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Il killer di Berlino ucciso a Milano da un poliziotto in prova. La Germania: "Grazie Italia"

Uomo ucciso Milano e' killer Berlino
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L’uomo ucciso nella sparatoria a Milano è il killer di Berlino Anis Amri. Lo si apprende da diverse fonti investigative a Milano e a Roma. L’identificazione dell’uomo ucciso a Sesto San Giovanni come Amis Amri, il killer di Berlino, è arrivata sia dai tratti somatici sia dalla comparazione delle impronte. 


La cronaca della sparatoria
Un uomo è morto, nel Milanese, durante un conflitto a fuoco con la Polizia. Secondo le prime informazioni l’uomo durante un normale controllo stradale in piazza I Maggio a Sesto S.Giovanni, intorno alle 3, ha estratto una pistola e sparato agli agenti di una Volante che hanno risposto al fuoco uccidendolo.
Secondo quanto riferito dalla polizia, la Volante si sarebbe fermata in piazza primo maggio, di fronte alla stazione di Sesto San Giovanni, per un normale controllo. L’uomo, che era a piedi, alla richiesta di mostrare i documenti avrebbe tirato fuori una pistola dallo zaino e avrebbe sparato a un poliziotto, colpendolo a una spalla.
A quel punto gli agenti avrebbero risposto al fuoco, sparando all’uomo, poi deceduto. L’uomo, che con sè non aveva documenti, non è ancora stato identificato. Il poliziotto colpito alla spalla è stato portato all’ospedale di Monza: le sue condizioni non sarebbero gravi.



Minniti: "L'agente Cristian Morio ferito da Amri non è in pericolo di vita"
"Ho fatto all’agente Cristian Morio, ferito nella sparatoria di Sesto San Giovanni ma per fortuna non in pericolo di vita, gli auguri di pronta guarigione, e gli auguri di buon Natale, dicendogli che grazie a lui gli italiani passeranno un Natale più felice". Lo ha detto il ministro dell’Interno Marco Minniti, nel corso di una conferenza stampa al Viminale sull'uccisione del presunto killer di Berlino, Anis Amri in una sparatoria con la polizia a Sesto San Giovanni.

Amri, e' arrivato dalla Francia: a Torino, poi in treno a Milano
Dagli accertamenti dalla Digos, coordinati dal capo dell’antiterrorismo milanese Alberto Nobili, Anis Amri, il killer di Berlino, è arrivato in Italia dalla Francia, in particolare da Chambery, in Savoia, da dove ha raggiunto Torino. Dal capoluogo piemontese ha preso poi un treno per Milano dove è arrivato attorno al'una di notte. Infine dalla Stazione Centrale si è spostato a Sesto san Giovanni dove attorno alle 4 ha incrociato i due agenti della volante che poi, durante una sparatoria, lo hanno ucciso.


A uccidere Amri un agente in prova
L’agente in prova Luca Scatà è originario di Canicattini Bagni, in provincia di Siracusa. E' nato il 24 agosto del 1987.

Forse Amri aveva coperture a Sesto. E' l’ipotesi dell’antiterrorismo milanese
Potrebbe avere avuto 'coperturè e 'appoggì da qualche esponente della comunità islamica di Sesto San Giovanni Anis Amri, ritenuto il killer di Berlino e ucciso la scorsa notte nel centro alle porte di Milano, da due agenti della volante che lo hanno fermato per un controllo. E' l'ipotesi degli inquirenti e degli investigatori dell’antiterrorismo milanese che stanno cercando di ricostruire gli spostamenti del tunisino arrivato ieri in Italia dalla Francia.
Gli uomini della Digos, coordinati da Alberto Nobili, il responsabile dell’antiterrorismo milanese, stanno ricostruendo il viaggio di Amri, che dalla cittadina francese di Chambery, in Alta Savoia, è arrivato alla stazione Centrale di Milano attorno all’una di notte. Poi non si sa se a piedi o con altri mezzi ha raggiunto Sesto San Giovanni, Qui, in piazza Primo Maggio, dove si trova la fermata della metropolitana e anche una stazione dei treni delle Ferrovie dello Stato, il tunisino fermato per un controllo, ha estratto una pistola dal suo zaino, ha sparato e poi, dopo le 3.15, è stato ucciso dagli agenti della polizia. Nello zaino aveva i biglietti del treno usati e l’arma. Inquirenti e investigatori stanno indagando per capire il motivo per cui il killer di Berlino si sia recato a Sesto san Giovanni. Una delle ipotesi al vaglio è che cercasse appoggio o avesse coperture da parte di qualche esponente della comunità islamica ben radicata nel centro alle porte di Milano.


La foto di Anis Amri morto
dopo inutili tentativi di rianimazione

L'agente di polizia Christian Movio, 36 anni,
ricoverato all'ospedale di Monza con un proiettile conficcato
n una spalla dopo essere stato ferito da Anis Amri,
il killer di Berlino.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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  • Oldsailor

    24 Dicembre @ 19.40

    Come al solito, noi "italioti" invece di difendere la privacy degli agenti, li abbiamo messi in piazza! Nessuno sano di mente si sognerebbe di sputtanare così i propri uomini. Ci vuole un bel coraggio ora a dire a questi poliziotti di stare tranquilli loro e famiglie! Io non so di chi è stata l'idea di pubblicare i loro nomi; ma di sicuro questo cretino sarà responsabile di quello che questi luridi criminali "potrebbero" far loro!

    Rispondi

  • Biffo

    24 Dicembre @ 10.55

    Quei due agenti e le loro famiglie rischiano di grosso; e se anche li trasferissero, verrebbero presto localizzati da qualche assaassino islamico di turno.

    Rispondi

  • ab9pr

    23 Dicembre @ 21.04

    alberto_bianco@alice.it

    Filippo se non conosci nessuno degli argomenti che hai citato nel tuo commento, non scrivere cose a caso per creare polemiche inutili e ridicole, ti metti sullo stesso piano di @michele e sinceramente non é un gran bel leggere.

    Rispondi

  • ab9pr

    23 Dicembre @ 20.56

    alberto_bianco@alice.it

    Filippo se non conosci nessuno degli argomenti che hai citato nel tuo commento, non scrivere cose a caso perché ti fai solo ridere a dietro. :-D

    Rispondi

  • filippo

    23 Dicembre @ 14.12

    speriamo solo che il poliziotto non venga indagato per eccesso di legittima difesa.....si sa certa sinistra ha importanti appoggi presso la magistratura e la comunità islamica sicuramente chiederà conto e ragione..

    Rispondi

    • 23 Dicembre @ 14.18

      (dalla redazione) Ipotesi dell'irrealtà. Il poliziotto ha risposto al fuoco in modo totalmente legittimo. Ma questo non le interessa, visto che per lei l'importante è attaccare "certa sinistra" e la "comunità islamica" come fa più volte al giorno qualunque sia l'argomento.

      Rispondi

      • filippo

        24 Dicembre @ 14.29

        infatti cara gazzetta LA MADRE DEL TUNISINO HA ACCUSATO L'ITALIA.....e ha anche accusato l'italia della mancata espulsione del figlio......come se non fosse il suo paese a fare sempre il bello ei il cattivo tempo

        Rispondi

      • Biffo

        24 Dicembre @ 10.53

        Però, caro redattore,, una consigliera candidata sindaco di Biella, Antonella Buscaglia, ha scritto su FB che, per lei, quello del terrorista tunisino è stato un omicidio; magari voleva anche aggiungere "premeditato". Anche lei è antislamica e nemica di una certa sinistra? Forse è solo una povera idiota.

        Rispondi

        • 24 Dicembre @ 15.20

          (dalla redazione) Lei che dice?

          Rispondi

        • Oldsailor

          24 Dicembre @ 19.33

          Penso che la "candidata" sindaca Buscaglia si sia già data dell'Idiota da sola! Voi cosa ne dite?

          Rispondi

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