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Vite rinnovate in «Imprevisti di primavera» di Bellucci e Laterza

Rubrica: Letti per voi

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Insegna come ognuno di noi dovrebbe affrontare la vita, riflettendo sulle scelte compiute e su come queste ultime possono condizionare per sempre la nostra vita, l’intenso romanzo scritto a quattro mani da Teresa Laterza e Daniele Bellucci intitolato «Imprevisti di primavera» (Editrice Kimerik, pag. 302, 15,00).
«La vita è un continuo sperimentare, un lasciarsi sorprendere. Anche quando ci sembra di avvertire la certezza di poterne avere il controllo, eventi imprevisti ce ne svelano l’illusione. Gli accadimenti inaspettati mostrano l’inutilità del rimanere in disparte a guardare da spettatori lo scorrere della nostra vita, in quanto anche nell’inattività, prima o poi, dinnanzi, ci si presenterà un bivio che, non potendo più essere ignorato, richiederà scelte. Sarà allora che spogliandoci di ansie e timori, vestiremo gli abiti del coraggio divenendo finalmente soggetti attivi e partecipativi del nostro vivere», scrivono gli autori nella prefazione del romanzo all’interno del quale si muovono diversi personaggi capaci, ad un certo momento delle loro vite, di rischiare mettendo seriamente in gioco i propri sentimenti e le proprie intime risorse psicologiche e morali.
Primo fra tutti un giovane funzionario di Polizia, dal passato scomodo, che, con grande forza di volontà, si dimostra in grado di ricominciare da capo allo scopo di esplorare in maniera più piena la sua vita.
A saper afferrare ciò che di nuovo offre il destino è anche Andrea, un architetto solo apparentemente realizzato, in realtà profondamente infelice, che aprirà gli occhi su un rapporto naufragato, ricominciando da zero. Incisive le storie di una giornalista che cerca di rintracciare una figlia perduta, di una scrittrice alla disperata ricerca della felicità, di una psicologa implicata in un meccanismo che le sfugge di mano e di un medico capace di donare tanto, e che poi perde la compagna amata.
Gli uomini e le donne messi in scena da questi due autori che hanno saputo narrare una storia deliziosa, sono simboli della caducità della vita ma anche testimoni del fatto che tutto può accadere, da un momento all’altro. L’importante - sembrano suggerire gli autori - è saper tenere gli occhi aperti sulle coincidenze e le opportunità che possono aiutarci a migliorare e correggere la nostra vita , finalmente consapevoli della nostra fragilità e al tempo stesso di grandezze di cui siamo capaci. Fondamentale è seguire l’insegnamento di Rousseau: «Prendi la direzione opposta dell’abitudine e quasi sempre farai bene».
Imprevisti di primavera - Kimerlik, pag. 302, 15,00

 

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  • nerina

    03 Aprile @ 10.22

    Grazie per la bella recensione, l'attenta lettura e l'apprezzamento: gli autori Laterza Bellucci

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