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Lutto

Fabiano Monica, addio al grande direttore d'orchestra

Aveva 68 anni, è stato presidente del Conservatorio Boito

Fabiano Monica, addio al grande direttore d'orchestra
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Direttore d'orchestra nei teatri più importanti di tutto il mondo, era nato a Neviano degli Arduini. Sua l'idea di recuperare l'auditorium del Carmine. E' stato anche direttore dell'orchestra di Sanremo

Di lui hanno scritto i critici di tutto il mondo, come di una «guida musicale» sensibile e intelligente, capace di creare tra palco e orchestra una magica sintonia. E per Fabiano Monica non sarà l'ultimo applauso, perché proseguirà la sua opera, grazie alle pregevoli incisioni e ai nostri ricordi per quei concerti memorabili. L'ultima volta che ha diretto al Teatro Regio è stato il 16 novembre del 2014 per l'omaggio ad Angelo Campori, suo «amico fraterno». Lo ha fatto con un'orchestra formata da docenti del Conservatorio Boito e da professori d'orchestra provenienti dalle più importanti formazioni italiane. Un maestro che non ha solo firmato con poesia le belle «stagioni» della città: musicista e direttore di talento, è stato protagonista di pagine artistiche oltrepassando diversi confini, affiancato da altri grandi nomi su cui la storia può contare. Nato a Neviano degli Arduini il 24 novembre del 1948, è morto ieri dopo lunghe e faticose sofferenze, lasciando nel lutto la sua amata famiglia e il mondo della musica. Era cresciuto nel piccolo comune del nostro Appennino con papà Aldo e mamma Afra. Ed era stato proprio il padre, barbiere di bottega del paese ma musicista e compositore autodidatta, a suggerire in lui e nei fratelli la passione per l'arte più nobile: i docenti di violino Luigi e Giacomo, quest'ultimo anche direttore del Coro Montecastello. Una passione, quindi, nata in tenera età e sentimentalmente condivisa con gli affetti più cari. Fino agli studi di pianoforte, composizione e direzione d'orchestra con Piero Guarino al Conservatorio «Arrigo Boito», quando già era maestro elementare. Diplomato in musica corale, Fabiano Monica si è perfezionato in direzione d'orchestra a Weimar con Kurt Masur. E il debutto come direttore di opere è stato proprio nel teatro della sua città nella stagione 1980-81 con la «Manon» di Massenet. Confermato l'anno dopo per il «Werther» con lo stimato Alfredo Kraus, è stato nuovamente al Regio nella stagione successiva per «La Favorita» di Donizetti, sempre con Kraus, mentre nel 1983-84 con l'«Attila» di Verdi. In quello stesso anno aveva inaugurato la stagione di Parma al Teatro Ducale, in quanto il Regio era temporaneamente chiuso a causa del terremoto, con «Don Pasquale» di Donizetti e nel 1988 per l'«Aida» con la regia di Mauro Bolognini. Una carriera che parte dal Ducato per arrivare in terre lontane: impegnato per l'attività sinfonica con l'orchestra Toscanini dell'Emilia Romagna, con il Teatro Massimo di Palermo, il Comunale di Bologna, è stato anche titolare della cattedra di esercitazioni orchestrali a Mantova, Bologna e al Conservatorio «Verdi» di Milano. Nel 1986 è volato in Francia, con l'orchestra da camera del Teatro dell'Opera di Budapest per dirigere «Il Barbiere di Siviglia» e «Rigoletto». Due anni dopo è stata la volta del «Nabucco» e della «Madame Butterfly» alla National Grand Opera di New York. Un artista puro e con un'energia inesauribile, spesa per la musica e per gli interpreti più meritevoli. Dal 1987 al 1994 Fabiano Monica è stato direttore al Teatro di Palma di Mallorca, con varie produzioni, tra cui «Rigoletto», «Nabucco», «Bohème» e «Don Carlo», «Lucia di Lammermoor», «Andrea Chénier», «Tosca» con Joan Pons, «Aida», «Carmen» e «Traviata». Al tempo stesso ha proseguito la sua attività sinfonica con varie orchestre italiane ed europee, collaborando al fianco di prestigiosi solisti quali Demus, Ciccolini, Berman, Fodor, Zilberstein e Milenkovich. Nel 1990 a Parma ha fondato la «Mitropoulos Sinfonietta» per ricordare il grande direttore scomparso nel '60. Dal 1993 e fino al 2002, il maestro Monica è stato presidente del consiglio di amministrazione del Conservatorio «Arrigo Boito». Ed è stato proprio in questa gloriosa pagina della sua illustre vita che va ricordato il suo impegno per la successiva inaugurazione dell'auditorium nella ex chiesa di Santa Maria del Carmine, dopo secoli di abbandono: era il 14 novembre del 2008, quando il nuovo auditorium del Conservatorio «Boito» viene aperto al pubblico, grazie al finanziamento di due milioni e mezzo di euro del Ministero del Lavori pubblici e della Fondazione Cariparma. Un'inaugurazione da tutto esaurito. Un successo importante nel «cammino» della nostra città e il merito era stato proprio di Fabiano Monica, che iniziò le trattative con lo Stato per il recupero della ex chiesa dieci anni prima, quando era presidente del «Boito». Insomma, Monica era riuscito a realizzare un sogno trasformando quella chiesa dei carmelitani, già luogo di musica, in un ambiente perfetto per il canto, per i cori, per l'orchestra classica, per la musica antica e da camera, nonché per altri generi moderni. Un'inaugurazione che durò una settimana per concludersi con il concerto dell'Orchestra da Camera di Mantova diretta dallo stesso maestro Monica, giustamente orgoglioso del «miracolo» compiuto, con un ospite d'eccezione: il violinista Pavel Berman. Monica ha proseguito la sua attività direttoriale con «Il Requiem» di Mozart e «Il Requiem» di Verdi a Montreal. E ha continuato la sua attività sinfonica in capitali, quali Seul, Pechino, San Pietroburgo (Sala della Filarmonica nel 2001 con il Requiem di Mozart e Teatro dell'Hermitage nel 2003 per lo Stabat Mater di Boccherini), Vienna, Praga, Venezia, Rio de Janeiro (Teatro Municipal nel 2004 per «Un ballo in maschera» di Verdi), Istanbul, Città del Messico e Bogotà. Dal 1997 al 2004 è stato direttore musicale e artistico dell'Orchestra sinfonica di Sanremo, una delle poche istituzioni concertistiche orchestrali riconosciute dallo Stato, con la quale ha messo in scena importanti produzioni, tra cui «Carmina Burana», «Sogno di una notte di mezza estate», «Messiah», «La Creazione» e vari recital con grandi protagonisti, quali Michele Pertusi, Marcelo Alvarez, Elena Mosuc, José Bros (al quale era particolarmente legato) e Mariella Devia. Senza dimenticare la collaborazione con Adolfo Tanzi e con Romano Gandolfi. E altri grandi interpreti che ha diretto nel repertorio sinfonico, primo fra tutti il suo prediletto Enrico Bronzi: Fabiano Monica ha amato la musica per se stesso, per il pubblico e per quei giovani talenti in cui credeva e per i quali si spendeva. Insomma, un maestro in senso lato. Tant'è che il suo curriculum non si esaurisce tra queste righe, altri sarebbero i traguardi importanti da ricordare: un direttore internazionale, che amava Carlos Kleiber, e un musicista che rappresenta un vanto per Parma, l'Italia intera e, non per ultimo, per chi, come papà Aldo e il maestro Campori, hanno creduto in lui. La sua scomparsa lascia nel dolore più profondo il figlio Mattia, la nuora Valentina con le adorati nipotine Eugenia Maria e Caterina; la sorella Alda con Emanuele, i fratelli Luigi e Mino con Cecilia. I funerali si svolgeranno domani alle 9,45 partendo dalla sala del commiato di viale Villetta per essere alle 10 nella chiesa di San Vitale, quindi al cimitero di Neviano degli Arduini. Nella stessa chiesa stasera sarà recitato il rosario alle 21.

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  • Vitto

    02 Settembre @ 00.10

    Ciao Fabiano amico mio non scorderò il tuo sorriso che tu possa continuare a dirigere dove sei ora Un abbraccio

    Rispondi

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