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Il nuovo allenatore del Parma non sarà Delio Rossi

Scartata anche l'ipotesi di Hernan Crespo

Il nuovo allenatore del Parma non sarà Delio Rossi

Delio Rossi

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Delio Rossi non siederà sulla panchina del Parma. Scartata anche l'ipotesi di Hernan Crespo. 

Ieri sera Rossi era a Ozzano Taro la società ha incontrato l'ex allenatore di Lazio e Fiorentina. Ma oggi si apprende che non sarà Rossi il nuovo allenatore dei crociati.
Intanto la squadra è affidata a Stefano Morrone, in vista della partita di sabato con l'Ancona. 

Dalla Gazzetta di Parma di oggi

Paolo Emilio Pacciani

«In cinque mesi non abbiamo mai visto la possibilità di migliorare i limiti della squadra. L'inerzia che aveva preso era negativa e noi avevamo il diritto e il dovere, nei confronti dei soci e dei tifosi, di intervenire».

Così, in estrema sintesi, Marco Ferrari ha spiegato i motivi che hanno portato il Parma alla drastica decisione di cambiare l'intero staff tecnico e, di conseguenza, di arrivare alle dimissioni di Nevio Scala. Il vicepresidente, nonché promotore della rinascita del Parma, ha ammesso che si è trattato di una decisione sofferta («quella di ieri è stata la giornata più complicata e dolorosa da quando è nato il Parma Calcio 1913») ma che è stata presa «all'unanimità da tutti e sette i soci di Nuovo Inizio e dai rappresentanti di Parma Partecipazioni Calcistiche».

Una decisione forse anche non premeditata visto che è stata presa senza avere già in mano i successori. Come ha detto Ferrari, infatti: «non abbiamo ancora accordi con nessuno. Abbiamo deciso di prenderci tutto il tempo necessario per prendere la decisione migliore sul nuovo allenatore e sui ruoli dirigenziali. Ma sappiamo che i tempi del calcio sono incalzanti perciò cercheremo di non metterci troppo». La sensazione è che la società voglia arrivare alla partita di domenica 4 dicembre contro il Bassano con il nuovo allenatore in panchina.

«L'unica nota lieta della giornata è stata vedere con quanto entusiasmo Morrone ha accolto la notizia del suo nuovo incarico. Ha iniziato subito a studiare l'Ancona».

Quanto al presidente «in questo caso non c'è nessuna fretta di individuare il successore di Nevio Scala - ha spiegato - che sarà scelto dall'assemblea. Potrà essere scelto all'interno del consiglio ma anche all'esterno. Per il momento non è questa la priorità».

Ovviamente Ferrari ha spiegato la posizione della società sulla lettera di commiato di Scala, Minotti, Galassi e Apolloni: «Al di là dell'amarezza di queste ore, che è pienamente comprensibile, si tratta di persone che sono state fondamentali per la ripartenza del Parma. Hanno fatto qualcosa di straordinario e nessuno potrà ringraziarli abbastanza. Mai nessuno come Apolloni ha avuto un senso di appartenenza così forte nei confronti del Parma. Per noi sarebbe stato più facile e più comodo restare in disparte e continuare a delegare fino alla fine della stagione. Sarebbe stato anche più elegante, ma nel momento in cui tutti i proprietari si erano convinti che l'inerzia era negativa, restare in disparte non sarebbe stato corretto verso noi stessi e verso i tifosi».

E il famoso «calcio biologico» che fine fa alla luce di tutto questo? «Se con questo termine intendiamo un calcio pulito, trasparente e comportamenti corretti in campo e fuori, allora questo progetto è ancora assolutamente in piedi. Per quanto riguarda invece un calcio slegato completamente dai risultati è ovvio che la volontà della proprietà è di valutare le cose al di là di una partita andata bene o male, però non si può prescindere totalmente dai risultati intesi non come punti o vittorie ma come percorso tecnico».

Il messaggio lanciato ai tifosi è del tutto rassicurante: «Siamo ben consapevoli che questi cambiamenti comportano un aumento delle spese, così come gli interventi che andremo a fare sul mercato invernale in accordo con il nuovo direttore dell'area tecnica e del nuovo allenatore. La proprietà si assumerà di conseguenza tutti gli oneri necessari perché sappiamo che il campionato di serie C - a me piace chiamarlo ancora così - è il peggiore di tutti in termini economici per la differenza fra costi e ricavi, e vogliamo lasciarlo al più presto».

Ora tutti vogliono sapere chi sarà il nuovo allenatore. L'identikit che ne traccia Ferrari sembrerebbe escludere il ritorno di Crespo: «Non vogliamo lasciarci suggestionare dai grandi ex. Cerchiamo uomini di esperienza e, nel caso del direttore sportivo, che sappiano valorizzare i giovani. La scelta cadrà su chi offrirà maggiori garanzie».

Ma chi sarà l'interfaccia di Morrone fino alla scelta del nuovo direttore sportivo? «Luca Carra, l'amministratore delegato, sarà il punto di riferimento della squadra fino alla scelta del nuovo dirigente».

Ferrari spiega anche che «con i giocatori non abbiamo ancora parlato, lo faremo adesso, perché i ruoli devono rimanere ben distinti. Queste scelte non li coinvolgono in nessun modo. Loro devono essere consapevoli che questa è una sconfitta di tutti e non possono essere contenti. Da parte loro vogliamo vedere quanto sono attaccati alla maglia. Vogliamo che la squadra sia più propositiva, faccia divertire di più chi va allo stadio, faccia tornare l'entusiasmo nell'ambiente e possibilmente torni a vincere».

Ma se Scala e i dirigenti non si fossero schierati apertamente e indissolubilmente al fianco di Apolloni sarebbe saltata solo la testa dell'allenatore? «Credo che faccia molto onore al gruppo di essere stato tutto compatto. Se si imposta un lavoro a livello di gruppo è coerente che le responsabilità siano collettive».

Infine Ferrari ha fatto una considerazione: «Questa è una prova di maturità per la società, perché quando tutto va bene è facile prendere delle decisioni, ma quando le cose vanno male è molto più difficile. Il fatto che tutti i soci siano stati d'accordo nel prendere questa decisione non vuol dire necessariamente che sia quella migliore».

PANCHINA, ROSSI IN POLE POSITION

Paolo Grossi

Sotto con i nomi. Che il rendimento del Parma avesse destato in diversi tra i sette soci fondatori qualche mal di pancia, è notizia già di un mese fa. Che uno tra loro abbia sussurrato il bisillabo «Zeman» è indiscrezione che risale alle stesse ore. Il fatto è che se ci sono vantaggi ad avere una proprietà diffusa ci sono anche degli svantaggi, alcuni dei quali emergono adesso. Per esempio: si è dovuto attendere un incontro collegiale per poter decidere di sollevare dall'incarico lo staff tecnico e dirigenziale, cosa che Zamparini o Ghirardi avrebbero fatto in un quarto d'ora. Questa decisione, maturata nel tempo, presa collegialmente, arriva però senza che ci sia pronta l'alternativa. Sarebbe forse stato meglio prendere qualche contatto, dar vita a dei «pour parler» da concretizzare in seguito, piuttosto che sfogliare adesso l'elenco dei tecnici, e dei diesse, disoccupati.

L'uomo adatto

Già perché stavolta non basterà andare a soffiare l'allenatore al Lentigione. Un cambio del genere vuol dire puntare in alto. E poi sette soci avranno sette, o poche di meno, idee diverse sull'uomo più adatto a sedere in panchina. O forse sarebbe addirittura meglio scegliere prima il diesse e poi chieder a lui di pescare un allenatore adeguato?

La sensazione è che il tecnico lo sceglieranno i soci e, stando a quanto ha ammesso ieri Marco Ferrari, cercano un uomo di provata esperienza. Uno capace di farsi seguire da giovani e veterani, con una credibilità da spendere nello spogliatoio.

Il primo nome a venire in mente a tanti tifosi è quello di Francesco Guidolin, che Ghirardi chiamò al capezzale del Parma nel 2008 dopo sei turni di serie B e che accompagnò la squadra alla promozione in A, garantendo poi un'ottima stagione da matricola l'anno successivo (prima del turno natalizio il suo Parma era quarto). Si pensava che fosse ancora legato allo Swansea e invece non è così. C'era, nel contratto, una clausola che consentiva alle parti di rescindere in caso di esonero ed è stata applicata. Il fatto è che Guidolin in queste settimane è stato contattato da club di serie maggiori, buon'ultima l'Inter, che poi ha scelto Pioli. Insomma, spera ancora di accasarsi più su.

Il favorito

Altro nome caldo è quello di Delio Rossi. 56 anni, di origini riminesi, ha alle spalle una carriera notevole, avendo guidato, tra le altre, Lazio, Fiorentina, Bologna, Atalanta, Pescara, Palermo, Salernitana, Genoa e Sampdoria. Insomma, un giramondo sanguigno e che può avere il limite di conoscere poco la terza serie, visto che da anni bazzica solo la serie A. Bisogna però ammettere che il suo è un calcio propositivo, da buon allievo di Zeman e che se quindi trova un gruppo con l'amalgama giusto in cui mettere a frutto i sui concetti, può in parte prescindere dalle contrarie agli avversari. E' lui il grande favorito. Non ha preclusioni, ma probabilmente anche lui è già stato contattato da altre società e quindi avrà bisogno di tempo per dire sì. A Bologna contava sul suo storico secondo, Fedele Limone, sul preparatore Valter Vio, nel frattempo però accasatosi al Valencia di Prandelli, e sul preparatore dei portieri Roberto Bocchino. Può darsi che passate le partite di domenica, (si è parlato di un possibile clamoroso ritorno a Palermo) Rossi possa accettare l'offerta del Parma.

Gli altri

Le alternative non mancano: dal genere esperto, tipo lo stesso Zeman (che però con questa rosa farebbe fatica) a Reja a Mandorlini e a Pillon, fino al nostalgico: da Crespo a Zola. E ovviamente restano aperte le pratiche per il nuovo presidente e il diesse. Nel primo caso o si pensa a una soluzione interna, tipo lo stesso Ferrari, o a una figura di rappresentanza. Nel secondo Pierpaolo Marino, Manuel Gerolin e Fabrizio Larini sono i più gettonati nelle indiscrezioni. Ma qui si potrebbe puntare su un uomo esperto della categoria.

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