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Nel 2020 il ponte sul Taro dovrà rimanere chiuso per molti mesi

Nel 2020 il ponte sul Taro dovrà rimanere chiuso per molti mesi
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Quando si dovrà intervenire per risolvere il problema delle infiltrazioni d'acqua, il ponte della via Emilia sul Taro dovrà rimanere chiuso per parecchi mesi, probabilmente fra l'inizio del 2020 e il settembre dello stesso anno. A spiegarlo sono stati ieri l'assessore del Comune di Parma Michele Alinovi e i sindaci di Noceto Fabio Fecci e di Fontevivo Tommaso Fiazza, presentando lo stato di avanzamento del progetto di fattibilità per il restauro della storica struttura voluta da Maria Luigia.

Francesco Bandini

Ponte della via Emilia sul Taro, allo stato attuale delle conoscenze non ci sono problemi strutturali, ma quello che è urgente è bloccare l'avanzamento del degrado della struttura, che rischia con il tempo di avere serie conseguenze. Per fare questo, ieri in municipio è stato fatto il punto della situazione, con alcune importanti notizie. La prima è la chiusura totale del ponte prevista per la sola giornata di domenica 23 settembre. La seconda è la definizione di un calendario di massima per l'esecuzione dei lavori di prioritaria importanza, che porta a prevedere l'avvio del cantiere a inizio 2020 e la fine dell'intervento nell'autunno dello stesso anno, anche se – particolare non di poco conto – i soldi necessari non ci sono ancora tutti. La terza novità è l'avvio, nel giro già di qualche settimana, di lavori di pulizia della parte esterna del ponte. A parlare di tutto questo ieri in municipio c'erano i rappresentanti dei tre Comuni che dal 2006, dopo il passaggio delle competenze dall'Anas, sono proprietari del ponte di Maria : l'assessore ai Lavori pubblici di Parma Michele Alinovi, il sindaco di Noceto Fabio Fecci e quello di Fontevivo Tommaso Fiazza.

PONTE CHIUSO IL 23
La novità di più immediato interesse per migliaia di parmigiani che ogni giorno percorrono il ponte tra Fraore e Pontetaro è la decisione di chiuderlo completamente al traffico per l'intera giornata di domenica 23 settembre. Un provvedimento resosi necessario per permettere l'effettuazione di una serie di verifiche tecniche, con sondaggi che andranno a scandagliare in profondità la struttura per capire esattamente quale sia la situazione interna dei materiali e di cosa ci sia esattamente bisogno, in modo, come ha spiegato Alinovi, di sapere «come spendere al meglio i non molti soldi che ci sono a disposizione». Ancora non è stata decisa la fascia oraria in cui quel giorno il ponte sarà off-limits, ma di sicuro sarà dalla mattina presto fino a sera. Per quel giorno, quindi, sarà necessario armarsi di pazienza e utilizzare il ponte nuovo poco più a valle, quello della cosiddetta via Emilia bis, che è la continuazione della tangenziale nord di Parma.

CANTIERE AL VIA NEL 2020
L'altra novità è che il progetto di fattibilità tecnica ed economica per il restauro del ponte, tuttora in fase di elaborazione, dovrebbe approdare verso la fine del 2019 all'appalto dei lavori per l'intervento considerato prioritario, ovvero quello per il rifacimento della soletta stradale, quella piattaforma che si trova sotto il manto di asfalto e che è necessario rimuovere e sostituire con una nuova, per ovviare al problema principale dell'antico manufatto inaugurato nel 1821: le infiltrazioni di acqua che, dal livello stradale, arrivano fin negli strati più profondi, determinando un deterioramento che con il tempo rischia di mettere a rischio la struttura stessa del ponte. L'intervento dovrebbe partire all'inizio del 2020 e concludersi alla fine dell'estate dello stesso anno, quindi verso settembre. L'intero intervento costa circa 3 milioni di euro, ma al momento ne sono disponibili solo 2 (di cui 1,5 stanziati dalla Regione e 500mila dai tre Comuni interessati). La restante parte i tre Comuni contano di ottenerla dal Governo o dalla Regione. Diversamente, sarà necessario intervenire solo su una parte del ponte, almeno inizialmente. Quel che è certo è che questi lavori comporteranno quasi sicuramente la chiusura totale del ponte per i mesi necessari all'intervento, sebbene non sia del tutto esclusa (per quanto improbabile) l'ipotesi di un senso unico alternato. Il progetto per il restauro completo del ponte, però, prevede una spesa complessiva di 10 milioni. Una volta effettuati i lavori più urgenti per 3 milioni, se si saranno reperiti gli altri 7 si procederà con un vasto intervento di restauro, soprattutto delle arcate, e da ultimo (sempre risorse permettendo) è prevista anche la realizzazione di una passerella ciclopedonale, che sarà aggiunta su un lato del ponte, anche se ancora non è stato deciso quale.

«PULIZIA» A FINE MESE
Intanto, per l'immediato, inizieranno a fine settembre e saranno ultimati verso metà ottobre i lavori di pulizia del ponte: si parla dell'eliminazione della folta vegetazione infestante presente a ridosso della struttura. Sarà un intervento in alveo e che quindi non avrà ripercussioni sulla viabilità.

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  • Gio

    12 Settembre @ 18.11

    Giorgio R.

    In un paese normale avrebbero già fatto un altro ponte Qui in Italia l'importante è far pagare tasse alte e non dare servizi adeguati. Il traffico in tante zone della provincia è aumentato compreso il traffico pesante ma in troppi casi le strade sono rimaste quelle di 20 anni fa'. Assurdo

    Rispondi

    • 12 Settembre @ 18.12

      (dalla redazione) E' un ponte storico, va restaurato non buttato. Piuttosto c'è da chiedersi come si sia arrivati a questo punto a furia di non fare nemmeno la manutenzione minima.

      Rispondi

  • Biffo

    12 Settembre @ 12.27

    Sono contento, da Fidenza a Parma, in auto, guaderò il Taro o farò la Cisa.

    Rispondi

    • r.t.

      13 Settembre @ 08.14

      prenda l'autostrada vada a Roma poi torni indietro

      Rispondi

    • leoprimo

      12 Settembre @ 15.38

      Le strade alternative ci sono ma se si vuol sempre far polemica per dar aria alla bocca o tenere in esercizio le dita sulla tastiera facciamolo pure,.. magari i parenti delle vittime e gli sfollati di Genova, sarebbero stati felici di cambiare itinerario: vero Biffo?

      Rispondi

      • Roberto

        12 Settembre @ 17.12

        Perfettamente ragione

        Rispondi

    • baclan

      12 Settembre @ 14.45

      Niente Biffo, lo lasciamo su così se poi crolla diranno che non lo hanno sistemato per non creare l'enorme disagio di prendere il raccordo della tangenziale ai residenti.......

      Rispondi

    • 12 Settembre @ 14.26

      Basta fare il raccordo con la tangenziale.

      Rispondi

  • Patrizia Adorni

    12 Settembre @ 11.20

    meno male che ci sono i controlli. Era ora. un governo serio che mantiene le promesse.

    Rispondi

    • antonio

      12 Settembre @ 17.42

      Patrizia stai scherzando o lo pensi davvero? Perchè allora bisognerebbe informare il governo di quello che stà facendo a sua insaputa.

      Rispondi

  • MAUI

    12 Settembre @ 10.05

    speriamo non venga giu prima del 2020!

    Rispondi

  • federicot

    12 Settembre @ 07.46

    federicot

    Molto bene! Strade alternative?

    Rispondi

    • Michele E

      12 Settembre @ 22.48

      Alternative ad un ponte ci sono i ponti limitrofi, un servizio di traghetti e il cannone della donna omonima. Scegli!

      Rispondi

    • olderthanpilotta

      12 Settembre @ 09.55

      Aspettano il Suo progetto, sig. federicot...

      Rispondi

    • Valerio

      12 Settembre @ 09.44

      Autostrada o via Stati Uniti d'America

      Rispondi

      • silviococconi

        12 Settembre @ 11.22

        Perchè non esiste già il ponte della tangenziale ?! ...

        Rispondi

        • Valerio

          12 Settembre @ 16.30

          infatti, si chiama via Stati Uniti d'America

          Rispondi

      • Pietro

        12 Settembre @ 10.38

        oppure..serenissima, tagli per padova, bologna parma.. ci sta

        Rispondi

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