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Infanzia, ferite ancora aperte

Susanna Tamaro, autrice del memoriale «Un cuore pensante»: «Sono stata una bimba difficile, che si è chiusa nel silenzio». «Ero vittima dei bulli: quelli che deridono e umiliano»

Infanzia, ferite ancora  aperte

Susanna Tamaro

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Bastano poche parole a Susanna Tamaro per definirsi: «Avessi potuto scegliere da sola, mi sarei chiamata Elettra perché, da sempre, eccessive quantità di elettricità attraversano il mio corpo e la mia mente facendo di me un’antenna con i fili scoperti». Dopo «Ogni angelo è tremendo» (2013), con «Un cuore pensante» (Bompiani, pag. 209,14,00) la Tamaro torna a ricordare importanti passaggi della sua vita da bambina, quando si sentiva «una tigre costretta a essere una bambola». Anche nel suo nuovo libro Susanna Tamaro prosegue nello scavo del suo passato e mette ancora in primo piano la bambina un po’ ribelle che parla poco ma pensa molto. Riscoprire la bambina che è stata, sembra per lei una priorità, un bisogno di ritrovare condizioni e radici di un tempo in cui il mondo era diverso e le anime meno cupe. Parla di tutto, delle sue fobie e dei suoi sogni, delle sue antipatie e dei suoi dispetti, del suo non concedersi al flusso della conoscenza, ma accedervi mediante una selezione accurata dei fatti. In campo lungo ci sono le consapevolezze acquisite in quasi trent’anni di attività letteraria, oltre una ventina di romanzi e libri per ragazzi, dal mitico «Va' dove ti porta il cuore» a questo odierno spaccato della sua infanzia. Il gioco è sempre lo stesso: capire chi è il lupo – il male - per mettere al sicuro l’agnello – il bene - in un mondo il cui unico interesse sembra la sopraffazione dell’altro visto sempre come un avversario. Ne parlo con la scrittrice.

Queste memorie sono una rielaborazione piacevole o una necessità?
Da parecchio tempo volevo scrivere una specie di diario spirituale, per cui con questo libro ho operato una rielaborazione che era già dentro al mio cuore. E' senz’altro una cosa piacevole e necessaria nello stesso tempo, perché è utile riscoprirci, rivederci, rivalutarci.

Quanto è importante ricordare?
E' fondamentale, perché l’uomo è prima di tutto memoria, cosa di cui ultimamente discutiamo spesso. Tengo molto a parlarne perché penso che la memoria sia un po’ come lo scafandro di un palombaro, o la tuta di un astronauta: salva e preserva. Con i ricordi l’uomo costruisce la civiltà del passato e della propria genealogia.

Pensa di essere stata una bambina difficile da gestire, per via di complessi mortificanti, come indossare la gonna al posto dei pantaloni, cosa che rendeva un po’ problematica la sua crescita?
Sono stata una bambina molto difficile da gestire perché ero parecchio complicata: avevo una testa troppo avanti per la mia età ed era difficile raccordarsi al mio modo di essere e di pensare. Mia madre diceva che avevo imparato a parlare a nove mesi ma a dieci avevo già smesso. Ho cominciato presto, ma poi mi sono chiusa in un silenzio che è durato tutta la mia infanzia. Erano anni in cui si prestava meno attenzione ai bambini, non c’erano figli problematici ma solo monelli bizzosi.

Com’è stata invece la sua adolescenza?
Molto inquieta, molto ribelle e anticonformista come del resto tutto il corso della mia vita: è stata il preludio di un’esistenza controcorrente.

Crede davvero che il mondo abbia una dose di cattiveria istintiva che emerge nei momenti più impensati?
Sì, lo credo, anche perché sono sempre stata vittima di bulli, di quelle persone che deridono e umiliano. Ho sempre visto ciò come qualcosa che vuole sporcare e distruggere tutto ciò che è bello, profondo, delicato. Ma un istinto nei momenti estremi viene fuori con straordinaria potenza e ci permette di mettere in azione dei comportamenti contrari altrimenti ci facciamo sopraffare dalla negatività che circola indisturbata in mezzo a noi con una faccia ottusa, perché il male non è intelligente. Tutto questo dovrebbe spingerci a non amarlo, evitare la faccia del burocrate cupo e sordo e cercare la forza opposta.

Lei scrive anche di aver sempre saputo che la sua vita sarebbe stata un unico e inesausto combattimento? Ma contro chi?
Direi contro tutto quello che ci usura, che provoca non amore e infelicità. Tutte le parti buie dell’uomo che ho visto con molta chiarezza sin da bambina, le volevo combattere perché credo sia utile avere un ordine luminoso in ciò che facciamo per realizzare il profilo concreto di noi stessi. Questo è importante per l’individuo, come sapere che il diritto di uno deve essere il diritto di tutti, mentre la persona, come scrivo nel libro, è consapevole che, oltre alla morte, nella vita non c’è alcuna altra forma di democrazia.

Cos’è quell’energia che, secondo lei, vuole solo sporcare e corrompere?
E’ l’energia che è dentro tutto l’universo e dentro di noi e punta a sporcare e corrompere ciò che corrotto e sporco non è: è un’energia di cui ci siamo dimenticati e della quale parliamo poco. Questo averla trascurata ci ha portati ad essere sopraffatti dalla sua assenza- presenza. Seguendo le sirene della psicologia ci siamo dimenticati di questa forza onnipresente, del suo costante desiderio di affondare il bello, di opacizzare il vero.

La sua fede, è una solida àncora o un continuo viaggio verso il mondo della verità?
Entrambe le cose. Da una parte è un ancoraggio molto forte gettato in profondità; dall’altra però non ho mai raggiunto un punto di saturazione totale. Continuo a camminare benché ancorata a una specifica realtà.

Del suo passato ricorda tutto o tende a mantenere qualcosa recluso nel profondo dell’io?
Con gli anni credo di aver ricordato quasi tutto. Può darsi che col tempo ancora qualcosa possa riemergere dal profondo di me stessa, ma negli ultimi dieci anni ho fatto un grande lavoro di recupero della memoria e delle cose dimenticate, scavando con scrupolo.

Le fa paura invecchiare?
Penso che vivere vuol dire invecchiare con saggezza: è uno degli scopi della vita e dell’essere umano che si apre a una nuova dimensione del pensiero e del sentimento. In questo momento abbiamo molto bisogno della saggezza delle persone anziane che devono essere d’aiuto ai giovani con l’esempio e la serenità di esistenze ricche di esperienza.

Un cuore pensante
di Susanna Tamaro
Bompiani, pag. 209, euro 14,00

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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