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Cardiologia, il Maggiore nella top ten italiana

Nel 2017 è stato uno dei reparti con il maggior numero di procedure innovative di cardiologia interventistica

Cardiologia, il Maggiore nella top ten italiana
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Parma entra per la prima volta nella classifica dei dieci ospedali italiani dove vengono eseguiti il maggior numero di interventi cardiaci di chiusura dell'auricola sinistra per via percutanea. Un indicatore che segnala un'alta competenza per tutto quello che riguarda l'interventistica cardiologica strutturale, ossia le procedure sull'intera struttura cardiaca (e non solo sulle coronarie) con il catetere percutaneo.

La classifica è stata stilata dal Gise (Gruppo italiano di studi emodinamici e cardiologia interventistica), società scientifica che raccoglie i dati di tutte le strutture sanitarie italiane. Parma, con i suoi 25 interventi di chiusura dell'auricola sinistra eseguiti nel 2017, è a metà della classifica, a poca distanza dall'ospedale Careggi di Firenze (27 interventi) e dall'ospedale San Giovanni Bosco di Torino (24).

Attraverso i cateteri percutanei è possibile fare esami diagnostici ed interventi e la gamma delle procedure si è molto ampliata negli ultimi anni grazie a nuovi strumenti e tecnologie.

A differenza di quelli chirurgici tradizionali, gli interventi per via percutanea si eseguono introducendo il catetere attraverso un piccolo buco sulla cute e consentono una ripresa più rapida del paziente. Gli interventi percutanei più eseguiti sono quelli di angioplastica coronarica (tradizionalmente gli stent: l'anno scorso nell'ospedale Maggiore ne sono stati eseguiti circa mille) e l'impianto di valvola aortica (circa 80 interventi al Maggiore nel 2017).

La chiusura dell'auricola sinistra rappresenta - spiega Luigi Vignali, responsabile della cardiologia interventistica dell'ospedale Maggiore e coordinatore per la cardiologia strutturale nell'area vasta Emilia nord - la punta di diamante dell'interventistica cardiologica strutturale, la procedura più innovativa e complessa che, secondo le linee guida internazionali, si può eseguire solo in centri che hanno un reparto di cardiochirurgia, attrezzato per fronteggiare eventuali complicazioni. In Italia una novantina di ospedali, di cui tre in Emilia Romagna: oltre a Parma, Modena e Cotignola. In media ogni anno in Italia si eseguono 800 procedure di questo tipo.

L'intervento avviene in anestesia totale, con un breve ricovero ospedaliero. Il dispositivo per il monitoraggio ecocardiografico viene introdotto per via transesofagea, mentre il catetere per l'intervento è inserito attraverso la vena femorale destra. La procedura consente di mettere un «tappo» in una camera del cuore che produce trombi. «Un'alternativa alla terapia anticoagulante, che alcuni pazienti non possono assumere, che previene l'ictus cardio-embolico» spiega Vignali. La durata dell'intervento (inclusa la fase anestesiologica) è di un paio di ore e già dopo due giorni il paziente di solito è in grado di mettersi in piedi.

Parma ha iniziato ad eseguire questi interventi fra il 2009 e il 2010 e negli ultimi anni ha fatto passi da gigante. «Oggi siamo un centro di riferimento per la cardiologia strutturale nell'area vasta Emilia nord che include Piacenza e Reggio Emilia. E abbiamo anche ridotto di molto la fuga di pazienti cardiopatici verso le province di Milano e Brescia» dice Vignali, l'unico, assieme alla cardiologa emodinamista Alberta Cattabiani, ad eseguire all'ospedale di Parma la chiusura dell'auricola sinistra.

Come sempre in medicina, il volume di attività garantisce qualità e Luigi Vignali in dieci anni di lavoro è diventato tutor della procedura a livello nazionale, formando medici in altri venti centri italiani.

«La presenza di Parma in questa classifica, assieme ad ospedali come il San Raffaele e il Sacco di Milano, testimonia come la cardiologia interventistica dell'ospedale Maggiore abbia investito nell'aggiornamento culturale e tecnologico con percorsi formativi che garantiscono aggiornamento e innovazione. Oggi - conclude Vignali - siamo uno dei laboratori all'avanguardia in questo settore».

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  • Claudio

    29 Giugno @ 06.45

    Proprio ieri, ho fatto una visita con elettrocardiogramma. Avevo l'appuntamento alle 15,25 e alle 15,50, ero già in un altro reparto a trovare un'amico ricoverato. Il cardiologo che mi ha visitato, aveva con sé un praticante E io sono restato incantato, (in positivo) da come spiegava le procedure da fare per visitare un paziente. Uscendo mi sono complimentato con loro per la tanta professionalità. Questo per dire che personalmente vorrei congratularmi con tutto lo staff della cardiologia, auspicandole di salire nella classifica al primo posto. ha gli uomini per farlo!

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