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Morto a 35 anni

Baseball in lutto per «il Beccio»

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Si è spento a 35 anni, stroncato dalla malattia, Andrea Bertolini, per tutti «il Beccio»: una vita nel baseball e gestore di un bar in via Ferrarini. Ecco il commovente ricordo di chi lo ha conosciuto.

Gianluigi Calestani

Il Beccio non ce l’ha fatta. Andrea Bertolini, uno dei volti più noti e conosciuti del mondo del baseball parmigiano, si è arreso ieri mattina al male con il quale stava combattendo da più di un anno. E’ stata una lotta impari, una lotta alla quale però Andrea non si è mai sottratto dimostrando anche nella vita le caratteristiche che lo avevano sempre contraddistinto sul campo.

«Un ragazzo d’oro, sbocciato e cresciuto sul nostro campo di via Parigi grazie anche alla passione trasmessa dal papà Gianluca, nostro dirigente e classificatore ufficiale della Federbaseball – ricorda Mario Caravita, presidente dello Junior Parma -. Andrea ha vestito i colori della nostra società fin da bambino, seguendo il percorso di maturazione attraverso tutte le categorie giovanili fino a diventare un punto fermo della prima squadra».

Andrea, da tutti conosciuto con il soprannome di Beccio, aveva scelto il ruolo più difficile e faticoso. Giocava ricevitore, era l’anima e il regista della squadra. «Un ragazzo dotato di una grinta incredibile, un autentico trascinatore - prosegue Caravita -. Un atleta generoso nei confronti dei compagni, della squadra e della società. Un giocatore combattivo ma leale e fedele alle regole del gioco, al quale nessun avversario è mai riuscito a mettere i piedi in testa. Una persona che non mancava mai quando bisognava rimboccarsi le maniche per garantire la riuscita di tornei e manifestazioni».

Una carriera ricca di riconoscimenti e soddisfazioni, quella di Andrea Bertolini. A cominciare dalla vittoria dello scudetto nella categoria Juniores nel 1998 nella squadra guidata da Bruno Cattabiani con la collaborazione di Sandro Rizzi, Augusto Savignano, Giacomo Bertoni e Gian Paolo Pelosi. Una squadra capace di andare a strappare lo scudetto al Nettuno - e sul suo campo - al termine di un’epica finale vinta con il risultato di 6-3 dopo aver passeggiato in semifinale contro il Montegranaro.

Andrea ebbe anche l’onore di vestire per due volte la divisa delle nazionali giovanili. Lo fece a Stanford, Connecticut, in occasione delle Babe Ruth World Series e a Messina quando, nel 2002, venne convocato nella rappresentativa dei Probabili Olimpici. Nel 2003 si schiusero per lui le porte del Parma baseball, la prima squadra della città. «Era un’epoca diversa - commenta Caravita -. Un periodo nel quale i giovani parmigiani pagavano dazio alla presenza di tanti giocatori stranieri. Per i prodotti del nostro vivaio non era semplice trovare spazio in prima squadra».

Anche in quella circostanza Bertolini non fece mancare il proprio contributo. Riuscì a trovare la propria collocazione tra gli oriundi Candotti e Ceriani e disputò complessivamente 17 partite mettendo a segno sette battute valide.

Nel 2005 il ritorno allo Junior, società d’origine con la quale giocò fino al 2010 prima di chiudere la carriera disputando il campionato 2011 con il Poviglio. «Un giocatore solido, un combattente, un ideale compagno di squadra, un autentico amico. Generoso nei confronti delle persone che aveva accanto, pronto a gettarsi nel fuoco per gli altri senza stare a chiedersi il perché» spiega Francesco Cavazzini, attuale capo-allenatore dello Junior e suo compagno per tantissime stagioni.

I numeri della carriera di Andrea Bertolini raccontano di un giocatore forte fisicamente, difficile da scalfire, capace di collezionare in carriera 369 partite, 344 battute valide e ben 29 fuoricampo.

Abbandonata l’attività agonistica Bertolini aveva intrapreso un’attività commerciale attraverso la gestione di un bar-latteria in via Ferrarini che gestiva con la fidanzata Valentina. Il nome? Bar dal Beccio, ovviamente. Un punto di ritrovo per gli amici di sempre e gli appassionati del «vecchio gioco».

Andrea avrebbe compiuto 35 anni il prossimo 29 agosto, ma il destino ha deciso diversamente. Lo scorso anno è iniziata la battaglia contro una grave malattia. «L’ha affrontata e combattuta a viso aperto, come ha sempre fatto sul campo - prosegue Cavazzini -. Andrea non si è mai arreso, ha continuato la propria vita, ha coltivato le proprie passioni, le proprie amicizie ed ha iniziato a lavorare sul campo da baseball come coach della nostra squadra di serie B».

L’altra sera le condizioni di Andrea sono improvvisamene peggiorate a causa di un’embolia. Inutile la corsa all’ospedale Maggiore, il Beccio si è consegnato all’avversario più difficile lasciando senza parole l’intero mondo del baseball parmigiano.

«Eravamo a conoscenza delle sue condizioni ma non pensavamo che la situazione sarebbe precipitata così rapidamente - ammette Caravita -. Porteremo nel cuore il ricordo degli allenamenti, delle partite, delle trasferte condivisi con lui. Tutti momenti che lui ha saputo rendere speciali».

I funerali di Andrea Bertolini si svolgeranno domani alle 14.30 nella Chiesa di Maria Immacolata in via Casa Bianca partendo dell’Ospedale Maggiore. Nello stesso luogo verrà recitato un Rosario questa sera alle 21.

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