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Harley-Davidson, 115 di questi anni

In 100.000 hanno raggiunto Praga da tutto il mondo per celebrare i 115 anni di un marchio più arzillo che mai. Una buona occasione per parlare del futuro di Harley-Davidson (che sarà anche elettrico) ma non solo

Harley-Davidson, 115 di questi anni
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In occasione dell’Harley-Davidson 115th Anniversary, la factory di Milwaukee ha riunito i suoi appassionati in un festival europeo che si è svolto a Praga, dal 5 al 7 luglio scorso.
Formula ormai consolidata per gli appuntamenti che celebrano la longevità della Casa motociclistica americana: un grande Harley-Davidson Village in cui, al ritmo dei numerosi palchi disseminati tra gli stand, godere l’esperienza della passione per il marchio statunitense. Seduti presso uno dei tanti bar che proponevano cibo delle più disparate nazionalità, poteva capitare di sentir parlare in russo, siciliano o inglese, oppure riconoscere dietro i gilet dei biker di passaggio la loro provenienza: isole Fiji, Sudafrica, Giappone, Indonesia.

Contest, feste e museo

All’interno del monumentale complesso fieristico hanno trovato posto le esposizioni “istituzionali”: la gamma Harley-Davidson 2018 al completo, la Custom Gallery con le special più belle giunte da tutta Europa e confrontatesi poi nel contest che ha premiato le migliori, infine l’Harley-Davidson Museum, che ha raccolto alcuni pezzi di gran pregio (motociclette dei primi anni del secolo scorso, veicoli speciali, abbigliamento) e cimeli appartenuti alle Star e messi a disposizione dall’Hard Rock Cafe, sponsor della manifestazione. All’aperto, oltre ad uno Shopping Village con stand di produttori di abbigliamento ed accessori, anche una area dedicata all’off road in cui testare le ultime furoistrada Jeep (main sponsor degli eventi europei), uno spazio attrezzato per i bambini (sempre più numerose le famiglie) e persino la riproduzione di un accampamento militare della Seconda guerra mondiale, con tanto di mezzi corazzati.

Oltre centomila gli harleysti che, giungendo nella capitale boema, hanno premiato un’organizzazione durata tre anni e culminata, nella giornata di sabato 7 luglio, nella parata celebrativa che ha coinvolto turisti, cittadini e biker in una grande festa. A sera, poi, rientrati al “Village”, il concerto conclusivo del gruppo punk svedese The Hives ha concluso in bellezza un weekend denso di emozioni.

Un momento di fermento!
Giunto a Praga in moto da Milano (!) in occasione del 115mo Anniversario, il management di Harley-Davidson Motor Company non ha nascosto come quello attuale sia un momento di grande fervore per la Casa americana, con importanti sfide da affrontare nell’immediato futuro.

“Nel 2017 abbiamo promesso cento nuovi modelli entro il 2027, e siamo tutti molto eccitati da questa impresa e dalla direzione in cui stiamo andando – ha commentato Stephen Lambert, Marketing Director – In particolare le nuove piattaforme (Touring, Softail, Dyna) ci hanno permesso di conquistare una clientela nuova. E la nostra sfida è conquistare due milioni di nuovi rider entro dieci anni, anche attraverso una campagna mirata attraverso testimonial o l’utilizzo dei social”.

Un’importanza strategica nel rapporto tra Harley-Davidson ed il suo pubblico, Bill Davidson (pronipote di uno dei fondatori e Vicepresidente del Museo Harley-Davidson) lo attribuisce proprio al Museo, un’opera colossale realizzata a Milwaukee dieci anni fa e da allora centro pulsante della vita sociale della Casa. “I quattro fondatori avevano un sogno, insieme ad una forte passione che li accomunava. Lo hanno perseguito e guardate dove siamo. Ecco perché questa manifestazione trasuda passione in ogni ambito! Ogni giorno della mia vita dentro questa grande azienda ha rappresentato per me la realizzazione di un sogno. Per questo, quando mi chiedono quale sia la motocicletta più importante in 115 anni di produzione Harley-Davidson, rispondo che è stata la Serial Number 1 del 1903, quella da cui tutto ha avuto inizio.”

E la promesa dell’elettrica entro il 2019 non è una boutade “Si, arriverà e a breve. Si affiancherà, non sostituirà i modelli tradizionali, il suo propulsore silenzioso ed entusiasmante si affiancherà al bicilindrico pulsante della tradizione. Ma arriverà. E sarà parte del nostro futuro”.

Sulle strade della Boemia: Road Glide o Street Glide?
La trasferta praghese ci ha offerto l’occasione di testare, lungo le strade della capitale boema e nella meravigliosa campagna circostante, le ultime versioni delle touring più cool della gamma Harley-Davidson: si tratta della Street Glide e della Road Glide, spinte dall’ultima motorizzazione denominata Milwaukee Eight, nella cilindrata di 107 cubic inches, circa 1.750 cc.

Street Glide Special Edition

Delle novità introdotte a partire dal 2014 con la presentazione della piattaforma Project Rushmore, e culminate lo scorso anno con il debutto delle nuove motorizzazioni, abbiamo già avuto modo di parlare. Quel che ci interessava in questo in questo frangente era analizzare pregi e difetti delle due tourer “modaiole”, quelle prive di tour pack posteriore e con sospensioni ribassate, e provare a stabilire quale sia la migliore.

Perché, sebbene le due motociclette siano realizzate pressoché sulla stessa base (e sono, in effetti, la stessa motocicletta) e differenziate soltanto dall’adozione del “Bat Wing” sulla Street Glide (la avvolgente carenatura anteriore con gruppo ottico centrale) o dello “Shark Nose” sulla Road Glide (la voluminosa carenatura a sbalzo con doppio gruppo ottico), su strada il loro comportamento è sensibilmente differente.

Carena diversa, guida diversa


Proprio l’adozione di due differenti carenature caratterizza le due touring dalla linea bassa e filante: più tradizionale e “digeribile” il Bat Wing, più personale lo Shark Nose. Per entrambe, il connubio tra il nuovo propulsore, esagerato, sempre pronto, entusiasmante, le sospensioni Showa e l’impianto frenante Brembo, determinano un piacere di guida sconosciuto alla generazione precedente di motociclette Harley-Davidson. La frizione idraulica, precisa e rigorosa, è appena un filo dura e contiene egregiamente un propulsore dal comportamento davvero brillante. Il cambio è più morbido, il motore vibra di meno: merito, oltre che del montaggio su supporti elastici, anche dell’introduzione di un contralbero dedicato.

Tanta coppia, tutta subito

Una volta in sella, superata la sorpresa per la tanta coppia subito a disposizione ed acquisita velocità, cerchiamo di mettere a confronto le due cavalcature: va subito sottolineato che, per via del montaggio a sbalzo della carenatura direttamente sul telaio, la Road Glide ha un manubrio molto più leggero mentre sulla Street tutto l’avantreno grava sulle braccia del guidatore. Di contro, la posizione delle braccia su quest’ultima offre un controllo migliore ed agevola una posizione in sella più corretta, meno “appesa” al manubrio. Sulla Road Glide, invece, ci si trova a viaggiare con le braccia in tensione e la schiena protesa un filo più indietro del necessario. È un vero peccato, perché la protezione aerodinamica offerta dalla Road Glide è davvero notevole, tanto più che la più recente versione dello Shark Nose (quella presentata nel 2014, per intenderci) offre una triplice possibilità di regolazione dei flussi d’aria che investono il pilota, a tutto vantaggio del comfort di guida.

I vani che piacciono

In più, questa abbondante carenatura offre anche un paio di vani porta oggetti (uno dei quali dotato di presa USB per la ricarica dello smartphone) e due deflettori inferiori che deviano i flussi di aria dal busto. Decisamente diverse le sensazioni in sella alla Street Glide: la piccola “unghia” é presente sul Bat Wing può poco contro l’aria che investe il casco all’aumentare della velocità, e la presa d’aria frontale, che dovrebbe dirottare i flussi dal busto e dal casco, è meno efficace che sulla Touring dotate di un parabrezza più alto. Di contro rileviamo una posizione in sella più corretta, che si traduce in un controllo più immediato del mezzo ed in una postura che alla lunga si rivela meno affaticante.

Su entrambe, l’impianto di infotainment Harman Kardon offre tutto ciò che si può desiderare su una tourer (inclusa una efficace connessione con lo smartphone) sebbene software e grafica, datati 2014, necessitino di una rinfrescata. Situazione di sostanziale parità, dunque. Scegliete quella che vi piace di più: se non vi spaventa il prezzo c.i.m. di 27.300 euro per la Street Glide e 27.800 per la Road Glide, avrete fatto comunque un ottimo acquisto.

 

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