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Il Duomo di Parma

Il "vortice" del Correggio e la Deposizione

Si narra che Tiziano di passaggio a Parma non mancò di visitare la cattedrale. Di fronte alla cupola affrescata da Correggio restò talmente colpito da pronunciare la famosa frase: “Rovesciatela , empitela d’oro, né ancora sarà pagata a dovere”. 
Questo l'omaggio di uno dei più grandi maestri del Rinascimento a un collega altrettanto grande. Eppure Correggio, appena terminato il lavoro, abbandonò il cantiere e la città sbattendo la porta, profondamente offeso dal disprezzo dimostrato dai committenti che avevano definito il suo capolavoro “un guazzetto di rane”. L'assunzione in cielo della Vergine Maria (inizio lavori 1526) è, al contrario di quanto detto dai presbiteri parmigiani, un capolavoro incontrastato, manifesto del Rinascimento parmigiano. Gesù Cristo che scende incontro alla Madre  in un vortice di immagini, figure, personaggi e luce abbagliante fanno di questo affresco un'opera unica nel suo genere (anche se i primi segnali di genio Correggio li aveva già mostrati lavorando alla cupola di San Giovanni) e nella sua epoca.
  
Certo, le tracce cinquecentesche sono note e importanti, ma la cattedrale di Parma è sicuramente il primo dei gioielli della città anche per altri motivi. L'edificio è infatti un esempio alto di Romanico padano. Consacrata e intitolata all'Assunta nel 1106, fu edificata sulle fondamenta di una basilica paleocristiana di cui resta il nucleo centrale nell'attuale cripta. Opera dell'architetto e scultore Nicolò (e secondo alcune attribuzioni di Wiligelmo), la cattedrale è significativa sia  per la sua struttura architettonica ma anche per l'apparato scultoreo (a partire dai capitelli tuttora conservati).

Nel Duomo di Parma lavorò anche l'architetto e scultore Benedetto Antelami (progettista del Battistero), autore di quella che una volta era un'imponente recinzione presbiteriale oggi scomposta e conservata nel Museo della Cattedrale. Solo una delle lastre che la componevano resta in Duomo. Si tratta di un bassorilievo, esposto nel transetto destro (guardando verso l'altare), raffigurante la Deposizione di Cristo dalla croce. L'opera segnò il passaggio dagli stilemi medievali a quelli gotici con la grazia e la maestria di un grande artista che portò a Parma il gusto e le novità artistiche conosciute nei suoi viaggi d'Oltralpe.


Interessanti e degni di nota gli affreschi della navata centrale, opera di Lattanzio Gambara, artista bresciano attivo in Cattedrale dal 1567 al 1573, raffiguranti scena della vita di Cristo e episodi del Vecchio Testamento.

Per saperne di più (il sito della Cattedrale di Parma)

Fotogallery (Google immagini)

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