PARMA-LEGNAGO 3-1

Parma, la vittoria che ci voleva

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Un Parma finalmente convincente ha superato ieri il Legnago 3-1 al Tardini, conservando a 4 punti il vantaggio in classifica sull'Altovicentino che ha giocato una gara in meno. Di Corapi, Melandri e Musetti le reti, mentre gli avversari hanno segnato nel finale con Broso il primo gol su azione incassato in campionato dai crociati.

Paolo Grossi

Ieri contro il Legnago, che veniva da una striscia di undici risultati utili consecutivi, il Parma ha messo in campo quello che serviva per riprendersi da un periodo di appannamento. Volontà, serenità, pazienza, e qualche accelerazione nella metà campo avversaria. Ne è venuta fuori un partita convincente. Si è sbloccata solo allo spirare del primo tempo, ma già nella prima frazione si era visto un Parma diverso. Non troppo pungente, è vero, ma padrone del campo e, soprattutto, sereno d'animo, come non era stato a Carpi. Siamo così tornati a vedere una gara sulla falsariga delle prime della stagione. Il segreto (di Pulcinella) è segnare per primi: a quel punto gli avversari si aprono come un libro.

Gol in extremis

La partita comincia su ritmi piuttosto bassi. Davanti Baraye, che fa la prima punta e Melandri alle sue spalle cercano posizioni e distanze mentre gli avversari si schierano con un abbottonato 4-5-1 votato solo al contropiede. La prima emozione arriva così solo al 14' con una botta su punizione da lontanissimo di Lauria che costringe il portiere a tuffarsi per deviare in corner. Al 20' nitida palla gol sulla testa di Baraye che anticipando l'avventata uscita del portiere colpisce un bel cross di Adorni ma non riesce a schiacciare la palla, che va alta. Gli ospiti mettono fuori il naso al 32' quando Broso calcia da venti metri ma il suo rasoterra è parato agevolmente da Fall. Al 36' ci prova Lauria e il suo tiro, deviato da Bigolin, spiazza il portiere ma rotola di poco fuori. Al 42' Melandri parte da sinistra palla al piede si accentra, semina due avversari ma quando calcia spara alto. Al 44' un fallo al limite su Adorni regala a Corapi una ghiotta punizione due metri dietro la lunetta. La palla scavalca la barriera e s'insacca nell'angolino basso. Appena il tempo di esultare e rimettere la palla al centro e si va negli spogliatoi. Insomma, la palla giusta al momento giusto. Tranquillo come sempre in difesa, il Parma è sembrato più vivace in attacco dove i brevilinei Lauria, Sereni e Melandri riescono a imprimere qualche accelerazione.

Uno-due e sorrisi

Nella ripresa al 10' il Legnago esulta allorché Broso da due passi insacca una sponda di testa di Martino su cross di Viviani, ma l'assistente segnala un fuorigioco e fa annullare la rete. Entra Rodriguez per Sereni e il Parma si sistema con un 4-4-1-1 un cui alle spalle di Baraye c'è Corapi. Dopo 20 minuti si fa male Benassi e al suo posto entra Agrifogli con Saporetti spostato al centro della difesa. Subito dopo splendida azione in verticale con Baraye che serve Corapi in piena area ma a tu per tu con il portiere il bomber di giornata stavolta fa cilecca, mandando a lato. Si deve distendere, al 24', Cybulko per respingere una punizione di Lauria indirizzata nell'angolino. Rispetto al primo tempo gli spazi a disposizione si sono dilatati e i crociati vanno a nozze. Arriva il raddoppio al 27: Baraye al limite imbecca Melandri che da sinistra calcia in diagonale e centra la faccia interna del palo più lontano. E' però lui il primo ad arrivare sulla palla e così insacca da posizione defilata. Entra anche Musetti per Corapi e proprio il «Muso» fa il 3-0 al 39' con una puntata stile «calcetto» da dentro l'area dopo aver addomesticato un passaggio secco di Melandri. Neanche il tempo di festeggiare che il Legnago va in gol: fugge a sinistra Giarrizzo e traversa basso. Irrompe Broso che con un ginocchio appoggia la palla in rete. La prima che il Parma subisce su azione in questa stagione.

Avanti così

Battere il Legnago non è facile, tant'è che c'era riuscito solo il Ravenna. Il Parma ha compiuto la sua missione ed è stato un bene perché l'Altovicentino in pieno recupero ha arraffato i tre punti e continua a tenere il fiato sul collo dei gialloblù. Domenica (si è finalmente saputo che si giocherà a Sant'Arcangelo) Apolloni ritroverà Cacioli, Sowe e probabilmente Miglietta. Ieri, al di là del gol, ha dato netti segnali di crescita Melandri. Lauria è sempre importante in entrambe le fasi, così come, va detto, Adorni, che a parte qualche black out nel finale, anche ieri ha sfornato parecchi cross. Quelli di Sereni appaiono chiaramente problemi psicologici. Il ragazzo, si vede, non è tranquillo, eppure deve trovare in sé, magari con l'aiuto di tecnici e compagni, le risorse per far valere le sue doti.

LE PAGELLE DI PAOLO GROSSI

FALL 6

Tutto bene, anche perché gli tirano poco, basta che non usi i piedi... Lì è veramente pericoloso. Incolpevole su gol.

ADORNI 6,5

Più alti che bassi nella sua partita. A volte si appisola ma più spesso salva situazioni e opera cross interessanti.

BENASSI 6,5

Grintoso, tempestivo, non ha fatto rimpiangere Cacioli. Peccato per l'infortunio.

AGRIFOGLI 6

Presidia la fascia.

LUCARELLI 6

Partita quasi in souplesse per il capitano. D'altra parte alla sua età farne tre in otto giorni vuol dire anche dover rifiatare.

SAPORETTI 5,5

Un po' in sofferenza sulla fascia e distratto in un paio di circostanze dentro l'area nella ripresa.

CORAPI 6,5

Inizio così così, poi il bel gol e l'erroraccio sotto porta, arrivato però dopo un inserimento a cento all'ora.

MUSETTI 6,5

Fa felice Apolloni, che gli regala 20' e ne ha in cambio un gol di pregevole fattura.

GIORGINO 6,5

Ieri ha trasmesso alla squadra la sua calma olimpica e là in mezzo resta indispensabile.

LAURIA 6,5

In attacco avrà anche le polveri bagnate, ma dà ritmo e qualità. Corre, lotta, e su punizione impegna il portiere.

MELANDRI 7

Come tutta la squadra si trova meglio nella ripresa in spazi più aperti. Usa la sua rapidità ma anche il mestiere. La tenacia mostrata in occasione del gol gli sarà d'aiuto anche nel resto della stagione.

SERENI 5,5

Un'altra battuta a vuoto. Rivelatore del suo momento il frangente in cui s'è trovato sulla trequarti con un solo uomo tra sé e la porta e invece di puntare all'area per poi affondare l'uno contro uno ha cercato un passaggio, sbagliato, al centro. Deve solo ritrovare fiducia.

RODRIGUEZ 6,5

Fa la sua parte.

BARAYE 6,5

Certamente giocare prima punta gli piace perché gli impone meno vincoli. Lui è sicuramente più attivo del solito, ma va sempre a sbattere contro gli avversari se si intesta a giocare da solo e non assieme ai compagni. Nella ripresa però migliora, e serve l'assist a Melandri.

ALL.APOLLONI 6,5

Esce benissimo dal primo momento critico della stagione. La rosa era rimaneggiata, ma ha ritrovato uomini importanti e avuto buone risposte da Benassi. Ci ha visto giusto anche con il superfluo innesto di Musetti, che segnando avrà ritrovato morale in vista della sfida contro San Marino.

Arbitro

ZUFFERLI 6,5

Arbitraggio senza sbavature, anzi attento a tutelare il gioco quando necessario. Non ha lasciato straschichi, e venendo dopo i danni fatti dal suo corregionale Turchet, è una gran cosa.

I PROTAGONISTI

Marco Bernardini

Quando si è presentato sul pallone al limite, in molti hanno trattenuto il respiro: era l’ultima occasione per mettere la testa avanti prima dell’intervallo e poter affrontare la ripresa con maggior serenità e tranquillità anche per evitare di cadere nella stessa trappola di Castelfranco. Breve rincorsa, barriera scavalcata e primo gol al Tardini, il secondo stagionale, di Francesco «Ciccio» Corapi che stringe i pugni e corre verso la panchina che si alza tutta in piedi ad applaudire una pennellata balistica di categoria superiore.

Una vera e propria liberazione per il Parma e l’ex centrocampista de L’Aquila che rappresenta uno dei punti di forza nello scacchiere di Apolloni e racconta così le sue sensazioni.

«Era più un’esultanza di rabbia in quanto prima non riuscivo ad azzeccare un passaggio, calibravo male i lanci, poi mi sono ripreso un po’».

Giusto che anche lui si sia sbloccato sotto la curva Nord davanti ai suoi tifosi.

«Una grossa emozione, me lo immaginavo da tanto tempo e fortunatamente è arrivato. Soprattutto, è stato importante il momento, a pochi secondi dalla fine del primo tempo: ci ha dato una grande mano per incanalare meglio la partita».

Il successo ai danni del Legnago, in serie utile da undici gare, porta con sé una dedica speciale.

«A Cristian Longobardi, siamo con lui per il supporto morale e lo aspettiamo presto in campo».

Dove nel corso del secondo tempo è stato avanzato nell’inedita posizione di trequartista protetto alle spalle da Giorgino e dal neoentrato Rodriguez.

«L’abbiamo provata in allenamento, lo scorso anno per parecchie partite l’avevo già ricoperta nell’Aquila. Stavo anche segnando il secondo gol - scherza - ma mi sembrava un po’ eccessivo».

L’importante era riprendere subito il cammino dopo il pari col Castelfranco.

«Lì dietro non mollano, dobbiamo continuare a fare punti e macinare vittorie».

Trascinati dal regista calabrese che in passato è stato paragonato ad un ex campione della serie A.

«Molte volte mi hanno accostato a Pizarro ma non so se gli assomiglio. Differenze tra le tifoserie di Nord e Sud? Qui c’è un po’ più di freddezza tralasciando la piazza di Parma che ama la squadra e la segue sempre».

Nel terzo turno infrasettimanale non è passato inosservato il ritorno al gol di Daniele «Micio» Melandri che pare aver superato definitivamente il calo fisiologico (aveva sempre tirato la carretta fin dalle primissime amichevoli). Non segnava addirittura dal 4 ottobre scorso nel 5-1 rifilato alla Correggese, l’ultima volta in cui il Parma aveva messo a referto più di una rete nella stessa partita al Tardini.

«L’ho detto ad Apolloni in settimana, ora mi sento meglio fisicamente e mi ha fatto bene il periodo in panchina per tornare ai livelli d’inizio stagione. E poi sono contento per il gol che è sempre importante».

Un gol per nulla scontato dopo che la sfera era stata ribattuta dal palo.

«Avevo troppa voglia di tornare ad esultare, quando ho visto la palla sul palo stavo già imprecando poi sono riuscito a ribadirla in fondo al sacco».

Davanti la prova è stata superata a pieni voti.

«Abbiamo caratteristiche diverse, ognuno di noi può giocare in qualsiasi posizione e questo ci favorisce anche durante la gara per mettere in difficoltà gli avversari. Le assenze di Longobardi e Guazzo? Il modulo è sempre lo stesso, dispiace per il Longo che ne avrà per un po’ di tempo».

E la brillantezza non è mancata nel reparto offensivo tornato a bersaglio con costanza e regolarità.

«Io per primo e altri giocatori avevamo avuto un periodo d’appannamento ma ci stanno nell’arco di una stagione, stiamo lavorando per ritrovare i livelli delle prime giornate».

Tuttavia non si può ancora parlare di fuga visto che le più immediate inseguitrici rispondono colpo su colpo.

«Sembra che l’Altovicentino tenga il passo ma - specifica - se le vinciamo tutte non ci passa davanti nessuno».

Un’arma in più potrebbe essere la varietà di marcatori.

«In una squadra come la nostra è importante che segnino più giocatori, è stato bravo Corapi a sfruttare le sue qualità su calcio piazzato anche se alla lunga deve sempre prevalere il collettivo».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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  • VELENOSO

    12 Novembre @ 13.21

    È la partita della svolta. I giocatori hanno capito che la rosa è ampia e tutti sono importanti ma non insostituibili Domenica son certo che vinceremo se lotteremo con la bava alla bocca.

    Rispondi

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