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Studenti da 6 in condotta: a Parma quasi 600 a rischio

Studenti da 6 in condotta: a Parma quasi 600 a rischio
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6

Secondo i dati forniti dal Ministero (Miur) a Parma e provincia quasi il 4% degli studenti delle superiori nel 2017 ha avuto 6 nel voto di condotta. Quasi 600 alunni che quindi non hanno rispettato le regole, professori o compagni di classe. Un dato davvero preoccupante.

Con 5 in condotta sei bocciato. Perché hai offeso o addirittura aggredito prof o compagni di classe. In tutt'Italia e anche a Parma: comportamenti spesso violenti, che sfociano in episodi di bullismo e di vandalismo. Secondo i dati forniti dal Miur lo 0,01 per cento degli studenti delle superiori nell'anno scolastico 2016-17 è stato respinto con l'insufficienza nel comportamento scolastico. Soprattutto sono tanti gli studenti parmigiani che hanno preso un 6 in condotta, perché hanno risposto malamente agli insegnanti, disturbato durante le lezioni o possono addirittura aver danneggiato la scuola: con il 6 il 3,54 (quasi 600 studenti), con il 7 ben l'11,21, praticamente la stessa percentuale degli studenti da 10: l'11,58 per cento. Un dato allarmante, sostenuto da quello registrato in Emilia Romagna: una delle regioni con i numeri più alti di studenti con 5 e 6 in condotta. Voti che sono specchio di una comunità scolastica sempre più spesso non rispettosa delle regole.

Già Skuola.net ha pubblicato i dati nazionali del Miur e su quasi due milioni di iscritti dal primo al quarto anno degli istituti superiori italiani lo 0,1 per cento è stato bocciato per il 5 in condotta. E cioè 1.835 studenti. Le regioni con la più alta percentuale di respinti si trovano nel centro sud: Campania, Puglia e Abruzzo, ma qui gli alunni iscritti sono ridotti rispetto agli studenti di altre regioni. Salta all'occhio che l'Emilia Romagna, insieme a Sicilia, Piemonte, Lombardia e Calabria superano di gran lunga la piccola Abruzzo. Nella nostra regione sono stati bocciati per il 5 in condotta 79 ragazzi. Con il 6 il numero degli studenti aumenta un bel po' in tutte le regioni italiane: in testa c'è la Campania con 24.102 ragazzi; poi c'è la Puglia con 9.085 studenti; infine la Basilicata con 1.357. Ma anche in questo caso il terzo posto dipende dalla percentuale e cioè dal rapporto tra i ragazzi con il 6 e il complessivo numero di iscritti e la Basilicata è un piccolo territorio. Tant'è che l'Emilia Romagna conta 4.582 alunni che si sono visti in pagella un misero 6 in comportamento.

Dati su cui riflettere, sia per le possibili cause sia per gli eventuali rimedi. A maggior ragione se confrontiamo le percentuali di casa nostra con quelle dell'Emilia Romagna. A livello regionale lo 0,06 per cento degli studenti ha avuto un 5 in condotta, in provincia lo 0,01. Più numerosi gli studenti che hanno avuto 6: a livello regionale sono il 3,20, a Parma ben il 3,54; i 7 in Emilia Romagna 11,61%, in città e provincia 11,21; gli 8 in regione il 32,77, a Parma il 33,9; i 9 in Emilia Romagna il 39 per cento, a livello locale il 39,66. E i dieci? Pochi a dire la verità: il 13,36 per cento in regione e a Parma l'11,58. Ma come vengono assegnati questi voti? Ogni scuola nel proprio progetto educativo e didattico utilizza dei precisi parametri, in quanto il voto in condotta «concorre alla valutazione complessiva dello studente e determina - dice la legge 169/ 2008 -, se inferiore a 6 decimi, la non ammissione al successivo anno di corso o all'esame conclusivo del ciclo». Ecco la griglia degli indicatori di valutazione del comportamento di un istituto superiore di Parma: per avere un bel 10 in condotta, «l'alunno è corretto e responsabile con i docenti, con i compagni e con il personale della scuola, non ha a suo carico provvedimenti disciplinari», la frequenza regolare, le assenze giustificate e «partecipa costantemente e criticamente alla vita scolastica». E chi invece si trova in pagella un 5? «Ha un comportamento arrogante e non rispettoso nei confronti dei docenti, dei compagni e del personale della scuola, rifiuta le regole dell'istituto, ha atteggiamenti e comportamenti xenofobi e razzisti, usa ripetutamente un linguaggio deliberatamente offensivo nei confronti di fedi religiose, si rende responsabile di atti di bullismo o di complicità agli stessi, utilizza ripetutamente, non autorizzato e in modo improprio, il telefono cellulare o il videotelefonino». Non solo: «ha riportato note disciplinari ed è stato allontanato dalla comunità scolastica per un periodo superiore ai 15 giorni». Insomma, da un estremo all'altro: e pensare che un bullo può anche vantarsi di un profilo del genere. A Parma sono tanti gli studenti «promossi» con la sufficienza. L'indentikit dell'alunno che ha 6 non si discosta molto da quello che ha 5: «L'alunno ha un comportamento poco corretto nei confronti dei docenti, dei compagni e del personale della scuola, ha riportato note disciplinari, è stato allontanato per un periodo non superiore ai 15 giorni, compie atti di danneggiamento o è complice, utilizza ripetutamente il telefono cellulare o il videofonino o altre apparecchiature durante lo svolgimento delle lezioni». E ancora, «le assenze sono frequenti, i ritardi sistematici». L'indicatore per il 7, invece, riporta che lo studente «non è sempre corretto con i docenti, con i compagni, non sempre rispetta le regole dell'istituto, ha riportato note disciplinari sul registro di classe, a volte è di disturbo alla lezione».

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  • Dario

    29 Aprile @ 10.43

    rdsdario@gmail.com

    Con il 6 in condotta vanno bocciati o in alternativa lavri socialmente utili !!!

    Rispondi

  • marco850

    29 Aprile @ 08.45

    Ripristino della leva... vedi come gli passa la voglia di fare gli asini. Ho un conoscente che, da giovane, era un personaggio simile. Quando andò militare mantenne la sua linea di condotta e dopo un mese sferrò un pugno ad un superiore; fu trasferito in un battaglione punitivo, ma anche lì fece lo stupido. Morale: visto che gli piaceva tanto guerreggiare fu mandato in Somalia... e lì la voglia di fare il cretino gli è passata. Oggi ringrazia chi gli ha fatto fare una simile esperienza e che gli ha fatto capire quanto stesse sbagliando.

    Rispondi

  • BETTA

    28 Aprile @ 18.01

    Dovrebbero essere mandati in guerra.....tempo un giorno e avrebbero già la cresta abbassata....

    Rispondi

  • Clipper

    28 Aprile @ 14.12

    E' l'età in cui bisogna ormai aver acquisito le regole ed aver imparato che il mancato rispetto comporta delle conseguenze; peccato che i genitori non abbiano voglia di farlo, e non vogliano che all'educazione dei propri figli ci pensi la scuola. Fossi in quei genitori, avrei paura del futuro, all'idea di potersi trovare con ventenni ingestibili, abituati ad aver sempre ragione e a non dover sopportare conseguenze per qualunque misfatto.

    Rispondi

  • Michele

    28 Aprile @ 09.04

    pizzarotto2018@libero.it

    Parma avvolta dal degrado, pericolosamente. D'altronde ... se chi deve controllare e dare l'esempio fa il bagno nella fontana.... I giovani perché dovrebbero seguire le regole ?

    Rispondi

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