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MEDESANO

Felegara, crollo al cimitero: tragedia sfiorata

Cadono calcinacci da una volta

Crolla il soffitto di un'arcata. Transennato il cimitero
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Il crollo di una parte di soffitto in un'arcata del cimitero di Felegara ha scosso molti cittadini durante le festività dedicate al ricordo dei defunti. Fortunatamente il cedimento di una parte del controsoffitto è avvenuto nella notte tra mercoledì e giovedì, e non durante il giorno, nelle ore in cui il cimitero è affollato da tanti cittadini che si recano a rendere omaggio ai propri cari. Ad accorgersi del crollo, nella mattinata di giovedì, sono stati i visitatori che, per primi, sono entrati nel cimitero, trovando davanti a sé i calcinacci e il pezzo di arcata caduto al suolo durante la notte. Avvisato di quanto accaduto il Comune è intervenuto con l’azienda che si occupa della gestione del cimitero per transennare e ripulire la zona. Successivamente i tecnici hanno proseguito con una valutazione dello stato di tutti i soffitti delle diverse aree del cimitero, individuando altre aree in cui intervenire per evitare futuri crolli.

Gli operai hanno rimosso altre parti delle arcate che, come quella caduta, erano pericolanti. Gli stessi tecnici hanno assicurato che la situazione sarà sistemata al più presto. Molti felegaresi, allarmati dall'episodio, hanno segnalato altri segni di usura all’interno del cimitero, tra cui alcune crepe molto evidenti, oltre ad un tratto della copertura del tetto che, da tempo, appare danneggiata a causa dei forti venti che, mesi fa, si sono abbattuti sulla zona, creando danni anche a molte altre strutture. Ad allarmare molte persone con i cari sepolti nel cimitero di Felegara, anche alcuni cartelli apparsi in questi giorni, in cui il Comune informava che «allo scopo di disporre di avelli per le future sepolture si rende necessario rientrare nella disponibilità di quelli occupati da salme decedute da almeno 50 anni».

Nell’annuncio veniva, poi, evidenziato che «il Comune di Medesano metterà gratuitamente a disposizione nel cimitero di Felegara, per ogni salma estumulata per la durata di 40 anni, una celletta ossario per la sistemazione dei resti mortali; tutte le spese relative all’operazione saranno a carico dell’amministrazione comunale».

L’annuncio ha alimentato una polemica da parte dei familiari di persone sepolte da più di 50 anni in avelli ottenuti con un contratto di durata perpetua che, dunque, hanno visto nell’annuncio una violazione degli accordi, con una modifica unilaterale di un contratto e di un servizio per cui, all’epoca, la propria famiglia aveva pagato. La polemica, cresciuta anche sul web, è stata immediatamente smontata dall’assessore Alessandro Barbieri che, interrogato a proposito ha sottolineato: come «non si tratta assolutamente di un obbligo ma di una possibilità a cui i cittadini possono o meno aderire a seconda della propria volontà. E’ una possibilità in più, soprattutto per le persone anziane che non hanno più la possibilità di curare gli avelli dei propri cari o per chi deve gestire gli avelli di parenti lontani deceduti molti anni fa. Chi non vuole aderire è infatti libero di farlo».

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