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EDITORIALE

Non è normale. Non rassegniamoci

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La foto che vedete qui sopra è stata scattata mercoledì mattina in centro a Parma. Si vede la polizia al lavoro dopo la rapina in villa di cui abbiamo dato notizia sulla Gazzetta di ieri. Alle 20,30 di martedì quattro, forse cinque delinquenti armati di pistola e martello hanno bloccato sul cancello di casa una donna sui quarant'anni, l'hanno minacciata, l'hanno costretta a disattivare l'allarme, poi l'hanno immobilizzata e legata a una sedia; quindi hanno aperto una cassaforte, hanno preso dei gioielli e se ne sono andati, non senza lasciare alla loro vittima un macabro e schifoso avvertimento: «Siamo dell'Est, se ci denunci torniamo ad ammazzarti».

Nell'articolo di ieri Laura Frugoni non ha scritto né il nome della donna rapinata né l'indirizzo di casa, per tutelare la privacy di una persona già duramente segnata da quanto le è successo. Ma nella foto si riconosce il Barilla Center, la zona è quella di viale Campanini, insomma siamo in centro a Parma. E in centro a Parma, alle otto di sera, può succedere una cosa del genere. Succede una cosa del genere. Ne succedono tante. Molti parmigiani, in centro, hanno ricevuto la visita dei ladri, a volte anche mentre si trovavano in casa. Ci sono bambini rimasti traumatizzati dall'aver visto i ladri, o comunque la propria casa messa a soqquadro. Ieri un noto negozio di via Farini - pieno, pienissimo e frequentatissimo centro - è stato svaligiato, ne diamo notizia a pagina 7. E che cosa ci volete fare, dicono in tanti: è normale, succede in tutte le città. Le forze di polizia hanno uomini e mezzi limitati, è normale. Lo Stato non può assumere altri agenti perché è al verde, è normale. L'immigrazione è un fenomeno planetario e comporta anche l'aumento della criminalità, è normale.

E invece no, non è normale che in centro città, alle otto di sera, a un passo da un centro commerciale e dalla via Emilia, una banda di delinquenti incappucciati e armati possa agire indisturbata. Non è normale che così tanti cittadini trovino la propria casa saccheggiata rientrando all'ora di cena. Non è normale che si sia costretti ad andare a letto con il terrore di essere svegliati da qualche criminale che poi ti dice «se mi denunci ti ammazzo».

Ci stiamo abituando male, anzi ci stiamo rassegnando, che è ancora peggio. Abbiamo dato per persa la partita, perché non ci sono mezzi, perché non ci sono soldi, perché non si può espellere nessuno, perché, perché, perché... Sono tutti alibi. A New York - che è un filino più complicata di Parma - a un certo punto hanno detto basta, e basta è stato.

Salvini a Sorbolo ha annunciato che mafia, camorra e 'ndrangheta saranno cancellate. Bene. Si faccia qualcosa però, e subito, per cancellare anche questa piaga.

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  • Viola

    22 Dicembre @ 10.57

    Vi ricordate il caso di quella bambina di quasi 2 anni che fu uccisa in casa col tacco di una scarpa nella schiena? In casa c'erano solo la madre e il suo fidanzato. Ebbene, la madre è stata assolta in via definitiva, il fidanzato ( non so se è il padre ), comunque ieri è stato anch'esso assolto ( in primo grado ). Perché dico questo, che non c'entra nulla con ciò che stiamo trattando? Perché la Giustizia in Italia è questa. @ leoprimo: quanti sono i politici condannati finiti in gattabuia? E quanti sono i giudici che hanno sbagliato ad esserci finiti?

    Rispondi

  • Viola

    21 Dicembre @ 19.51

    @ leoprimo : Se si permette di dileggiare i giudici, vuol dire che il difetto sta nel manico e quindi si torna " a bomba". Viene a mancare l'autorevolezza del terzo potere dello Stato : quello giudiziario. Quelli che chiama slogan da campagna elettorale, che non fanno seguire i fatti alle parole, si trovano spesso a cozzare contro questo organo di potere. Comunque la si giri, la situazione è senz'altro ormai insostenibile.

    Rispondi

    • leoprimo

      21 Dicembre @ 22.44

      Eh no! Basta con la campagna elettorale permanente. Pensa davvero che la colpa sia da ascrivere tutta ai giudici? Sono i politici a fare le leggi e attraverso la pubblica amministrazione, a farle rispettare; in questi ultimi venti trenta anni, la politica si è auto referenziata, gli scandali che hanno coinvolto centrodestra e centrosinistra sono lì a dimostrarlo. E' stato comodo per anni accusare i giudici quando emettevano sentenze non gradite: quanti sono stati i politici condannati e finiti in gattabuia? Pochi perché troppo spesso si creavano norme ad hoc ( e questo vale sia per il centrodestra che per il centrosinistra ) a salvaguardia di essi. Ora i cittadini si "godono" il frutto di quelle norme e creda che starebbe ai politici porre rimedio perché se una norma salvaamici si approva in un attimo, lo stesso si dovrebbe fare per tutelare la sicurezza degli italiani.

      Rispondi

  • Raffaella

    21 Dicembre @ 19.47

    Non è normale non rassegnamoci Bravo DIrettore !!! Per iniziare attendiamo che Salvini mantenga la promessa di riformare l’eccesso di legittima difesa, che oggi funziona solo per difendere gli aggressori e non gli aggrediti. Poi attendiamo che Di Maio mantenga l’affermazione di costruire nuove carceri ove gli aggressori possano meditare a lungo sul male che hanno fatto e possibilmente faticare fino al risarcimento dei danni provocati Poi attendiamo che Salvini abbia il voto popolare necessario per riformare la legge elettorale in modo che chi prende più voti possa governare e rigenerare una democrazia debole corrotta inefficace e votata al suicidio come la storia ci insegna. Grazie ancora

    Rispondi

  • leoprimo

    21 Dicembre @ 18.34

    Stiamo ancor qui a disquisire sulla etnia della delinquenza mentre non ci rendiamo neppure conto che a monte esistono due o tre concetti che in Italia sono stati dimenticati da anni. Punto primo: la legalità e il rispetto delle leggi non hanno un colore politico ma sono patrimonio civico di un popolo educato al rispetto delle regole, va da sé che se in un aula di Tribunale, vedi Roma oggi alla lettura del processo contro il clan Spada, si permette ai presenti di dileggiare i giudici, significa che questa prima norma è disattesa alla base. Punto secondo: lo Stato per vari motivi e tutela di interessi ha depenalizzato reati, legiferato norme svuota carceri e norme che tutelano maggiormente i colpevoli piuttosto che le vittime dei reati, tanto da far pensare anche al più scalcinato dei delinquenti che l'impunità è divenuto un diritto acquisito. Punto terzo: mancanza di senso dello Stato da parte di politici troppo impegnati a rilanciare continuamente slogan da campagna elettorale senza far seguire i fatti alle parole stesse. Da ultimo la stanchezza dei cittadini o la pigrizia mista alla rassegnazione che ogni giorno di più manifestano, una sorta di accettazione passiva. La stessa Gazzetta ha dato voce negli anni scorsi a politici e uomini di Stato che parlavano di percezioni, di calo percentuale dei reati mentre invece bastava girasi intorno per capire che tutto ciò non avveniva. Bravo comunque dottor Brambilla, lei oggi ha messo il dito nella piaga e tutto quel che ha scritto è sottoscrivibile ma penso che le sue frasi restino un mero sfogo, almeno fintanto che le autorità non si renderanno o vorranno rendersi conto che la situazione è ormai insostenibile.

    Rispondi

  • Viola

    21 Dicembre @ 17.45

    A New York ci sono riusciti con la " tolleranza zero" messa in atto dal sindaco Giuliani. Ma la tolleranza zero implicherebbe leggi ed applicazione delle stesse che in Italia, per ora, trovano resistenze per un dominante e prevalente garantismo verso chi delinque.

    Rispondi

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