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Parigi: la solidarietà delle scuole

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Oggi, a partire da una idea del preside Guido Campanini (nella foto gli studenti del Romagnosi) saranno molte le scuole che si fermeranno per due minuti di silenzio. IL dirigente del Bertolucci, Aluisin Tosolini, ci ha girato la comunicazione inviata a studenti e docenti del liceo di via Toscana. Il momento musicale è stato fissato IN PIAZZALE BARBIERI A BARRIERA BIXIO alle ore 12, in concomitanza con il minuto di silenzio in Francia.

I terribili fatti di Parigi, dove ieri due terroristi hanno trucidato 10 giornalisti del settimanale Charlie Hebdo e 2 agenti di polizia, toccano ognuno di noi.

Seguendo il suggerimento lanciato dal preside Guido Campanini anche il liceo Bertolucci vuole manifestare pubblicamente la propria solidarietà con le vittime e con la Francia intera che oggi è in lutto nazionale.

Vogliamo dire il nostro dolore ma anche il nostro impegno nei confronti della libertà e della democrazia. Ed anche il nostro rifiuto a alla strumentalizzazione del dolore e della solidarietà da parte di quanti intendo usare le armi della violenza e del terrorismo per portarci al rifiuto dell’altro, all’islamofobia, alla xenofobia.

Per questo motivo, d’accordo con i rappresentanti degli studenti in consiglio di istituto, comunico che tutti gli studenti e tutti i docenti di tutte le classi assieme a tutto il personale si recheranno, alle ore 10.45, in assoluto silenzio, nel cortile antistante la scuola con in mano una matita e sosteranno in cortile alle 10.50 per 2 minuti di silenzio.

A ognuno e tutti, studenti e docenti, chiedo la massima collaborazione anche nella riempire di significato questo momento a partire da una riflessione

Gli studenti del liceo musicale effettueranno la stessa iniziativa alle ore 11.50 recandosi presso la zona pedonale di barriera Bixio dove, alle ore 12.00, in concomitanza con il minuto di silenzio che fermerà tutta la Francia, sarà eseguito un brano musicale.

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E nel pomeriggio presidio in Piazza

CGIL, CISL e UIL di Parma esprimono solidarietà e vicinanza ai cittadini e lavoratori francesi per il vile attacco terroristico che, nella giornata di ieri, è stato portato alla sede della testata parigina Charlie Hebdo, causando la morte di 12 persone.

Un attentato che ha inteso colpire un obiettivo fortemente simbolico e che per questo richiede una ancora più forte condanna, che stigmatizzi, senza alcuna ambiguità, sia il tentativo di attaccare alcuni dei beni indisponibili della democrazia e dei valori costituenti del modello sociale europeo, la libertà di espressione e il diritto all’informazione, sia la tentazione di strumentalizzare in chiave islamofobica un gesto ascrivibile ad un fanatismo settario.

Per questo nel pomeriggio di oggi, giovedì 8 gennaio, alle ore 17.30, CGIL, CISL e UIL di Parma scenderanno in presidio in piazza Garibaldi a difesa della libertà di espressione e contro ogni forma di estremismo. Nell’invitare tutti i cittadini a partecipare, si segnala che, ad ora, hanno aderito all’iniziativa le associazioni Libera e ANPI Parma. L’elenco delle adesioni verrà aggiornato nelle prossime ore.

 

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  • Andrea

    08 Gennaio @ 19.04

    Dai commenti si vede quanto è stato capito il senso della manifestazione di solidarietà per la libertà di espressione. Poi riguardo agli "islamisti": per caso avete letto il nome del poliziotto trucidato quando era a terra? Si chiamava Ahmed, era mussulmano. Se continuate ad associare tutto l'Islam a questi pazzi fanatici fate solo il loro gioco, è quello a cui puntano, vogliono questa contrapposizione che stanno provando a fare fin dall'11/9 ed in voi trovano complici (in)consapevoli. Aprite gli occhi, le prime vittime di questa situazione sono proprio i mussulmani, sia in termini numerici (migliaia e migliaia di morti ammazzati, ma fan poca notizia) e pure segregati. Non fate il,loro gioco, isoliamoli, non facciamoli nascondere in mezzo a miliardi di credenti.

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  • Biffo

    08 Gennaio @ 17.29

    Spero solo che non partecipino i soliti filoislamici de noantri, quelli e quelle con hijab pied-de-poule rossobianco o bianconero.

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  • GMAlessandrini

    08 Gennaio @ 17.03

    "Aprire le menti" non vuol dire accettare i fanatismi, anzi, vuol dire liberarsene. Ma vuol dire anche non appiattire, non semplificare sempre tutto. E' questo che la scuola dovrebbe fare, insegnare a leggere la complessità e ad avere un pensiero indipendente e incondizionato sia dall'integralismo religioso sia dall'opinione comune. Quindi, se la scuola aiuta i ragazzi a far capire: -che non tutto l'Islam è così ma che il fanatismo islamico è comunque da condannare; - che devono fare attenzione a non diventare estremisti sia nella difesa a oltranza che nell'attacco violento; -che in ogni cosa devono porsi con obiettività e valutare razionalmente ogni elemento senza fermarsi all'onda emotiva di massa; -che la difesa di qualsiasi libertà deve essere la loro preoccupazione principale; allora sì che la scuola ha fatto il suo compito.

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    • Andrea

      08 Gennaio @ 19.42

      Bravo, sono d'accordo!

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  • Franca

    08 Gennaio @ 14.00

    Islamofobia? Ma no bisogna amarli questi islamici tanto moderati. ..d'accordo con Piero

    Rispondi

  • Andrea

    08 Gennaio @ 13.54

    @Piero: la cosa più patetica qui è il tuo commento. Ben venga una scuola che apra le menti ai nostri ragazzi, altrimenti diventeranno come te

    Rispondi

    • Piero

      08 Gennaio @ 14.51

      La scuola più che aprire le menti, indottrina le nuove generazioni al "politicamente corretto" corrente in quel momento storico. Poi, ognuno è libero di pensarla come vuole, qui (per ora) non siamo in uno stato islamico. In ogni modo come disse un Cristiano a suo tempo: "Non ragioniam di lor, ma guarda e passa".

      Rispondi

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