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Berlino 20 anni dopo: una memoria lunga 160 chilometri - Il videoracconto di un parmigiano

Berlino 20 anni dopo: una memoria lunga 160 chilometri - Il videoracconto di un parmigiano
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9 novembre 1989: 20 anni fa la caduta del Muro di Berlino segnò una svolta fondamentale nella storia del 20° secolo. Un annivesario che ovviamente viene in queste ore sottolineato in tutto il mondo.

La nostra rievocazione si apre con un contributo tutto parmigiano: quello del collega Chicco Corini (una firma già da tempo nota e apprezzata da chi frequenta i video di You Tube, oltre che per i lettori del nostro sito). Corini, caposervizio Interni-Esteri della Gazzetta di Parma, ha afidato soprattutto alle immagini la propria testimonianza, che ci presenta così.

SULLE TRACCE DEL MURO DI BERLINO

Una memoria lunga centosessanta chilometri. E' la pista del Muro  che evoca ancora il dolore della separazione delle due Berlino, delle due Germanie, dei due Mondi: l'Ovest e l'Est. L'ho percorsa in bicicletta e con una piccola videocamera  seguendo la traccia che l’Amministrazione del Land di Berlino  ha lasciato sull'asfalto: una   doppia fila di blocchetti di granito e ancora alcuni pezzi  di Muro presi a mazzate la notte del 9 novembre 1989.

A vent'anni di distanza dalla caduta del Muro mi interessava proprio documentare quel che resta e il nuovo che è  sorto dalle macerie: dal sacrario di  Bernauer Strasse (con annesso museo-documentazione)  ai murales dell'East Side Gallery che costeggiano la Sprea; dal monumento che ricorda Peter Fechter, diciottenne  lasciato morire mentre  nel 1962  cercava di oltrepassare il Muro,  alle Grandi Firme di Potsdamer Platz dove la nuova Berlino è evidenziata dall'architettura. In mezzo c'è il Checkpoint Charlie  invaso dai turisti e dove  i drammi della storia si trasformano in souvenir  usa-e-getta. Luogo di meditazione è invece Invalidenstrasse dove ci sono ancora pezzi di Muro incastrati in palazzi, il monumento del «Muro che affonda»  e il cimitero profanato dal Muro.

Qui, tra le tombe,  il  silenzio (anche i visitatori restano muti) racconta, meglio di tanti altri luoghi della memoria, i drammi del Muro di Berlino dal 1961 al 1989.

Alberto Felice Corini

LE CELEBRAZIONI A BERLINO

La vigilia è filata via negli ultimi preparativi delle celebrazioni. Il tracciato del Muro lungo un chilometro e mezzo, che collega la porta di Brandeburgo al Reichstag, è stato ricoperto da parallelepipedi di due metri e mezzo per uno e mezzo in polistirolo dipinti da 15mila artisti diversi. Crolleranno uno sull'altro con effetto domino per ricordare l’evento del 9 dicembre 1989. «I Muri possono cadere. E noi possiamo distruggere quelli che sono ancora in piedi» ha dichiarato il sindaco della capitale Klaus Wowereit. Le celebrazioni saranno «molto commoventi per tante persone» annuncia sull'onda dei ricordi Angela Merkel cresciuta nell’ex Ddr.

Il cancelliere tedesco si recherà sulla Bornholmer Strasse, il primo passaggio di confine da cui i cittadini dell’Est arrivarono a Berlino ovest, per ripercorrere il cammino con alcuni testimoni. Il culmine sarà la festa alla porta di Brandeburgo alla presenza dei leader delle quattro potenze che occuparono la capitale tedesca alla fine della seconda guerra mondiale: il premier britannico Gordon Brown, i presidenti francese Nicolas Sarkozy e russo Dmitri Medvedev e il segretario di Stato Usa Hillary Clinton. L’Italia sarà rappresentata dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Tra gli ospiti d’onore anche l’ultimo leader sovietico Mikhail Gorbaciov e l’ex leader polacco Lech Walesa. Chiuderà la serata il concerto dell’orchestra della Staatsoper diretta da Daniel Barenboim.

A PARMA

In occasione del ventesimo anniversario della caduta del muro di Berlino, interviene il consigliere Matteo Agoletti a nome della seconda commissione permanente da lui presieduta, per ricordare e celebrare un avvenimento che ha segnato la storia del mondo.
"In particolare – prosegue Agoletti - auspichiamo che quanto avvenuto nel passato sia di monito per le future generazioni, e per questo annuncio che la commissione celebrerà la ricorrenza della caduta del Muro con una seduta aperta, che avrà luogo in municipio giovedì 12 dicembre alle ore 15, alla quale parteciperà come ospite e relatore Carlo Corazza direttore della Rappresentanza della Commissione Europea a Milano".

 

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  • Francesco

    09 Novembre @ 10.39

    Le persone più lungimiranti , che, naturalmente, sono poche, si domandano se non abbiamo "buttato via il bambino con l' acqua sporca" . Non lo dico io , che non valgo niente e non sono nessuno, LO DICONO IL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI , PREMIO NOBEL PER LA PACE , BARAK OBAMA , LO DICE IL MINISTRO DELLE FINANZE GIULIO TREMONTI , LO DICE IL PAPA. Tutte persone che , secondo me, è difficile definire "Komunisti" , "sinistri" o "companeros", che, però, hanno enunciato principi ed intrapreso azioni chiaramente ispirati agli ideali del Socialismo. Guardate la strenua battaglia che sta combattendo Obama per introdurre negli Stati Uniti il concetto di Diritto alla Vita ed alla integrità fisica e mentale come diritto fondamentale della Persona, e non come strumento di speculazione e profitto per i Finanzieri delle Compagnie di Assicurazione. Ascoltate quel che dice , e scrive nei suoi libri , Tremonti sulle speculazioni finanziarie e sulle Banche. Ascoltate quel che dice il Papa sul Sistema Politico-economico e sociale che oggi governa il Mondo, e sui suoi effetti. Il Comunismo è fallito , ma il Capitalismo pure. Ne resta insieme un simulacro , sconcio e traballante, solo perché, al momento, un Sistema alternativo ancora non c' è. Ma le menti più illuminate stanno cercando di configurarlo. Troppo spesso commettiamo l' errore di identificare il Socialismo con Stalin. E' come identificare il Cattolicesimo con Mussolini.

    Rispondi

  • Lucas

    09 Novembre @ 10.29

    Era meglio prima !!! La caduta del muro ha solo favorito l'invasione indiscriminata di delinquenti !!! Pensate : prima dell'89 quanti extracomunitari c'erano in giro ???? ZERO !!!! C'era solo qualche nero africano che studiava all'università !! Stop !! Se questo è un evento da festeggiare ...

    Rispondi

  • maria

    08 Novembre @ 22.56

    E' un avvenimeno che anch'io ricordo con commozione perchè ero a Berlino nel mese di giugno del 1990, 7 mesi dopo il crollo del muro. Ricordo, e conservo anche le foto, che il muro davanti alla porta di Brandeburgo era stato del tutto demolito ma esistevano ancora dei pezzi a lato di questa che venivano abbattuto con picconi di fortuna da gente di qualsiasi età e origine per portarsi a casa un pezzo di muro come souvenir. C'erano ancora, in giro nella parte est della città, qualche sparuto gruppo di soldati russi e che dire delle vecchie auto Traban (sembravano fatte di cartone) che giravano per le strade. Per noi che venivamo da una raltà sociale diversa sembrava di essere nel terzo mondo: negozi spogli, poca merce esposta e vetrine piene di polvere. Che differenza con la Berlino ovest piena di vita, di teatri, di magazzini con un via vai continuo di gente che faceva spesa!!! In una sola città esistevano due realtà contrapposte... era scioccante.

    Rispondi

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