro di un palcoscenico. Vorremmo essere così: “Leaders rather than followers”».
TRAVERSETOLO

 

Bianca Maria Sarti

I Flerida si riconoscono in una sorta di totem, una chitarra acustica che non li abbandona mai in nessuna esibizione, anche nel luogo «antiacustico» per eccellenza: le discoteche. L’anima acustica è certamente la cifra stilistica della band nata nel 2009 come duo: sei corde, una voce femminile, una maschile e tanto talento erano più che sufficienti per incantare e convincere. Oggi, però, i creatori dei Flerida, Michele Diemmi e Federica Melegari, condividono il loro percorso con altri tre musicisti che hanno arricchito e impreziosito il tessuto musicale, rispettandone la trama. «Se vogliamo risalire alle prime origini - racconta Michele - dobbiamo tornare al 2008, nella sala prove del bar Aurora a Traversetolo. Lì io e Federica suonavamo con alcuni coetanei delle superiori nella rock band “The Lights of Brenno”. Nel 2009, però, abbiamo avuto la nostra “svolta acustica” e siamo diventati un duo con uno stile che sentivamo più nostro. Abbiamo iniziato a suonare brani nostri nei locali, alle feste della birra e persino sul palco del Traversetolo Rock Festival del 1° maggio». Alla fine del 2011 avviene l’incontro con Alessio: «Abbiamo partecipato al progetto “Stardust” e abbiamo incontrato Alessio, bravissimo cantautore, che oggi abbiamo “adottato” come batterista». Nel 2012 il progetto della band prende forma da una sfida: «L’organizzazione “London’s Corner” ci ha proposto di fare una serata nella discoteca Be Bop di Felino. Così abbiamo sperimentato la formazione con Alessio e Jacopo Delia di Castione al basso». Lo stesso anno i Flerida vengono contattati da Radio Deejay che li invita a «Occupy Deejay» dove presentano il loro primo Ep autoprodotto: «Nuclear Emotion», registrato con l’aiuto di Marco Casaluce di Traversetolo, che poco dopo sarebbe entrato nella band come chitarrista. A completare la formazione Marco Marinelli, alle tastiere e basso, in sostituzione di Delia. La formazione attuale ha suonato in diversi locali tra cui il Legend Club di Milano e, a Parma, il Pulp e il Positiva e il Fuori Orario di Taneto.  In un importante festival estivo hanno condiviso il palco con Malika Ayane, i Nomadi, Irene Grandi e i Motel Connection. «Tutti contribuiamo ai pezzi - spiegano i Flerida - Michele e Federica danno l’input con accordi e testo, poi rielaboriamo contaminando gusti e generi diversi. Proviamo e riascoltiamo i pezzi, che autoproduciamo e registriamo a casa di Alessio. I temi delle nostre canzoni sono dei tòpoi: parliamo di amore o del tempo o altre riflessioni spesso espresse in dialogo, sfruttando le due voci maschile e femminile. Ora la sfida consiste nel debutto in italiano, che rispecchia la nostra vera essenza. Il 20 dicembre al Campus Industry Music, coi Musicanti di Grema, apriremo il concerto di Levante e debutteremo con alcuni dei pezzi nuovi in italiano, che presenteremo per intero al Be Bop con il London’s Corner». L’unicità dei Flerida è nel loro nome: «Qualche anno fa - racconta Michele - la fornaia da cui andavo tutti i giorni mi ha chiesto se avessi scelto un nome per il duo. Le ho detto che era difficile e lei, in risposta, ha chiesto alla prima cliente come si chiamasse: “Flerida”, che abbiamo scoperto essere un nome spagnolo che significa persona creativa, al centro di un palcoscenico. Vorremmo essere così: “Leaders rather than followers”».

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