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Calaiò-Ceravolo, la coppia gol che può far volare il Parma

L'ex Benevento ospite a Bar Sport: «Credo che ci completiamo bene: lui va incontro alla palla e io attacco la profondità»

Calaiò-Ceravolo, la coppia gol che può far volare il Parma

Fabio Ceravolo

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E' vero che quella del Foggia è la terz'ultima difesa del campionato per gol subiti (53) e che al Tardini domenica s'è dovuta arrangiare per un'ora e un quarto a causa dell'inferiorità numerica. Ma è altrettanto vero che, fatta la tara a questa situazione, Calaiò e Ceravolo, nella ripresa, impiegati assieme, hanno fatto vedere cose interessanti. L'ex Benevento è irresistibile quando si lancia negli spazi: fa valere la sua fisicità (ha causato un rosso e un giallo ai difensori sanniti) e sta ritrovando quella fame di gol che gli è valsa il soprannome «la Belva». A questo proposito però proprio Ceravolo da qui in avanti se, come in tanti speriamo, si troverà più spesso a giocare di fianco a Calaiò, dovrà abituarsi a essere più generoso. In alcune circostanze l'arciere dopo aver fatto da pivot rifinendo per gli altri aveva saputo farsi trovar pronto per un ultimo passaggio mentre invece il suo compagno ha preferito concludere, magari anche in modo approssimativo, piuttosto che servirlo. C'è voluta, sull'1-1, la goffa respinta del portiere per trasformare un tiro moscio in un assist a Calaiò. Il diverbio finale poi tra Calaiò e Dezi ci vede parteggiare per il primo, che chiedeva al compagno più lucidità nell'ultimo tocco e nelle conclusioni. Se ripensiamo a quanti gol s'è mangiato quest'anno l'ex Perugia, e quanti punti avrebbero potuto garantire, c'è da rosicchiarsi le unghie...

D'Aversa domenica ha ribaltato una partita che aveva preso una brutta piega con cambi perfetti negli uomini e nelle variazioni tattiche. Speriamo che l'esito felice di queste scelte lo incoraggi a sfruttare insieme i due bomber, magari proprio in un 4-4-2 che accomodi anche un paio dei tanti (troppi?) esterni offensivi in rosa. Certo, in nome dell'equilibrio i due dovranno lavorare in fase di non possesso, ma ora che stanno fisicamente bene, perché non provarci? Tanto più che Da Cruz potrebbe garantire un adeguato supporto come subentrante al primo che andasse in debito di ossigeno, anche se è certamente più controfigura di Ceravolo che di Calaiò.

CERAVOLO A BAR SPORT

Proprio Fabio Ceravolo è stato ieri sera l'ospite d'onore di Bar Sport, il talk show su Parma che Sandro Piovani e Francesca Mercadanti conducono su Tv Parma.

«Tecnicamente io e Calaiò ci integriamo benissimo - ha detto l'attaccante - perché lui è bravissimo a venire incontro e farsi dare la palla, io prediligo invece attaccare gli spazi, buttarmi dentro e creare superiorità numerica in area. A me sembra una soluzione efficace anche se per una serie di motivi dall'inizio non abbiamo ancora provato a giocare assieme».

LEGGERE LA SITUAZIONE

Le difficoltà nella gara con il Foggia secondo il bomber sono arrivate «paradossalmente dopo l'espulsione di Loiacono, ma solo perché noi ci eravamo preparati ad attaccare una difesa a tre in cui io trovavo gli spazi che mi piacciono. In dieci loro si sono messi a quattro e le cose sono cambiate. Ci è servito un periodo di adattamento, durante il quale peraltro il Foggia si è reso pericoloso solo su due punizioni».

Forte della sua esperienza dello scorso anno a Benevento, Ceravolo spiega che «queste ultime undici gare rappresentano un minicampionato a sé. Noi dobbiamo cercare di vincerle tutte una a una, ma dove non dovessimo riuscire a vincere sarà importante non perdere perché la continuità adesso è fondamentale».

ROMBO O ESTERNI?

Nelle pieghe della gara la coppia Calaiò-Ceravolo s'è trovata a giocare ora con un trequartista alle spalle, ora con due esterni offensivi ai fianchi.

«Non esiste un modo ideale di giocare - ammette Ceravolo - perché credo che molto dipenda da chi hai davanti. Se la difesa avversaria è molto fisica, o molto veloce, o molto coperta dai centrocampisti. Domenica D'Aversa è stato bravo a capire come affrontare il Foggia man mano che loro cambiavano assetto. Certo che per due attaccanti forse ricevere tanti cross dalla fascia diventa più ghiotto, in quanto con movimenti adeguati si riesce a non dare punti di riferimento».

A questo punto Ceravolo guarda avanti, tirando una riga sul passato.

«Mi è spiaciuto non poter fare la mia parte per lunghi mesi, che per me sono stati di sofferenza, ma adesso mi preparo a queste ultime finali per fare gol e aiutare la squadra. Metto il risultato della squadra davanti ai traguardi personali e ringrazio i tifosi per l'affetto che dimostrano verso di me e verso la squadra. Mi è piaciuto lo striscione esposto domenica. Dico a tutti che la B è infinita, e ti dà modo di recuperare se ci credi. Tutti uniti ce la possiamo fare».

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  • amilcare

    28 Marzo @ 11.27

    Che dire di più, avete già detto tutto voi, Ceravolo e il giornalista che ha scritto l'articolo. Ora tocca a D'Aversa. Speriamo bene, ma è ovvio che questa squadra per esprimere tutto il potenziale che ha deve giocare con 4 difensori, 2 centrocampisti davanti la difesa, 2 esterni e 2 punte, poi chiamatelo come volete, 442, 4231, 424, sono solo numeri ma il concetto non cambia. Ora bisogna dare tutto e vincere, i pareggi serviranno molto a poco ora, possono arrivare ma solo dopo che la squadra ha dato tutto per portare a casa l'intera posta in palio.

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