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Un corso per investire sul futuro: l'assessore Amoretti ha incontrato i giovani iscritti

Formazione: investiti 4,5 milioni per l'assolvimento dell'obbligo scolastico

L'assessore Manuela Amoretti fra due giovani iscritti ai corsi di formazione finanziati dalla Provincia

L'assessore Manuela Amoretti fra due giovani iscritti ai corsi di formazione finanziati dalla Provincia

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Ogni anno sono circa 430 i nuovi iscritti ai percorsi di qualifica finanziati dalla Provincia per l’assolvimento dell’obbligo d’istruzione/formazione: 430 giovani “a rischio abbandono”, tra i 15 e i 18 anni, che frequentando i corsi finanziati dalla Provincia e tenuti dagli enti di formazione del territorio riescono a rimanere all’interno del sistema scolastico-formativo. Lo sbocco finale è il conseguimento di una qualifica e l’ingresso nel mondo del lavoro 
“ E’ una opportunità irripetibile e quindi tocca a voi utilizzarla fino in fondo - ha detto l’assessore provinciale alla Formazione professionale e Politiche del Lavoro Manuela Amoretti rivolgendosi alla platea di giovani iscritti quest’anno ai corsi - In questo momento  non è semplice avere fiducia ma oggi avete di fronte una istituzione che è la Provincia che vi permette di fare questo importante percorso per avere una professione e un buon futuro, un percorso che costa moltissimo, 4 milioni e mezzo di euro ogni anno, dunque dovete essere consapevoli che avete una responsabilità.”
L’incontro si è tenuto nell’aula dell’istituto Giordani e oltre al saluto del Dirigente scolastico Lucia Sartori, i giovani hanno potuto ascoltare direttamente e in video le esperienze di chi quella strada l’ha già fatta e con buoni risultati. Marianna Ferrazzo è arrivata alla qualifica di operatore alle cure estetiche presso Enac nel 2008. “Oggi lavoro come parrucchiera, dopo 5 anni di apprendistato sono stata assunta come operaia a tempo indeterminato”. Il suo sogno? 
“Aprire un centro in autonomia”. Gheorghe Bejan, di origine moldava, viene bocciato al secondo anno del Melloni. “Ho frequentato il corso per installatore e manutentore impianti elettrici presso Forma Futuro e oggi sono apprendista presso una azienda.” E raccomanda ai giovani che lo ascoltano “Guardate che sono cose che servono”. Alessandro Tufano invece ha scelto il corso per operatore della ristorazione presso Enaip Parma e dopo una work experience, finanziata da Provincia, è stato assunto come apprendista presso un bar.
Ogni anno la Provincia investe in queste azioni contro la dispersione scolastica (l’1,1% il dato provinciale) circa 4 milioni e mezzo di euro per 19 percorsi di qualifica, una strada alternativa per i giovani per contenere insuccessi e abbandoni. 
Dopo un anno di scuola secondaria di secondo grado lo studente può infatti scegliere di iscriversi a un percorso di formazione professionale in un ente di formazione accreditato; un percorso di apprendimento dove la componente professionalizzante risulta prevalente pur sviluppando, comunque, le competenze culturali e trasversali necessarie. 
I percorsi durano due anni, portano al raggiungimento di una qualifica professionale e permettono di inserirsi nel mondo del lavoro. Tutti questi ragazzi hanno insomma la possibilità di acquisire competenze operative e professionali specifiche da spendere nel mondo del lavoro. Il sistema regionale di Istruzione e formazione professionale (IeFP) della Regione Emilia-Romagna, di cui questi percorsi fanno parte, prevede che l’iter di qualifica possa essere svolto anche negli Istituti professionali (IP).
Le qualifiche previste sono state pensate per fornire un’adeguata risposta ai fabbisogni formativi e professionali del territorio: operatore alle cure estetiche, operatore agro-alimentare, operatore amministrativo-segretariale, operatore del punto vendita, operatore della ristorazione, operatore dell’autoriparazione, operatore edile alle strutture, operatore impianti elettrici, operatore meccanico. 
Gli enti di formazione (accreditati attraverso una procedura di evidenza pubblica) che gestiscono queste attività sono Enaip Parma, Formart, Enac, Centro Servizi Edili, Forma Futuro, Ecipar, Ciofs.
Rilevante la partecipazione: 434 iscritti nel 2011, 429 nel 2012, 427 nel 2013. La partecipazione è un segnale importante, ed è un riconoscimento indiretto dell’efficacia del nostro sistema formativo per l’assolvimento del diritto/dovere: con risposte personalizzate alle esigenze dei giovani del territorio. Tra i frequentanti prevalgono le donne (56% nel 2013), circa il 40% gli stranieri. Tra 2011 e 2013 sono stati quasi mille (997) i frequentanti, 782 dei quali qualificati: oltre il 78%.
Contro la dispersione scolastica/formativa: il Servizio Nuovo obbligo formativo (Nof) della Provincia
Attraverso il monitoraggio sui segnalati dalle scuole medie e superiori, e attraverso l’attività di colloqui individuali, il servizio Nof (Nuovo obbligo formativo) dei Centri per l’impiego della Provincia è impegnato a contrastare il fenomeno dell’abbandono scolastico e formativo.
Il Servizio Nof riceve dalle scuole le segnalazioni di alunni “a rischio abbandono”, e provvede a mandare alle loro famiglie una lettera informativa sui servizi di accompagnamento e orientamento alla scelta dei centri per l’impiego, oltre a contattarle telefonicamente per un monitoraggio diretto sulla scelta dei giovani coinvolti. Il Servizio Nof svolge colloqui individuali di orientamento e lavora affinché questi ragazzi possano restare all’interno del sistema scolastico-formativo, contrastando così fattivamente il rischio dispersione.
Comunicato stampa della Provincia 

Ogni anno sono circa 430 i nuovi iscritti ai percorsi di qualifica finanziati dalla Provincia per l’assolvimento dell’obbligo d’istruzione/formazione: 430 giovani “a rischio abbandono”, tra i 15 e i 18 anni, che frequentando i corsi finanziati dalla Provincia e tenuti dagli enti di formazione del territorio riescono a rimanere all’interno del sistema scolastico-formativo. Lo sbocco finale è il conseguimento di una qualifica e l’ingresso nel mondo del lavoro.
“E’ una opportunità irripetibile e quindi tocca a voi utilizzarla fino in fondo - ha detto l’assessore provinciale alla Formazione professionale e Politiche del Lavoro Manuela Amoretti rivolgendosi alla platea di giovani iscritti quest’anno ai corsi -. In questo momento  non è semplice avere fiducia ma oggi avete di fronte una istituzione che è la Provincia che vi permette di fare questo importante percorso per avere una professione e un buon futuro, un percorso che costa moltissimo, 4 milioni e mezzo di euro ogni anno, dunque dovete essere consapevoli che avete una responsabilità.”L’incontro si è tenuto nell’aula dell’istituto Giordani e oltre al saluto del Dirigente scolastico Lucia Sartori, i giovani hanno potuto ascoltare direttamente e in video le esperienze di chi quella strada l’ha già fatta e con buoni risultati.
Marianna Ferrazzo è arrivata alla qualifica di operatore alle cure estetiche presso Enac nel 2008. “Oggi lavoro come parrucchiera, dopo 5 anni di apprendistato sono stata assunta come operaia a tempo indeterminato”. Il suo sogno? “Aprire un centro in autonomia”.
Gheorghe Bejan, di origine moldava, viene bocciato al secondo anno del Melloni. “Ho frequentato il corso per installatore e manutentore impianti elettrici presso Forma Futuro e oggi sono apprendista presso una azienda.” E raccomanda ai giovani che lo ascoltano: “Guardate che sono cose che servono”.
Alessandro Tufano invece ha scelto il corso per operatore della ristorazione presso Enaip Parma e dopo una work experience, finanziata da Provincia, è stato assunto come apprendista presso un bar.
Ogni anno la Provincia investe in queste azioni contro la dispersione scolastica (l’1,1% il dato provinciale) circa 4 milioni e mezzo di euro per 19 percorsi di qualifica, una strada alternativa per i giovani per contenere insuccessi e abbandoni. Dopo un anno di scuola secondaria di secondo grado lo studente può infatti scegliere di iscriversi a un percorso di formazione professionale in un ente di formazione accreditato; un percorso di apprendimento dove la componente professionalizzante risulta prevalente pur sviluppando, comunque, le competenze culturali e trasversali necessarie. I percorsi durano due anni, portano al raggiungimento di una qualifica professionale e permettono di inserirsi nel mondo del lavoro. Tutti questi ragazzi hanno insomma la possibilità di acquisire competenze operative e professionali specifiche da spendere nel mondo del lavoro. Il sistema regionale di Istruzione e formazione professionale (IeFP) della Regione Emilia-Romagna, di cui questi percorsi fanno parte, prevede che l’iter di qualifica possa essere svolto anche negli Istituti professionali (IP).Le qualifiche previste sono state pensate per fornire un’adeguata risposta ai fabbisogni formativi e professionali del territorio: operatore alle cure estetiche, operatore agro-alimentare, operatore amministrativo-segretariale, operatore del punto vendita, operatore della ristorazione, operatore dell’autoriparazione, operatore edile alle strutture, operatore impianti elettrici, operatore meccanico. Gli enti di formazione (accreditati attraverso una procedura di evidenza pubblica) che gestiscono queste attività sono Enaip Parma, Formart, Enac, Centro Servizi Edili, Forma Futuro, Ecipar, Ciofs.Rilevante la partecipazione: 434 iscritti nel 2011, 429 nel 2012, 427 nel 2013. La partecipazione è un segnale importante, ed è un riconoscimento indiretto dell’efficacia del nostro sistema formativo per l’assolvimento del diritto/dovere: con risposte personalizzate alle esigenze dei giovani del territorio. Tra i frequentanti prevalgono le donne (56% nel 2013), circa il 40% gli stranieri. Tra 2011 e 2013 sono stati quasi mille (997) i frequentanti, 782 dei quali qualificati: oltre il 78%.
Contro la dispersione scolastica/formativa: il Servizio Nuovo obbligo formativo (Nof) della ProvinciaAttraverso il monitoraggio sui segnalati dalle scuole medie e superiori, e attraverso l’attività di colloqui individuali, il servizio Nof (Nuovo obbligo formativo) dei Centri per l’impiego della Provincia è impegnato a contrastare il fenomeno dell’abbandono scolastico e formativo.
Il Servizio Nof riceve dalle scuole le segnalazioni di alunni “a rischio abbandono”, e provvede a mandare alle loro famiglie una lettera informativa sui servizi di accompagnamento e orientamento alla scelta dei centri per l’impiego, oltre a contattarle telefonicamente per un monitoraggio diretto sulla scelta dei giovani coinvolti. Il Servizio Nof svolge colloqui individuali di orientamento e lavora affinché questi ragazzi possano restare all’interno del sistema scolastico-formativo, contrastando così fattivamente il rischio dispersione. 

 

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