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Incidente con capriolo: Provincia condannata

Incidente con capriolo: Provincia condannata

Capriolo travolto

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Sulla strada Massese, di fronte al Castello di Torrechiara, ci sono troppi caprioli che attraversano la strada e mettono in pericolo gli automobilisti.
Lo dice il giudice di Pace di Langhirano, che attribuisce la responsabilità alla Provincia, per non aver adottato tutte le misure contro il sovraffollamento della fauna selvatica.
Così ha dato ragione ad un’automobilista, che chiedeva all’ente di piazzale della Pace un risarcimento danni di 2.458 euro per l’incidente provocato dall’urto dell’auto con un capriolo. La sentenza è del 14 gennaio 2015, e si innesta in un più ampio fenomeno, quello delle cause di risarcimento danni verso le pubbliche amministrazioni, di cui si sente sempre più spesso parlare, in aumento come gli incidenti, nelle arterie di traffico, fra auto e animali selvatici.
Il caso in questione riguarda la signora R. U., assistita dall’avvocato Massimiliano Ghirardi. L’auto era di sua proprietà, ma alla guida c’era un’altra persona, che di notte stava procedendo da Langhirano verso Parma, quando all’improvviso è sbucato un capriolo, all’altezza del Castello di Torrechiara, all’incrocio con la strada La Badia. Il sinistro è avvenuto parecchio tempo fa, più precisamente il 12 maggio del 2013, alle ore 4.40. Ci sono state quattro udienze, la prima l’11 dicembre 2013, poi tre nel 2014, per ascoltare testimoni, forze dell’ordine e anche l’ex assessore provinciale alle infrastrutture e al territorio. La proprietaria dell’automobile sostiene che l’incidente si è verificato per responsabilità della provincia, accusata di «comportamento colposo nella gestione della fauna selvatica» e di omissione nell’adottare «tutte le cautele atte alla salvaguardia degli utenti della strada».
La Provincia, seguita da un legale, si è opposta alla richieste di risarcimento, convinta che la domanda di risarcimento fosse «generica, infondata in fatto e in diritto, non provata ed eccessiva». In più – dice la Provincia - in quel tratto di strada è presente «abbondante segnaletica verticale di pericolo di attraversamento animali selvatici vaganti».
Ma per la controparte non bastano i cartelli: servono «recinzioni lungo i tratti stradali sui quali è frequente questo tipo di incidenti, catarifrangenti a riflessi direzionale posti a bordo della strada» e un piano di gestione della fauna selvatica.
Una tesi accolta dal giudice di pace Pasquale Giuliani, perché «l’ente Provincia ha l’onere di redigere il piano faunistico venatorio ed i correlativi piani di abbattimento della popolazione degli animali, al fine di mantenere il rapporto adeguato di proporzionalità tra territorio e popolazione».
Il giudice riporta la testimonianza di un carabiniere, che dice di aver notato, durante i pattugliamenti, la presenza di animali selvatici lungo le strade e che ci sono state richieste di intervento per danni analoghi. Quindi, già prima del sinistro, - sostiene il giudice - c’é un problema di pericolo, tale da allertare le autorità locali e la Provincia. Perciò ha condannato l’ente a risarcire il danno e in più a pagare le spese di giudizio.

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  • annamaria

    18 Gennaio @ 21.54

    Scommetto che il giudice è un cacciatore. Con questa sentenza ne sentiremo di urla da parte sia dei cacciatori sia della Provincia (anche se smantellata) che aspetta solo di dar loro ragione per evitare di essere stressata (nelle persone del suo personale e dirigenti).

    Rispondi

  • ginetta20

    18 Gennaio @ 21.16

    Il 24 Dicembre 2013 attraversando il ponte sul taro che da Medesano porta a Collecchio mi e saltato in strada un cinghiale........morale.....3.500 € di danni pagati .la provincia mi rispose che essendoci i cartelli che segnalano la presenza di animali selvatici non rispondono dei danni.

    Rispondi

  • federicot

    18 Gennaio @ 18.55

    federicot

    Io condannerei l'automobilista perchè ha usato l'auto e ha inquinato anche la mia aria.

    Rispondi

  • nerosso

    18 Gennaio @ 16.54

    spesso questi incidenti potrebbero essere evitati se gli automobilisti prestassero maggiore attenzione e osservassero le regole di condotta.....gli eventi lo dimostrano e non si può pretendere di viaggiare senza alcun ostacolo imprevisto....

    Rispondi

    • salamandra

      18 Gennaio @ 18.14

      In parte è vero ma un capriolo che ti si butta davanti alla macchina lo centri anche ai 30 all'ora.

      Rispondi

      • jumbler

        19 Gennaio @ 09.30

        Anche un bambino che ti si butta davanti alla macchina lo centri ai 30 all'ora.

        Rispondi

        • salamandra

          19 Gennaio @ 12.36

          E quindi?

          Rispondi

        • Francesco

          19 Gennaio @ 13.18

          Sono un perito assicurativo che opera nella provincia di Reggio Emilia, mi occupo di questo tipo di sinistri e vi assicuro che ne ho contati almeno 150 in un anno. Ho visto un motociclista finire in una scarpata ed un auto rotolata lungo un pendio. A volte il danno materiale è il male minore. Premesso che quel tratto di strada non si percorre ai 30 all'ora, si presume che un bambino abbia dei genitori che gli insegnano come attraversare e lo controllano e pertanto può essere un caso isolato se arttareversa all'improvviso. I caprioli non li istruisce nessuno, si buttano in strada e ti possono colpire anche sulla fiancata. Posso solo suggerire a chi viene colpito di fare immediatamente le foto sul posto, chiamare il 118 per far rimuovere l'animale se è morto o ferito e farsi dare il verbale di recupero. Se i Carabinieri non intervengono sul posto bisogna fare denuncia il giorno successivo e farsi tutelare da un legale.

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