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Omicidio stradale, una legge di civiltà

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E' spropositata la misura dell'arresto per chi si mette alla guida ubriaco e provoca un incidente dove muore una persona? La domanda si ripropone dopo che un 32enne di Busseto è stato appunto arrestato per omicidio stradale.

 

Carlo Brugnoli

E' spropositata la misura dell'arresto per chi si mette alla guida ubriaco e provoca un incidente dove muore una persona? La domanda si ripropone dopo che un 32enne di Busseto è stato appunto arrestato per omicidio stradale. Questo signore, nel tardo pomeriggio di sabato, con nel sangue droga e un tasso di alcol di cinque volte superiore al limite fissato dalla legge, ha deciso di trasformarsi in un'arma letale per una diciannovenne che stava andando a vedere la partita Juventus- Roma nel bar degli zii. Ora, mi chiedo come si può giustificare una simile irrazionale condotta e come qualcuno possa continuare a porsi il dubbio se la limitazione della libertà personale sia un provvedimento eccessivo. Non ci possono essere dubbi in casi di questo genere dove la ragione si perde in fondo a un bicchiere e si toglie al mondo una ragazza piena di vita. Una ragazza che ha avuto la mortale sfortuna di incrociare un uomo che, forse senza neanche rendersi conto di quello che faceva, ha deciso di mettersi al volante in condizioni impossibili. La legge sull'omicidio stradale ha avuto un iter lungo e travagliato ma finalmente ha visto la luce a marzo di quest'anno ed è uno degli obiettivi più ambiziosi sul piano della civiltà che il governo Renzi ha raggiunto. Una legge partita dall'iniziativa di una coppia di coniugi di Firenze che nel 2011 consegnò una raccolta firme proprio nelle mani dell'allora sindaco di Firenze, Matteo Renzi, che fu il primo firmatario. Quei genitori si sono visti strappare per sempre il loro unico figlio, Lorenzo Guarnieri. Lorenzo non aveva nemmeno 18 anni quando morì in uno scontro con un altro scooter guidato da un uomo poi risultato positivo all'alcol test e alla droga. Era il 2010. Da quel dolore, dalle lacrime per Lorenzo è nata la battaglia dei genitori, Stefano e Stefania Guarnieri che hanno prima fondato un'associazione e poi fatto partire l'idea di una legge sull'omicidio stradale. Quella conquista va ora difesa e sostenuta perché è patrimonio di tutti e una garanzia che chi si macchia di quel reato abbia una pena certa e commisurata al crimine che ha commesso. In 30 anni di questo mestiere ho visto troppi giovani morire in terribili incidenti provocati da conducenti ubriachi o sotto l'effetto di droghe. E molte volte mi è capitato di incontrare i genitori di quei ragazzi. Genitori devastati, straziati dal dolore e, anche a distanza di anni, arrabbiati perché chi ha causato la morte del loro figlio se l'era cavata con una condanna lieve e magari con una sospensione di qualche mese della patente. E ho pensato che cosa avrei fatto io se mi fossi trovato nelle loro condizioni. Probabilmente avrei covato per tutta la vita la stessa rabbia sorda per quella sorta di impunità che, prima dell'approvazione della legge sull'omicidio stradale, veniva garantita agli assassini al volante. Non si tratta di una visione giustizialista e forcaiola. Nessuno, me compreso, gode nel vedere arrestare una persona che, una volta passato l'effetto dell'alcol, si rende conto di quello che ha fatto e deve affrontare un dramma umano, un perenne senso di colpa che lo accompagnerà fino alla morte. Ma oltre a questa condanna ce ne deve essere una esemplare pronunciata in un'aula di giustizia. cbrugnoli@gazzettadiparma.net

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  • la camola

    22 Dicembre @ 22.14

    Assumere in modo esagerato alcool e/o droga prima di mettersi al volante non l'ha ordinato un medico !! le pene (ancor benevole) ci sono !! vengano attuate immediatamente in caso di OMICIDIO ! se volete evitare il carcere sapete bene come bisogna comportarsi. La legge non ammette ignoranza:

    Rispondi

  • Nicola Martini

    22 Dicembre @ 17.56

    La risposta all'interrogativo è: no. La domanda è mal formulata però, in quanto ci si dovrebbe chiedere se la nuova Disposizione sia adeguata anche per le fattispecie meno estreme. Con una risposta affermativa, solo in questo caso, si potrebbe asserire d'essere dinanzi ad una Legge ben formulata. La Norma in vigore sino a marzo, a mio modesto avviso, era già di per sè adeguata. I punti di debolezza della nuova sono svariati a partire da pene che non possono essere adeguatamente modulate. Una Norma che rischia di condurre in carcere quasi sempre, indipendentemente dalle circostanze, per quanto possa far piacere ai più non può definirsi adeguata. Draconiana probabilmente sì, adeguata certamente no. L'incidente mortale è una disgrazia che può capitare a tutti circolando per strada. Il fatto che il reo debba finire per forza in carcere, o quasi, ad esempio con un tasso di alcool nel sangue di 0,9 g/l pare giocoforza un'esagerazione, e non perchè si voglia sottostimare la gravità della guida in stato d'ebbrezza. Non prendo in considerazione la questione stupefacenti in quanto è particolarmente spinosa, dato che si può rischiare la sanzione magari per la presenza di semplici metaboliti, pertanto se ne dovrebbe discutere per ore. Con la vecchia Norma (magari da ritoccare in qualche suo punto) il margine di manovra era maggiore e semplicemente adoperando il buonsenso, a mio parere, si era in grado di modulare la sanzione penale a seconda delle situazioni. Attraverso il bilanciamento delle circostanze, che non debbono risultare equivalenti o vedere necessariamente quelle attenuanti prevalere, con il vecchio Art. 589 C.p. si sarebbe potuto condannare, valutando in quali situazioni comminare pene superiori ai 2 anni. Anche restando sotto i 2 anni, è bene ricordare, che il beneficio della Sosp. condizionale della pena (Art. 163 C.p.) può essere negato. Il Diritto penale è una materia particolarmente delicata e quando si iniziano a creare Norme che non lasciano uno spazio di manovra minimo all'interprete non si fa un gran servizio al sistema Giustizia. Scrivo ciò ben conscio che le condanne al carcere per omicidio colposo derivante da circolazione stradale sono poche, ma sono convinto che i correttivi per creare un sistema più equo, atto a portare in stato di detenzione chi lo merita effettivamente, fossero già presenti nel sistema. Al di là del caso specifico, una Legge finalizzata ad aprire sempre le porte del carcere non è una buona Norma penale, questo è certo.

    Rispondi

    • Filippo

      22 Dicembre @ 20.55

      Uno dei rari casi in cui non sono d'accordo con lei: non mi sembra che in Italia i giudici dimostrino particolari capacità di modulare le pene in maniera adeguata all'allarme sociale provocato da determinati reati. Quindi, piuttosto che liberi tutti, preferisco che chi si mette deliberatamente alla guida sotto l'effetto di alcol o stupefacenti, se causa di incidenti mortali, in prigione ci stia un giorno in più, piuttosto che uno in meno.

      Rispondi

      • Nicola Martini

        23 Dicembre @ 03.11

        Comprendo la sua posizione ma non riesco a condividerla. Come indicato nel post precedente gli strumenti adatti erano già presenti ed il problema, piuttosto, era da ricercarsi non nelle Legge ma in chi la interpreta in modo inadeguato. Non è un lavoro facile, comunque. Creare sanzioni ben elevate in modo da non far concedere benefici neanche a chi li meriterebbe non serve a far Giustizia ma a porre in essere un altro tipo di ingiustizia e ciò mi pare aberrante oltre che un risultato di cui non si può andar fieri. Tale Norma, che è ben distante dall'essere un obiettivo ambizioso "sul piano della civiltà" come invece indicato nell'editoriale, produrrà prima o poi risultati distorti, è solo questione di tempo. Temo inoltre che disposizioni simili possano pure potenzialmente risultare censurabili sotto il profilo costituzionale. Una produzione legislativa di questo tenore creerà solo un sistema più iniquo e non risolverà i problemi effettivi della Giustizia italiana. Cordialmente.

        Rispondi

        • salamandra

          23 Dicembre @ 11.19

          Mi sembra molto informato per cui le faccio una domanda. Quando è uscita la legge mi era sembrato di capire che le pene detentive fossero le stesse di prima salvo droga, ubriachezza, o infrazioni gravi (passaggio col rosso, inversione a u o sorpasso ove proibiti). Quindi sono in realtà cambiate?

          Rispondi

        • Nicola Martini

          23 Dicembre @ 15.00

          Chiedo venia mi correggo prima della pubblicazione del post delle 14 (ca.). L'aumento a 7 anni (vado a memoria) deve essere stato introdotto già con la formulazione del 2008. Ad ogni modo così tante modificazioni di una disciplina in neanche 10 anni confermano quanto ormai sia schizofrenico il sistema legale e come la politica in cerca di consenso si preoccupi più di aumentare le pene piuttosto che risolvere i problemi del sistema con azioni a 360°, che vanno ben al di là di un aumento di pena. Circostanze simili oltretutto producono problemi anche a livello processuale, ad esempio sotto il profilo della successione di Leggi nel tempo.

          Rispondi

        • Nicola Martini

          23 Dicembre @ 14.26

          La pena è aumentata nei massimi (di un anno) anche al di fuori delle violazioni Art. 186, 187 C.d.S. e così via. Le inserisco un paio di link in calce al commento per far vedere l'evoluzione storica. Il primo indica la comparazione con il vecchio omicidio colposo (pre 2008) e quello rimasto in vigore sino a marzo scorso. Il secondo link, invece, contiene le modifiche apportate con l'introduzione di un nomen iuris separato, ovvero il reato ex Art. 589 Bis C.p., attualmente in vigore per l'omicidio derivante da circolazione stradale. La formulazione del 2008 pur essendo già dura permetteva spazi di manovra più agevoli. Il nuovo 589 bis è solo temperato con le disposizioni dell'ultimo comma, la cui applicazione è tutta da vedere al lato pratico. http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Norme%20e%20Tributi/2008/codici-modifiche/cp-589.shtml?uuid=86eec4a0-2c01-11dd-8931-00000e251029 http://www.brocardi.it/codice-penale/libro-secondo/titolo-xii/capo-i/art589bis.html

          Rispondi

  • Bastet

    22 Dicembre @ 14.21

    @salamandra: sempre!mi fermo sempre....visto Che quasi sempre ho in macchina mio figlio!Che come tutti i bimbi di 7-8 anni, vedono tutto e ovunque! :) ^^ ma se uno taglia la strada...ha torto a prescindere! Le cose si fanno in sicurezza.

    Rispondi

    • salamandra

      22 Dicembre @ 17.25

      Allora sei veramente un caso quasi unico a Parma! I miei complimenti per la civiltà (e l'intelligenza da cui deriva). Sul tagliare la strada occorre intendersi. Se è un veicolo che ha la precedenza (tra cui includo i ciclisti sugli attraversamenti ciclabili) tendenzialmente io darei il torto a te... non so un giudice.

      Rispondi

  • Bastet

    22 Dicembre @ 12.37

    @salamandra: ehm...si!Non parliamo di come (non) guidano i ciclisti e di come circolano i pedoni....perché son ben peggio degli automobilisti!Borghi stretti, con curve alla faccia dei 90 gradi...e loro in contromano!Dopo devono stare zitti se prendono una macchinata! ...omicidio stradale è giusto nel caso di assunzione di alcool oltre i limiti!Altrimenti non ha senso! Se io esco dall'ufficio e uno mi taglia la strada e muore la Colpa è sua non mia!!!!

    Rispondi

    • salamandra

      22 Dicembre @ 13.34

      Beh se la colpa dell'incidente non è tua non credo ti addebitino alcunché (e comunque se il borgo è stretto e la curva a 90 gradi suggerirei di moderare comunque la velocità). Omicidio stradale mi sembra giusto che sia quello in cui ammazzi qualcuno per colpa. Che poi si vada in galera solo quando la colpa è grave (droga, ubriachezza ma anche passaggio col rosso o sorpasso azzardato) è ragionevole ma è già così, di fatto, la legge. In altri termini, se esci dall'ufficio perfettamente sobrio e uno ti taglia la strada ma aveva la precedenza lui non vai in galera (salvo precedenti) ma poi in ufficio dovrai andarci coi mezzi pubblici per qualche anno. E adesso dimmi quante volte ti sei fermato l'ultima volta che guidavi perché un pedone aveva intenzione di attraversare (attenzione, non perché stava già attraversando) sulle strisce.

      Rispondi

      • falco

        22 Dicembre @ 14.36

        ....e come la mettiamo allora col fatto che sei hai fumato una canna qualche giorno fa e oggi ti trovi coinvolto in un incidente dove muore qualcuno? Perchè per alcol nel sangue rimane qualche ora, per la cocaina meno ore, per la canapa settimane! come la mettiamo? devo finire in carcere anche se vi è un concorso di colpe (come sempre vi è) e avrei la maggior ragione ma sono l'unico che risulta assuntore di canapa? E poi assuntore quando? ora? poco fa? ieri? settimane fa? perchè mai nessuno vuol ragionare sulle specifiche, sui particolari che fanno poi la reale storia dell'accaduto? Sai quanti casi ci saranno simili? del tipo finisci in carcere anche se hai fumato la settimana prima! Per non parlare poi delle stragi che avvengono per stanchezza dovuta a turni estenuanti sul lavoro... come la mettiamo? Sei un pericolo pubblico ugualmente ma differentemente non sei responsabile. Come dire: e chi se ne frega se ci sono le stragi in strada causate dalla stanchezza!

        Rispondi

        • salamandra

          22 Dicembre @ 17.35

          Immagino sia come con l'alcool. Al di sotto di una certa concentrazione sanno che hai bevuto ma non sei considerato ubriaco.

          Rispondi

  • salamandra

    22 Dicembre @ 09.29

    Non è spropositato ma doveroso. Basta girare in qualità di pedone o ciclista per rendersi conto di come chi è alla guida di un veicolo sia spesso criminalmente arrogante. La scusa piú usate è il classico "eh ma non ti ho visto", certo che non mi vedi se guidi ad una velocità che non ti permette di vedermi! Unico punto che attenuerei riguarda il ritiro della patente che, mi sembra, preveda un minimo di 5 anni in caso di lesioni gravi.

    Rispondi

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