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Beffa a Cesena

Parma, dal paradiso all'inferno

Parma, dal paradiso all'inferno
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Da non credere. Al 41’ della ripresa hai in tasca una fetta di serie A contro una squadra che sembra al tappeto e riesci a rovinare tutto addirittura perdendo la partita (e la testa). Ora il Parma è quarto, e sabato arriva il Bari che può superarci.

Da uno dei nostri inviati

PAOLO GROSSI

Cesena

Da non credere. Al 41’ della ripresa hai in tasca una fetta di serie A contro una squadra che sembra al tappeto e riesci a rovinare tutto addirittura perdendo la partita (e la testa). Ora il Parma è quarto, e sabato arriva il Bari che può superarci. Insomma, pochi minuti di follia hanno guastato, per ora, un sogno che durava da una stagione.

Ovviamente i play-off sono tutti da giocare, e lo scorso anno il Parma li ha vinti, ma è tutta un’altra storia e il lieto fine che sembrava dietro l’angolo qui a Cesena adesso è lontano.

D’Aversa, ritrovando Gagliolo al posto di Anastasio, aveva dato fiducia ai titolari di martedì con la Ternana. Castori aveva schierato il Cesena con un 4-3-3 in cui Kupisz e Vita affiancano Jallow nel tridente ma partendo da una posizione più abbottonata, di modo che sarebbe più giusto parlare di 4-1-4-1. Nei primissimi minuti però il Parma fa fatica a prendere le misure ai romagnoli. Si gioca in una sola metà campo anche perchè prima Ciciretti e poi Ceravolo mettono fuori il naso con sgroppate insidiose e conclusioni non all’altezza. I cesenati affondano come un coltello nel burro negli spazi larghi tra le mezzeali e i terzini e per fortuna sono assai approssimativi nell’ultimo tocco. Schiavone, schiacciato davanti alla difesa, chiude i corridoi verso Ceravolo.

La densità del Cesena è una ragnatela: il Parma resta invischiato ma almeno riesce a non soffrire le ripartenze che gli avversari vorrebbero impostare sulla corsa di Jallow. Si arriva a metà tempo sullo 0-0. risultato che rispecchia l’assoluto equilibrio in campo. Il Cesena è riuscito a chiudere le fasce e per trovare spazi servirebbe una circolazione della palla più veloce e precisa. La speranza è che alla distanza i reparti dei romagnoli si scollino un po’ e i crociati possano arrivare con più agio alla conclusione.

Si riparte e il Cesena sta sempre più arroccato, lasciando tutto solo Jallow e apparentemente accontentandosi del pareggio. All’11 però il Parma passa e lo fa su corner. Ciciretti ne calcia uno a mezza altezza che viene ribattuto ancora sul fondo. Quello successivo, teso e sul palo più vicino, va a gonfiare la rete dopo una deviazione galeotta di Fedele a contatto con Ceravolo.

Castori con un doppio cambio prova a rendere più offensiva la sua squadra ma è Insigne, subentrato a Ciciretti, a centrare un clamoroso palo in contropiede. D’Aversa pesca dal cilindro Frediani per gli ultimi 20’, Castori toglie un terzino, Perticone, e aggiunge un’ala, Chiricò, passando a un «vero» 4-3-3. Il Parma adesso usa il mestiere per provare congelare la partita Frediani manca un’altra occasione e quando al 41’ Moncini in mischia, dopo due ribattute della difesa su altrettanti tiri, insacca l’1-1, è un colpo da ko che arriva inatteso perché non ce n’erano certo state le premesse. Una punizione del destino forse per aver staccato la spina troppo presto.

Il finale è caotico: rosso a Kupisz per un’entrata su Di Cesare, s’accendono gli animi in campo e fuori. Ormai il Parma non ha la forza né la lucidità per cercare un altro gol. Trova solo tre cartellini gialli e il gol degli avversari, al 50’, segnato ancora da Moncini, rapace a insaccare un traversone di Dalmonte. Poi è solo indecoroso parapiglia e Gagliolo che si mangia di testa il gol del 2-2 a un passo dalla porta.

Che dire? E’ mancato un giro di vite di grinta e di fame per chiudere una partita che, se vinta, avrebbe premiato oltremisura i meriti dei crociati ma schiuso prospettive per le quali il fine giustifica i mezzi. Peccato, c’erano le premesse per ben altro: una bella curva con duemila tifosi, Lucarelli in panchina, atmosfera carica. Sabato invece oltre ai lungodegenti mancheranno, con il Bari, anche Insigne, Di Cesare e Baraye. Bisogna leccarsi presto le ferite e ricaricare le batterie che ora saranno basse. Non sarà semplice, ma è un dovere continuare a provarci, tenendo a mente lezioni brucianti come quella di ieri.

Le pagelle di Paolo Grossi

PARMA

FRATTALI

6

Poco impegnato, una bella uscita a terra e due palloni raccolti nel sacco senza colpe particolari.

GAZZOLA

6

La sua prova è stata molto buona in entrambe le fasi, purtroppo anche lui, come gli altri, ha accusato quei fatali minuti di black out. Le reti prendono origine dalle sue parte. E’ poi bravo a crossare a tempo scaduto ma Gagliolo di testa non riesce a insaccare.

IACOPONI

6

Altra prova gagliarda fin quando è entrato Moncini che con la sua freschezza e rapidità ha messo in crisi la difesa crociata. E’ l’ultimo a mollare, ma alla fine cede anche lui.

GAGLIOLO

5,5

Una prova al di sotto dei suoi standard, con troppe imprecisioni tecniche, meno grinta del solito e anche il fatale errore nell’area avversaria all’ultimo respiro.

DEZI

5

Sull’azione del primo gol è stato molle come quando c’è da tirare in porta. In realtà la partita l’ha anche fatta, contenendo bene Laribi, ma nei momenti decisivi lascia troppo spesso a desiderare.

SCAVONE

6

Regia tosta, tanta interdizione e meno geometrie rispetto ai play di ruolo, ma alla distanza cala un po’ il raggio di azione. D’altra parte la gara è stata una vera battaglia e lui non si tira certo indietro.

BARILLÀ

6,5

A centrocampo il più continuo anche se non sempre chiude al meglio le iniziative che prende. Tuttavia è cresciuto in condizione e ha dato un contributo concreto.

CICIRETTI

5,5

Poco fumo e poco arrosto. Per il furore che si andava respirando in campo la sua presenza era un lusso, e infatti è stato il primo a uscire. Peccato che quando ha avuto palloni da calciare in porta lo abbia fatto con poca convinzione..

INSIGNE

5

Lo si vede solo in occasione del palo, che forse avrebbe potuto e dovuto essere un gol. E’ stato il primo di tre innesti che poco hanno dato alla squadra.

CERAVOLO

6

Era giù di corda, meno battagliero del solito. Decisivo forse in occasione del gol, gestisce bene un paio di palloni ma da lui ci saremmo attesi più fisicità. Bravo sui piazzati difensivi.

CALAIÒ

5,5

La squadra è in sofferenza e lui non riesce a prenderla per mano come altre volte.

DIGAUDIO

5

Poco fumo e poco arrosto come Ciciretti. Sulle fasce non c’è stata gloria ieri per il Parma. Il ruvido Donkor lo ha neutralizzato e in fase difensiva si è limitato al compitino.

FREDIANI

5,5

Scongelato per l’occasione riesce a fallire una buona occasione e a combinare poco altro.

D’AVERSA

5

La gara oggettivamente era complicata perché il Cesena s’era chiuso a riccio. Una volta messa in discesa è mancato il colpo del ko. I cambi non hanno aiutato. O meglio: se Frediani fa il gol che può fare, il tecnico che l’ha ripescato è un genio. Così no. E allora vien da riavvolgere il nastro e capire dove e come si poteva giocare una gara degna di una squadra da serie A e perché non lo si è fatto. Ma forse sarà meglio guardare avanti e cercare le energie per affrontare i lunghi (si spera) play-off.

Il migliore

DICESARE

6,5

Ieri il migliore tra i crociati, ha retto per 86 minuti la difesa chiudendo buchi e risolvendo situazioni. Peccato per quel cartellino nel finale che lo terrà fuori contro il Bari.

CESENA

Fulignati 6

Donkor 6

Suagher 6

Scognamiglio 6

Perticone 6

Chiricò 6,5

Schiavone 6,5

Kupisz 6

Fedele 5,5

Dalmonte 6,5

Laribi 5,5

Vita 6

Jallow 5

Moncini 8

All.Castori 6

ARBITRO

FOURNEAU 6

Gara difficilissima, nervosa, zeppa di episodi dubbi e anche di parapiglia e corpo a corpo. Una prova del fuoco per un fischietto giovane. Se l’è cavata passabilmente e oggettivamente non è stato messo nelle migliori condizioni. Tra i possibili nei, molti elencati anche nel dopo gara da Castori pro domo sua, a noi è parso che il cross del 2-1 sia stato fatto con la palla già fuori dal campo... Siamo certi che questa gara se la ricorderà a lungo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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  • Abelbea

    10 Maggio @ 18.35

    Vercelli, Cesena, e tutti le piccole: vergogna. Mica c'era la Juve o la Roma. Non meritiano salire; non sarebbe giusto con le altre ne con noi stessi.

    Rispondi

  • Monty

    07 Maggio @ 19.30

    La serie A è stata persa a Vercelli, Cremona, Carpi, Brescia, Cesena, Entella, ecc.ecc. Quindi qualche colpa oltre ai giocatori va data anche a D'Aversa e a Faggiano che a preso giocatori infortunati (Ceravolo e Ciciretti), a proposito Da Cruz dove è finito?.

    Rispondi

  • ANONIMUS

    07 Maggio @ 19.21

    Non è solo colpa di d Aversa ma qualche colpa forse l ha anche il preparatore atletico visto i1000 infortuni e tante colpe le ha Faggiano visto l acquisto di giocatori già infortunati. Per i cambi di ieri li ha sbagliati tutti, detto questo in 2 partite può succedere di tutto..

    Rispondi

  • tobia

    07 Maggio @ 18.52

    La serie A è stata persa a vercelli...è chiaro che brucia e non poco perdere così...non capisco tutto questo odio su d Aversa che comunque in 3 stagioni guardate dove ci ha portati e siamo ancora in lotta per andare in A..

    Rispondi

  • Caronte

    07 Maggio @ 13.44

    Ieri è stata la perfetta metafora del campionato del Parma, ti ritrovi su in alto e fai di tutto per non rimanerci. Ma anche l'anno scorso in C non è che fosse molto diverso. Il Parma non è cinico, non ha giocatori in grado di ammazzare le partite. L'allenatore ha fatto i cambi giusti tecnicamente ma non ha saputo valutare le motivazioni (e le capacità) dei sostituti. Vabbeh, a questo punto i play off sono giusti. Peccato perchè ai play off si rischia di brutto anche perchè la rosa ormai è al lumicino se non rientra qualcuno. ah, diversamente da come dice qualcuno, io andrei subito in A, altro che restare in B un'altro anno!

    Rispondi

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