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Foto al mare su Fb: tolta la semilibertà alla killer dell'ombrello

Doina Matei, assassina di Vanessa Russo, semilibera dopo 9 anni

Doina Matei

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Era in semilibertà: nove anni dopo aver ucciso Vanessa Russo nella metropolitana di Roma con un colpo di ombrello in un occhio durante una lite, Doina Matei, oggi 30 anni, stava usufruendo della possibilità di lavorare in una cooperativa di giorno e di tornare in carcere la sera. Ma le foto che ha postato su Faceboo, sorridente e al mare, hanno scatenato la polemica. E anche le conseguenze: il magistrato di Sorveglianza di Venezia, Vincenzo Semeraro ha concluso che la semilibertà andava sospesa. E la Matei non potrà più lasciare il carcere della Giudecca per lavorare. 

Al processo Matei - condannata per omicidio preterintenzionale - si era sempre difesa spiegando che non era sua intenzione uccidere. In un racconto premiato a un concorso letterario a Firenze, Doina scrisse: «Quando tornerò nel mondo il mio primo appuntamento sarà nuovamente con la morte: la prima cosa che farò sarà andare al cimitero di Prima Porta sulla tomba di Vanessa. Lo devo, lo voglio, voglio stare vicina al mio angelo custode, a cui un destino tragico mi ha unita per sempre». 

L'AVVOCATO: "HA COMMESSO PECCATO DI VANITA' ". «Doina Matei non ha perso la semilibertà ma le è stata solo sospesa». Lo afferma l’avvocato Nino Marazzita, difensore della ragazza. Della vicenda scrive oggi il Corriere della Sera affermando che la decisione è stata presa dal tribunale di sorveglianza di Venezia dopo che alcune foto della ragazza sono comparse su Facebook.
«Il provvedimento mi è stato notificato ieri sera - afferma Marazzita -. Adesso dovrò attendere che il giudice di sorveglianza di Venezia, e non più il Tribunale, mi convochi per valutare il da farsi».
In merito alla decisione di pubblicare delle foto sul social network, Marazzita afferma che «Matei è stata vittima di una bomba mediatica» ma che «forse si è lasciata trascinare dalla vanità. Va capita: è ancora una ragazza e non dimentichiamo che viene da un retroterra familiare terribile». 
«Doina - spiegato Marazzita - aveva ottenuto la semilibertà nove mesi fa: io avevo puntato sulla sua condotta in carcere, sul fatto che avesse avuto un vissuto alle spalle molto particolare e sul percorso di recupero che in cella aveva avviato. Conto che la questione possa ridimensionarsi nei prossimi giorni». 

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  • salamandra

    13 Aprile @ 21.57

    Si può discutere sul fatto che 9 anni siano pochi, ma se è in semilibertà non vedo perché non possa andare al mare o postare foto sui social. La giustizia va amministrata in base all'indignazione popolare o usando la legge?

    Rispondi

    • Filippo

      14 Aprile @ 11.12

      È' una questione di intelligenza, ancor prima che di sensibilità: stai comunque scontando una pena per omicidio. Ti mostri spudoratamente allegra al mare non curante delle reazioni emotive che sicuramente susciterai nei familiari della vittima: è normale che chi ti giudica non ti consideri abbastanza redenta per concederti quello che comunque deve essere un premio.

      Rispondi

  • Je

    13 Aprile @ 14.08

    Possibilmente la semilibertà se l'era anche meritata. Ma anziché pensare all'opportunità lavorativa che le è stata offerta e a godersi quel poco di normalità nella tranquillità dell'anonimato per iniziare a ricostruirsi una vita, ha avuto come priorità quella di pubblicare su Facebook delle foto che la ritraggono sorridente in bikini, in calzoncini e in pasticceria. Foto pubbliche, visibili a tutti, neppure il pudore di restringere la privacy a parenti e amici. Questo per me la dice lunga sul livello di maturità e consapevolezza raggiunta in questi nove anni. Tra l'altro la semilibertà serve per uscire e lavorare e non per uscire ad abbronzarsi!

    Rispondi

    • Filippo

      13 Aprile @ 16.21

      È proprio così: concederle la semilibertà dopo nove anni poteva anche starci, ma è giusta la decisione di revocarla, dopo questa leggerezza nei confronti dei familiari della vittima.

      Rispondi

      • Biffo

        13 Aprile @ 18.55

        Non preoccupatevi, gliela ridaranno, la semilibertà, la stanno difendendo tutti. Non ho sentito una sola parola di comprensione per il dolore dei genitori di Vanessa Russo.

        Rispondi

  • la rivolta di atlante

    13 Aprile @ 11.19

    la rivolta di atlante

    NON TUTTO E' ORO QUEL CHE LUCCICA , MA NON TUTTO E' (...) QUEL CHE PUZZA. LEGGETE LE PAROLE CHE HA SCRITTO E COME E' AVVENUTO IL FATTO .... UNA MOSSA SBAGLIATA E DUE VITE ROVINATE.

    Rispondi

    • Biffo

      13 Aprile @ 18.51

      Caro Atlante, se uno si sente infastidito per una spinta, magari anche accompagnata da qualche improperio, non mira al viso, per colpirlo con il puntale dell'ombrello, diritto nell'occhio. Magari si accontenta di un'ombrellata sulla zucca, ma dalla parte del manico.

      Rispondi

      • la rivolta di atlante

        14 Aprile @ 00.20

        la rivolta di atlante

        LEGGI MEGLIO GLI ATTI E GLI ARTICOLI .... MORIRE NON SIGNIFICA ESSERE I MIGLIORI O ESSERE NEL GIUSTO .... SE SPINGI UN TOSSICO CHE TI ASSALE E LUI CADENDO MALE MUORE ... SEI UN PERFIDO ASSASSINO O UN'ALTRA VITTIMA DELL A DROGA ... ANCHE SE NON LA CONSUMI ??? LA STOCCATA DI OMBRELLO DI UNA RAGAZZETTA SPAVENTATA NON PUO' ESSERE CONSIDERATA PARI ALLE PALLOTTOLE DI UN KILLER DI MAFIA O TU NON SEI UMANO E SAI IN QUALSIASI MOMENTO REAGIRE CON LA BILANCIA DELLA GIUSTIZIA IN MANO .... FAVOLE., LA REALTA' E' DIVERSA E UN MAGISTRATO DOVREBBE RICONOSCERE CHE NELLE FOTO STESSE MESSE SU FB C'E' TUTTA LA FRAGILITA' DI CHI RIVUOLE FARSI UNA GIOVINEZZA AVENDO PERSO LA SUA PER UN TRISTE CASO. LA FAMIGLIA DELLA VITTIMA DOVREBBE CAPIRE E SUPERARE L'EVENTO COME ... FATO E NON DELITTO.

        Rispondi

        • Biffo

          14 Aprile @ 12.14

          Hai ragione, Atlante, la Russo ha avuto il torto di trovarsi accanto a una povera passerottina, impaurita e fragile, che era costretta a fare la prostituta, da anni, per dare un sostentamento ai due figli. Che rompiballe, i genitori della Russo, poi, vendicativi, torvi e grifagni! Intanto, migliore o peggiore, chi si è trovato un puntale di ombrello nel cervello, è stata un'altra,che non la Doina Matei, che era stata spaventata da quella ragazzaccia de Roma. Mi piacerebbe sapere se avresti fatto gli stesi beceri commenti, nel caso che Vanessa Russo fosse stata tua figlia o tua sorella.

          Rispondi

        • gherlan

          14 Aprile @ 15.16

          la Russo ha commesso l'errore fatale di montare una caciara bestiale per una spinta ricevuta su un vagone della metro, continuando poi sulla banchina, in uno stato dovuto probabilmente ad alterazione da metadone; ad un certo punto ha fatto una mossa che la Matei ha avvertito come assalto, alzando per reazione il puntale dell'ombrello: certo avrebbe fatto meglio ad usare l'ombrello dalla parte del manico, ma del senno di poi... Quanto alla famiglia, il dolore è comprensibile, ma ricordo che all'epoca, quando venne reso noto il risultato delle analisi ematochimiche (tra l'altro disposte d'ufficio dal pm a seguito delle testimonianze che parlavano di una ragazza visibilmente su di giri) , il fratello si indignò dicendo che quel particolare diminuiva la "tensione civile" verso il fatto (tradotto, rendeva la Russo un po' meno povera vittima), dimenticando che, come disse Qualcuno, "la verità vi renderà liberi"

          Rispondi

    • gherlan

      13 Aprile @ 14.23

      @ rivolta di atlante: ribadisco, la quoto al 110%; di più pare non si possa dire...

      Rispondi

    • gherlan

      13 Aprile @ 13.11

      quoto al 110%; ricordo bene il fatto, così come ricordo chi era la vittima e in che stato mentale si trovava: una disgrazia direi, e non sempre il "cattivo" è solo quello che uccide

      Rispondi

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