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Sequestrati 16 milioni di botti non a norma

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Un'inchiesta partita da due negozi in città ha portato la Guardia di Finanza di Parma al sequestro di 16 milioni di confezioni di botti non a norma. Leggi come si è arrivati a scoprire il mega-magazzino. Intanto Sorbolo e Mezzani vietano botti e fuochi per Capodanno.

Monica Tiezzi

L'inchiesta è partita da due negozietti in città, dove si vendevano giochi pirotecnici e luci di Natale non a norma. Gli uomini della Guardia di Finanza però non si sono limitati a bloccare la merce dei venditori al dettaglio, e hanno voluto risalire la «filiera» dei prodotti contraffatti e alterati. Sono arrivati così al distributore nazionale, una grossa azienda del Trevigiano. Il risultato è stato un maxi sequestro di quasi 16 milioni di prodotti pirotecnici pronti per essere immessi in commercio sul mercato italiano ed europeo, ma privi dei requisiti di sicurezza e di conformità. Merce che sul mercato avrebbe fruttato circa 64 milioni di euro, e probabilmente messo a rischio l'incolumità degli amanti dei «fuochi». L'operazione della Guardia di Finanza di Parma ha preso le mosse - spiegano dalla caserma di strada Torelli - a inizio mese, con l'intensificarsi dei controlli contro l'abusivismo commerciale anche in vista delle feste natalizie. Sono stati 113 gli esercizi commerciali controllati in città e provincia dal primo dicembre. Solo a Parma, nelle prime due settimane di dicembre, 27 negozi sono stati visitati dagli uomini delle Fiamme Gialle. Fra questi, anche i due con la merce contraffatta, gestiti da cittadini di origine cinese: in via D'Azeglio e in via Emilio Lepido. Nei due negozi gli uomini della Guardia di Finanza hanno trovato e sequestrato 847 confezioni di giochi pirotecnici con le etichette della certificazione di qualità contraffatte e alterate, e 27.250 luci natalizie anch'esse irregolari e potenzialmente pericolose. A indurre le fiamme gialle ad indagare di più sul traffico di prodotti è stato il livello di contraffazione, abbastanza accurato e astuto: sulle confezioni era stato apposto un marchio «CE» (simile nella grafica e quello comunitario europeo), che in realtà stava a significare «China Export», oltre a un codice numerico analogo a quello previsto dalla normativa comunitaria per i prodotti esplodenti e che indica, solitamente, l'organismo che rilascia la certificazione di idoneità. In molti casi anche l'anno di produzione dei lotti era stato contraffatto: giochi del 2011 erano «magicamente» ringiovaniti di quattro anni, e risultavano prodotti da pochi mesi. Infine, nelle etichette era ben evidente il nome della ditta italiana distributrice in modo volutamente ambiguo, a voler suggerire che quella fosse l'azienda produttrice e che quindi i giochi pirotecnici fossero made in Italy e sicuri. I finanzieri hanno quindi fatto partire ulteriori indagini, coordinate dal pm Andrea Bianchi della Procura di Parma. Incrociando le informazioni delle banche dati, sono risaliti al rivenditore italiano della merce e hanno individuato vari punti di distribuzione. Decine di finanzieri sono stati impegnati nelle perquisizioni: nel complesso sono state scoperte e sequestrate quasi 16 milioni (15.783.463, in dettaglio) di confezioni di giochi pirotecnici, pari a circa 23.000 chilogrammi di polvere pirica, già pronti ad essere immessi in commercio. I «botti», spiega la Guardia di Finanza, non erano certo le «bombe» di tipo napoletano, ma piccoli giochi (di un valore che oscillava fra i tre e i cinque euro l'uno) apparentemente innocui, venduti sugli ordinari scaffali dei negozi al dettaglio. «Un particolare che paradossalmente li rendeva più pericolosi. Perchè si trattava comunque di prodotti non sicuri, che sarebbero potuti facilmente finire in mano a bambini o essere accesi nel balcone o nel salotto di casa», dicono i finanzieri. Il titolare dell’azienda trevigiana è stato denunciato per i reati di frode nell’esercizio del commercio, vendita di prodotti industriali con segni mendaci e introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi. La Guardia di Finanza di Parma chiarisce che i controlli non sono finiti e si intensificheranno in queste ultime ore prima di Capodanno, come avviene in tutta Italia. Proprio ieri un altro sequestro di botti non a norma è avvenuto in un garage di proprietà di un pregiudicato a Catania, dove sono stati trovati una trentina di chili di petardi di importazione con un’alta carica di polvere pirica, noti comunemente come «botti killer».


Botti vietati a Sorbolo e Mezzani

Cristian Calestani

Giro di vite sullo scoppio dei botti a Capodanno a Sorbolo e Mezzani. I sindaci di Sorbolo, Nicola Cesari, e Mezzani, Romeo Azzali, hanno emesso un’ordinanza con cui si dispone su tutto il territorio dei due comuni il divieto assoluto nelle intere giornate di domani e di venerdì 1 gennaio di «accensione e lancio di fuochi di artificio, sparo di petardi, scoppio di mortaretti, razzi ed altri artifici pirotecnici in tutti i luoghi dove transitino o siano presenti delle persone, fatto salvo l’uso dei botti cosiddetti «declassificati» di libero commercio da utilizzarsi esclusivamente in zone isolate e, comunque, a debita distanza dalle persone e dagli animali, evitando tassativamente le aree che risultino affollate». La violazione dell’ordinanza – che è stata trasmessa a prefettura, carabinieri di Sorbolo, polizia municipale dell’Unione Bassa Est Parmense, vigili del fuoco e corpo forestale dello Stato - comporterà – oltre all’eventuale applicazione di sanzioni penali e amministrative già previste dalla legge – sanzioni pecuniarie da 25 a 500 euro. «All’accertamento della violazione – specifica l’ordinanza – consegue la confisca degli articoli pirotecnici, se illegittimamente posseduti». «L’ordinanza – ha commentato il sindaco Cesari– è stata pensata con l’intento di tutelare tutti: persone, animali e il divertimento lontano dai rischi. Non si è voluto imitare altri, ma semplicemente prevedere un atto per una festa in piena sicurezza e nel rispetto di tutti». Concetto ripreso anche da Azzali: «è un’ordinanza che vuole indurre ad un uso consapevole dei botti. Non si vieta in assoluto lo scoppio, ma lo si regolamenta con modalità e in luoghi idonei a garantire la sicurezza e a non arrecare danni a terzi: persone o animali». A seguito di questo provvedimento il Capodanno in programma nel centro di Sorbolo si preannuncia pertanto sempre più a misura di famiglie. Inizierà alle 19.30 nella palestra di via Fratelli Bandiera con il cenone. Poi alle 23 ballo liscio in palestra, spazio bimbi e musica e dalle 23.30 concerto dei Muppets in piazza Libertà con partecipazione straordinaria di Cristina D’Avena e a mezzanotte brindisi offerto a tutti, accompagnato non dai botti ma dalle innocue stelline scintillanti. Non si sono previste ordinanze ad hoc sul tema botti di Capodanno negli altri comuni della Bassa est, Colorno, Torrile e Sissa Trecasali. Sul tema il primo cittadino torrilese Alessandro Fadda ha precisato: «L’utilizzo della razionalità da parte di chi festeggia non arrecando danni ad altri sia alla base di tutto e venga anche prima di un’ordinanza che, al di là dei buoni intenti, rischia di essere molto complicata da far rispettare».

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