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Al Pablo, ronde antipusher

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Dopo via Savani, scendono in strada i residenti di piazzale Pablo. Obiettivo: contrastare il degrado e lo spaccio, dare la sveglia alle istituzioni.

Chiara Pozzati

La bussola del “corteo anti-pusher” mira dritta a piazzale Pablo, con capatina in piazza Buonarroti e marcia direttamente su viale Piacenza. A braccetto con le assemblee che si sono tenute in queste sere, proseguono da una ventina di giorni le marce dei residenti. L’ultimo appuntamento nel calendario antidegrado è scattato tra mercoledì e ieri.

E questa volta a tener “marcati” i pusher sono gli abitanti di piazzale Pablo, una quindicina in tutto, che si aggiungono allo zoccolo duro di via Savani e dintorni.

In tutto, sparpagliata tra gli anfratti del quartiere, c’è una cinquantina di persone. E mentre già si pensa alla raccolta firme da consegnare in Prefettura, a una fiaccolata per ribadire la necessità di maggior sicurezza, è stata fissata una riunione aperta alla città.

Ci si incontra venerdì prossimo nella chiesa di San Patrizio in via Lanfranco alle 21. Di pusher in piazzale Pablo se ne avvistano due, che fanno presto a cambiar strada al cospetto del gruppetto di gente perbene. Però in tutto il quartiere, prendendo come punto di partenza della nostra «mappa» via Savani e allungandoci in viale Piacenza prima e piazzale Pablo dopo, le dinamiche dello spaccio diventano ancor più cristalline.

Il grosso della “rantumaglia” bazzica in via Savani e via Lanfranco.

Lì gli spacciatori picchettano proprio gli angoli bui, a gruppetti che fan presto a darsi alla fuga. Per il resto delle strade è più che altro un via vai di “vedette”, dalle facce comunque inquietanti, ma che ben si guardano dal fermarsi troppo tempo sotto le case. Piuttosto è più facile incappare in qualche personaggio, visibilmente alticcio, stravaccato sulle panchine di fronte alla chiesa.

Il modus operandi dei venditori di sballo è ormai noto: si servono della conformazione del quartiere per scegliere il piazzaletto interno a via Savani o una viuzza laterale dove vendere la droga. Il tutto mantenendo agli angoli della strada principale le vedette, così da spadroneggiare placidamente. Ben diverso è il panorama in San Leonardo, dove i grappoli di spacciatori sono più folti e si piazzano direttamente in via Trento e lungo l’asse principale.

Ancora una volta sono due le considerazioni che stanno a cuore ai residenti scesi sotto casa: «Siamo qui per il piacere di ripopolare il quartiere – spiega Alberto, uno dei tanti abitanti e papà-. Paradossalmente queste sono occasioni per tornare a incontrarsi e conoscersi tra vicini di casa».

Certo avrebbero preferito un contesto migliore, «non nego che la situazione diventi sempre più pesante e il nostro umore si surriscaldi ogni giorno di più. Ecco perché vorremmo coinvolgere le istituzioni per interventi più mirati ed efficaci».

E arriva al secondo nodo: «Non ci siamo fatti strumentalizzare da nessuno, niente politica o movimenti daranno un colore a queste iniziative, e non intendiamo arretrare di un passo. Questa volta proprio no».

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  • Silvana

    21 Febbraio @ 09.31

    È tremendo che i cittadini, quando tornano stanchi dal lavoro, debbano poi andare a fare le ronde mentre quelli che abbiamo come autorità, a cui corrisponde questo compito, continuino a fare finta di niente...o al massimo scrivano qua o là due righe per alleviarsi la coscienza. A dimostrazione che la casta politica è tutta la stessa... Indifferente e interessata. Bravissimi questi vicini che si riprendono il proprio quartiere!

    Rispondi

    • Samuele

      21 Febbraio @ 15.31

      silvana di chi è la colpa se i carabinieri arrestano un tunisino che li aggredisce nel parcheggio di via volturno e poi un giudice lo rilascia ?? Delle autorità ?? Prova a usare il cervello comincia per G e finisce per IUDICE !!

      Rispondi

      • Silvana

        22 Febbraio @ 12.12

        Buongiorno, mi dispiace che il mio commento urti la sua sensibilità al punto di rispondermi con un tono così, gratuitamente, aggressivo. Non era la mia intenzione offendere o provocare nessuno. Grazie comunque per avermi illuminato con la sua sapiente e articolata argomentazione. Ne prendo nota. Buona domenica :)

        Rispondi

        • Samuele

          22 Febbraio @ 12.43

          Sta tutto nel dare la colpa alla gente giusta.

          Rispondi

  • Biffo

    20 Febbraio @ 16.42

    Questi parmigiani sono coraggiosi, eroici, ma rischiano di grosso. Gli spacciatori sono armati perlomeno di coltelli, pronti all'uso; se invece uno solo dei rondisti ne venisse trovato in possesso o lo utilizzasse solo come difesa, non come minaccia, allora, immantinente, si materializzerebbero tutti i i CC e questurini e agenti PM di Parma, per arrestarlo, pestarlo e darlo in pasto ai magistrati, da condannare poi all'ergastolo, con il 41 bis e tris.

    Rispondi

    • siamo messi male

      20 Febbraio @ 18.54

      mi scusi se mi permetto ma non credo proprio che abbiano coltelli... lo sanno tutti che sarebbe troppo controproducente per loro e quindi troppo facile per come li chiama lei con un velo di acredine "questurini" denunciarli, invece la maggior parte di loro gira in bici perchè non hanno bisogno di mostrare documenti di abilitazione alla guida, con pochissima droga, facilmente ingeribile o da buttare, con solo il telefonino per comunicare con gli altri e ovviamente permesso di soggiorno per motivi umanitari o per richiedenti asilo

      Rispondi

  • siamo messi male

    20 Febbraio @ 16.40

    Non dò colpe al Sig. Sindaco della grave problematica spaccio in questo quartiere ma avrei gradito che, cosi come ha fatto celermente ieri con il Parma Calcio sedendosi ai tavoli con i rappresentanti nazionali della lega calcio e similari apparendo in tv, sarebbe stato meglio se fosse sceso in strada almeno un giorno affiancando questi cittadini dandoli un conforto e non solo scrivendo una lettera molto generica e di circostanza o mandando dei suoi vice all'incontro tenutosi l'altra sera. Da un punto di vista dello scandalo sicuramente Parma con la questione societaria ci fa una figura barbina con tutta l'Italia, e da tifoso sarei sicuramente incacchiato come una bestia, però se guardiamo con distacco la cosa, la sicurezza dei cittadini direi che viene prima e il Sindaco principalmente deve scendere in pista per queste cose, poi per il calcio.

    Rispondi

  • Mario Bertoli

    20 Febbraio @ 16.16

    Ma è mai possibile che dei volenterosi cittadini debbano sopperire allo Stato? Dimenticavo siamo in Italia dove il Presidente del Consiglio si chiama Renzi , il Ministro dell' Interno Alfano e Parma è sindaco un tale che si chiama Pizzarotti. Un solo semplice concetto. Siamo veramente alla frutta se lo Stato abdica al proprio ruolo, che è appunto l'organizzazione della sicurezza e del presidio del territorio. Che si tratti di polizia di stato o di vigili il problema è identico: è inconcepibile demandare anche piccoli aspetti del grande tema della sicurezza a soggetti privati. Mario Bertoli

    Rispondi

  • ghiro

    20 Febbraio @ 14.19

    Le ronde anti spaccio bene, male non fanno. Anzi. A quando le ronde anti acquirenti? Perchè quale è il vero problema: gli spacciatori o chi acquista? Acquirenti per altro anche parenti degli stessi che fanno la ronda contro i pusher... Che società bigotta...

    Rispondi

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