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Franceschini: «I documenti di Verdi andranno in Pilotta». Il grazie di Pizzarotti

Il ministro Franceschini: «I documenti di Verdi andranno in Pilotta»
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Francesco Bandini

Lo scorso ottobre il Ministero dei beni e delle attività culturali ha acquisito con trattativa privata la parte più rilevante di un prezioso carteggio di Giuseppe Verdi, che altrimenti sarebbe andato all'asta a Londra alla casa d'aste Sotheby's. Si tratta di un lotto composto da 36 lettere del compositore al librettista Salvadore Cammarano. Per l'acquisto sono stati spesi 400mila euro. Un'operazione voluta direttamente dal ministro Dario Franceschini, che la Gazzetta di Parma ha intervistato.

Ministro Franceschini, perché era importante che lo Stato intervenisse direttamente? Qual è il valore per l'Italia di questi documenti?

In questa come in altre occasioni il Ministero dei beni e delle attività culturali ha valutato con grande attenzione il proprio intervento, acquisendo alla proprietà dello Stato un carteggio di rilevante interesse scientifico in cui Verdi si confronta con impresari, interpreti e letterati, esprimendo in maniera chiarissima la sua personale concezione di teatro musicale. Queste lettere costituiscono inoltre una fonte imprescindibile per gli studi sulla genesi di alcuni titoli, come Alzira, Luisa Miller e la Battaglia di Legnano, e di altri soggetti che non videro mai la luce.

A Londra si è comunque tenuta l'asta con i documenti rimanenti, alcuni dei quali anche molto importanti. Il Ministero ha partecipato all'asta? Con quale esito?

Il Ministero ha proceduto a trattativa privata per altre due lettere verdiane della medesima asta, acquisendo per 4.185 sterline (circa 4.780 euro, ndr) una lettera della moglie di Verdi, Giuseppina Strepponi, all’impresario del teatro San Benedetto di Venezia, Antonio Gallo, riguardante una rappresentazione del Requiem, e una lettera di Giuseppe Verdi al giurista napoletano Emanuele Gianturco riguardante le celebrazioni del compositore Domenico Cimarosa.

Quale sarà ora il destino di tutti questi documenti? Saranno accessibili agli studiosi e al pubblico? E soprattutto dove saranno collocati? Parma, patria di Verdi e sede dell'Istituto nazionale di studi verdiani, si è già offerta di accoglierli. Lei cosa ne pensa? Non crede che Parma sarebbe la loro collocazione naturale?

Sin da quando sono ministro, ogni bene culturale recuperato o acquisito al patrimonio dello Stato è stato destinato alla comunità alla quale era stato sottratto. Lo stesso avverrà per questi importanti documenti che, dopo un esame sul loro stato di conservazione all’Istituto centrale per il restauro del patrimonio archivistico e librario di Roma, andranno alla Biblioteca Palatina di Parma, che gode di una ricchissima sezione musicale.

Quanto sono stati importanti nella decisione del ministero gli appelli arrivati dalle istituzioni parmigiane, che si sono mosse tutte insieme facendo gioco di squadra?

Sentire il forte interesse di una comunità aiuta a prendere una decisione, tanto più se gli appelli giungono in maniera univoca e condivisa, come è avvenuto in questo caso.

Questo intervento di acquisizione del suo ministero ha altri precedenti recenti? In tempi di ristrettezze economiche, specie per le casse pubbliche, non è facile mettere in atto simili interventi. Quand'è che ne vale veramente la pena?

Negli ultimi quattro anni sono state acquisite 151 opere che stavano per essere esportate dal nostro Paese, un investimento di 4 milioni di euro che con la legge di Bilancio 2018 è stato portato a 12,5 milioni di euro, per consentire al Ministero di evitare la dispersione di un rilevante patrimonio culturale.

Cosa pensa del fatto che, in seguito all'asta, alcuni dei documenti giudicati di grande interesse dagli esperti del ministero siano finiti in collezioni private? È una perdita per l'Italia?

Si è operata una scelta e ciò che è stato acquisito è senza dubbio il miglior esito per il Paese.

Il commento di Pizzarotti

«Ho scritto al ministro Franceschini per ringraziarlo personalmente dell’attenzione posta. Lo avevamo ribadito con forza due settimane prima dell’asta: il carteggio di Verdi non solo doveva tornare in Italia, ma doveva tornare a Parma. Il territorio si è mostrato forte e compatto, e quando dico che se Parma fa sistema non la batte nessuno è perchè ne sono convinto». Lo scrive su Facebook il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti.

VERDE: «SUBITO UNA MOSTRA»

Non appena arriveranno a Parma, i documenti che fanno parte del carteggio verdiano acquisito dal Ministero dei beni culturali saranno esposti in una grande mostra che sarà allestita in Pilotta, ovvero in quella che sarà la nuova casa di quei preziosi documenti. Ad anticiparlo è il direttore del Complesso monumentale della Pilotta, Simone Verde, che spiega che in quell'occasione saranno esposti anche gli altri preziosi documenti verdiani custoditi alla Biblioteca Palatina (fra i quali il carteggio fra Verdi e l'editore Ricordi), che vanta al proprio interno una vasta biblioteca musicale costituita nel 1889. «In questo modo – spiega Verde – potremo fra conoscere al grande pubblico la ricchezza dei materiali che sono conservati in Palatina».

Dunque, sarà un grande evento quello che darà ufficialmente il benvenuto in città al carteggio del compositore bussetano. La data non è ancora stata definita, ma una cosa è certa: la mostra coprirà tutto il periodo del Festival Verdi, che si tiene in ottobre, in modo da poter essere visitata dagli spettatori che assisteranno alle opere al Teatro Regio. Quanto al luogo in cui sarà predisposta l'esposizione all'interno della Pilotta, anche questo non è stato ancora scelto, ma potrebbe essere il Teatro Farnese. In particolare, le carte potrebbero essere sistemate sotto le gradinate lignee, dove peraltro è già in fase di allestimento la mostra permanente pensata in occasione dei 400 anni della costruzione del teatro.

L'idea che la Pilotta accogliesse il carteggio verdiano era stata lanciata da Verde al Ministero già all'indomani dell'acquisto londinese. Ieri, con l'annuncio del ministro Dario Franceschini, è arrivata la conferma che quell'idea è stata raccolta e diventerà realtà. «Siamo molto soddisfatti di questo – dice Verde –, non solo per la vocazione musicale di Parma, ma anche perché è un ottimo segnale per confermare la natura del tutto speciale della nostra Biblioteca Palatina, che ha in sé l'unica biblioteca musicale italiana che appartiene al Ministero dei beni e le attività culturali. L'acquisizione effettuata dal Ministero – aggiunge il direttore – è molto importante non solo per il valore delle carte in sé, ma anche perché ci permette di ribadire l'unicità della Palatina nel rapporto fra biblioteca e musei: questo rapporto così stretto fra conoscenza libraria e conoscenza storico-artistica fa del museo un vero e proprio centro di ricerca ed è fondamentale per permetterci di sottolineare come le due cose vadano di pari passo. Quello che stiamo facendo è fare in modo che la biblioteca costituisca il cuore pulsante del complesso monumentale della Pilotta, un museo che, non dimentichiamolo, è nato nel Cinquecento proprio come biblioteca».

Per Verde, poi, particolarmente significativo è che il Ministero abbia voluto compiere il passo di intervenire direttamente sul mercato e comprare un bene prezioso come il carteggio del compositore. «Un Ministero che fa questo – osserva – è un Ministero che si mette in gioco e si presenta in maniera adeguata alle comunità scientifiche e culturali». E, soprattutto, sono operazioni che dimostrano una cosa che per il numero uno della Pilotta è essenziale: «I musei non sono semplicemente depositi di collezioni ereditate dal passato, ma costituiscono la base dell'analisi storico-critica: man mano che si va avanti si scoprono cose nuove, per cui è necessario che si facciano sempre nuove acquisizioni, perché sono proprio queste che permettono di integrare le collezioni in base alle nuove conoscenze. I musei che non possono fare affidamento sulle acquisizioni sono musei che possono fare solo metà del loro lavoro».

Le acquisizioni sono importanti, ma lo è anche la gestione ordinaria dei poli museali, talora costretti ad aperture limitate per carenza di personale. «Negli ultimi anni il Ministero ha fatto concorsi che non si vedevano da decenni: per storici dell'arte, architetti, archeologi, amministrativi. Ora il problema è che mancano guardiani, ma in programma c'è già un concorso. Quindi ci si arriverà. Ma passi avanti rispetto al passato ne sono stati fatti».f.ban.

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  • Michael

    26 Gennaio @ 10.45

    Io li avrei messi a Busseto o a Milano.

    Rispondi

  • Oberto

    26 Gennaio @ 08.04

    Cosa c'entra Verdi con Parma. I documenti vanno messi a Busseto .

    Rispondi

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