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Giornata nera: sangue (tragedia), violenza e razzismo sui binari, da Nord a Sud

Annuncio shock sul treno, zingari scendete avete rotto

Treno regionale

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La polemica e la violenza "corrono" sui binari: da una parte esplode la polemica con, sullo sfondo, il razzismo dopo l'episodio della capotreno che, dagli altoparlanti "invita" gli "zingari a scendere dal treno..." lungo il Milano-Cremona. Su facebook l'intervento del ministro Salvini che la difende. Dall'altra, lungo il Reggio Calabria-Roma l'aggressione da parte di un nigeriano, privo di biglietto, al capotreno e al poliziotto intervenuto per controllare la situazione (Leggi). Mentre una famiglia che stava andando al mare attraversando i binari è stata travolta dal treno in Calabria: morti i due bimbi, grave la madre (Leggi).

Milano-Cremona: l'annuncio della capotreno "zingari..."

E’ stata una dipendente di Trenord a diffondere attraverso l’altoparlante del treno Milano-Cremona-Mantova il messaggio a sfondo razzista che invitava a non dare monete ai molestatori e gli «zingari a scendere perche hanno rotto i c...». Trenord ha concluso l'inchiesta avviata dopo la segnalazione di alcuni passeggeri. Fatto un rapido incrocio di dati, l'autrice del messaggio è già stata identificata: è la capotreno. Individuata l’autrice, sono al vaglio i provvedimenti: la sanzione può arrivare al licenziamento. Trenord già ieri aveva giudicato grave e inqualificabile il messaggio a sfondo razzista diffuso dall’altoparlante di bordo sul treno delle 12,20 da Milano per Cremona.
Stando agli accertamenti, valutata prima la possibilità apparsa subito remota e poi rivelatasi infondata di una manomissione del sistema, sentiti tutti gli operatori che erano sul convoglio, si è giunti a una dipendente dell’azienda che gestisce il servizio ferroviario regionale e che in quel momento era nel pieno delle sue funzioni.

Salvini difende la capotreno: "Nessuno si preoccupa dei passeggeri"

“Giù le mani dalla capotreno”, scrive su Facebook il segretario del Carroccio dimostrando piena solidarietà alla donna ora “indagata” da Trenord per quanto successo sulla linea Milano-Mantova. «Invece di preoccuparsi per le aggressioni a passeggeri, controllori e capitreno, qualcuno si preoccupa dei messaggi contro i molestatori... #Viaggiaresicuri è una priorità!». Lo scrive di twitter il ministro dell’Interno Matteo Salvini sul messaggio diffuso attraverso l’altoparlante da una dipendente di Trenord sul treno Milano-Cremona-Mantova che invitava a non dare monete ai molestatori e gli «zingari a scendere perche hanno rotto i c...».

Annuncio choc

«I passeggeri sono pregati di non dare monete ai molestatori. Scendete perchè avete rotto. E nemmeno agli zingari: scendete alla prossima fermata, perché avete rotto i c...». E’ il messaggio, lanciato da una voce femminile attraverso gli altoparlanti di bordo, che hanno sentito ieri i passeggeri del regionale 2653, che parte alle 12,20 da Milano per Cremona e Mantova. Secondo "La Provincia di Cremona", che riporta la notizia, sono stati numerosi i passeggeri a raccontare l’episodio sui social e a informare via e-mail l’azienda che gestisce i convogli, Trenord, la quale ha avviato un’inchiesta interna. «Il dispositivo da cui si lanciano quel tipo di avvisi - spiega in una nota - non è in cabina e, attraverso una manomissione, può essere accessibile anche ai passeggeri». 

Trenord scrive in un breve comunicato: «Ringraziamo il cliente per la pronta segnalazione. Quanto riportato è grave e inqualificabile. Abbiamo prontamente avviato inchiesta interna ad esito della quale adotteremo i provvedimenti necessari».

LA DIPENDENTE TRENORD RISCHIA IL LICENZIAMENTO. E’ stata una dipendente di Trenord a diffondere attraverso l’altoparlante del treno Milano-Cremona-Mantova il messaggio a sfondo razzista che invitava a non dare monete ai molestatori e gli «zingari a scendere perche hanno rotto i c...». Trenord ha concluso l'inchiesta avviata dopo la segnalazione di alcuni passeggeri. Individuata l’autrice, sono al vaglio i provvedimenti: la sanzione può arrivare al licenziamento. 

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  • Biffo

    09 Agosto @ 07.38

    Siamo noi italiani i razzisti, non i molestatori e zingari. Quelli, che volete, sono le loro sane, antiche, rispettabili tradizioni. Dobbiamo subire e tacere, noi, che paghiamo i biglietti, infastiditi da non paganti. Chi deve non fa nulla, avanti così, siamo un paese di idioti masochisti.

    Rispondi

  • Oberto

    08 Agosto @ 23.10

    ormai siamo sommersi da queste risorse che non pagano i biglietti e ridono in faccia al controllore. quando no. lo minacciano o colpiscono. Si io ho gli zebedei rotti.

    Rispondi

  • Nicola Martini

    08 Agosto @ 20.33

    Si è dinanzi ad una situazione abbastanza complessa. Limitarsi a montare sulle barricate per difendere una posizione senza analizzare le circostanze lascerebbe il tempo che trova. Il cittadino comune può anche permettersi questo lusso, chi ha responsabilità di governo invece no. Personalmente, penso che la Capotreno abbia sbagliato in maniera netta, anche perchè è un Pubblico Ufficiale nell'esercizio delle proprie funzioni. Avrebbe potuto allontanare dal mezzo persone dedite all'accattonaggio senza tenere il comportamento denunciato da diversi viaggiatori. L'azienda valuterà quali provvedimenti adottare. Mi auguro che non si debba giungere alla sanzione estrema del licenziamento, salvo la persona non sia recidiva nel tenere comportamenti poco consoni nello svolgimento delle funzioni. Sarebbe ipocrita comminare sanzioni esemplari, per salvare la faccia ed apparire "politicamente corretti", per poi lasciare invariate le condizioni in cui si trova ad operare il personale viaggiante su bus, treni e servizi di trasporto in genere. A livello governativo, anziché scapicollarsi a scrivere cinguettii polemici, dovrebbero iniziare a farsi carico della questione, prevedendo apposite tutele nei riguardi di viaggiatori e personale viaggiante. Ciò vuol dire intensificare i controlli sui mezzi da parte delle Forze dell'Ordine e riportare in squadro la situazione sotto il profilo repressivo, dando un segnale di civiltà secondo cui l'aggressione ad un Pubblico Ufficiale (salvo casi di scarsissima rilevanza) non può che portare ad una condanna di tipo detentivo. Negli ultimi anni i casi di aggressione ai danni del personale viaggiante dei mezzi pubblici sono stati tutt'altro che rari ed anche di una certa gravità. Basta ricordare la banda di c.d. latinos che ha semiamputato un braccio ad un capotreno a colpi di machete nel 2015, perché sorpresa a viaggiare senza biglietto. Per converso la doverosa maggior tutela del Pubblico Ufficiale, il quale è dotato di c.d. fede privilegiata, deve portare a sanzioni gravi nei suoi riguardi nel momento in cui abusi della propria autorità. Purtroppo la reazione del Ministro degli Interni non pare proprio incoraggiante considerato il tenore del suo messaggio via Twitter:"Invece di preoccuparsi per le aggressioni a passeggeri, controllori e capitreno, qualcuno si preoccupa dei messaggi contro i molestatori... #Viaggiaresicuri è una priorità!" Qualcuno dovrebbe ricordargli che non è più all'opposizione e che il titolare del Viminale è lui.

    Rispondi

  • davide

    08 Agosto @ 19.37

    Provate a viaggiare anche voi in treno poi vi renderete conto di quanta impotenza c’è nei confronti dei molestatori...

    Rispondi

  • Giorgio

    08 Agosto @ 17.47

    gioger@alice.it

    Il concetto è giustissimo anche se la signora, in un momento in cui uno viene bollato per razzista anche se addenta un pezzo di cioccolato, poteva evitare certi termini e usare una forma diversa.

    Rispondi

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