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Violenza sessuale a Guidonia: due romeni ai domiciliari in Nord Italia - Non si ripeta l'errore del caso Alessi

Violenza sessuale a Guidonia: due romeni ai domiciliari in Nord Italia - Non si ripeta l'errore del caso Alessi
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Partiamo dalla notizia battuta questa mattina dall'Ansa.  I due romeni accusati di aver favorito la latitanza dei 4 connazionali accusati dello stupro avvenuto a Guidonia, vicino a Roma, hanno ottenuto ieri pomeriggio gli arresti domiciliari in casa di alcuni parenti in nord Italia.
Secondo quanto appreso, dopo l’udienza di convalida di due giorni fa il gip di Tivoli Cecilia Angrisani ha disposto nel tardo pomeriggio di ieri gli arresti domiciliari per i due romeni perchè «sono incensurati e hanno a disposizione gli alloggi dove poter applicare le ordinanze di custodia emesse in sede di convalida il 29 gennaio».
Proprio in nord Italia, probabilmente in Veneto, erano diretti i due romeni accusati di favoreggiamento e due loro connazionali accusati dello stupro fermati dai carabinieri al casello autostradale di Tivoli.

Fin qui la notizia. E già si sono accese vivaci polemiche, sulla scarcerazione dei due. Ma questa ulteriore notizia del trasferimento in Nord Italia fa tornare alla mente la vicenda, a Parma tragicamente nota, di Mario Alessi. Se infatti, per il momento, per i due rumeni si parla solo di arresti domiciliari, l'eventuale revoca di questo provvedimento porrebbe poi queste persone (potenzialmente pericolose, anche se ovviamente da considerare colpevoli solo dopo sentenza definitiva) in grado di muoversi in un territorio dove nessuno li consce.

Esattamente quello che avvenne con Mario Alessi. Anzi, il suo caso fu ben più grave, considerato che per violenza sessuale si era già arrivati a una doppia condanna (primo grado e appello), e che il manovale venne dirottato dalla Sicilia a Coenzo, libero di muoversi fra gente ignara dei suoi trascorsi, fino alla tragica e bestiale impresa del rapimento e poi dell'uccisione di Tommy.

Già allora qualcuno (dai lettori che scrivevano alla Gazzetta, fino allo stesso sindaco Ubaldi) chiese: "possiamo sapere quanti Alessi girano indisturbati nei nostri territori?". Quella domanda è sempre rimasta senza risposta. Ora, che in qualche modo la vicenda giudiziaria di Guidonia la riporta d'attualità, è giusto riproporla. Anche perchè,  se è vero che la presunzione di innocenza e le garanzie della privacy devono valere per tutti, è altrettanto vero che la prima garanzia va data alla gente onesta che - nei modi che dovrà individuare la legge - ha il diritto di sapere se per vicino di casa ha un presunto violentatore.  (G.B.)

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  • Mario

    31 Gennaio @ 23.19

    caro basisco in effetti il tipo che ha protetto rossi doveva finire dentro perchè aveva coperto un omicida...é lì lo scandalo...questo non si é fatto un giorno di galera. riguardo ai rumeni é vero che fino a prova contraria non possiamo sapere se li hanno protetti consapevolmemte o meno...ma a me sembra strano che 4 persone chiedano ospitalità ad altri e cerchino di organizzarsi lafuga senza che chi li ospita non sappia da chi e perchè stanno fuggendo!finiamola di fare i garantisti verso queste persone! ci facciamo solo prendere in giro.

    Rispondi

  • gazzettadiparma.it

    31 Gennaio @ 20.42

    Chiudo anch'io rispondendo a Basisco. Lei fa osservazioni giuste. ma da parte mia tengo a ribadire che, al di là del parallelilsmo (che potrebbe anche essere forzato), ho voluto sfruttare quest'occasione per ricordare un problema che emerse tragicamente tre anni fa, e che nessuno ha più saputo affrontare. Come risolverlo non lo so neanch'io: però non voglio dimenticare che, se fosse stata studiata una legislazione diversa, forse oggi una mamma non piangerebbe il suo bimbo. E' uina semplice riflessione, che ho voluto girare, oltre che ai lettori, a politici e addetti ai lavori, sperando che qualcuno ci lavori sopra. Grazie a tutti per i contributi. (G.B.)

    Rispondi

  • Basisco

    31 Gennaio @ 20.27

    rispondo a mario: se è favoreggiamento, sarà stabilito nel corso di un processo. Se salterà fuori che questi non sapevano che stavano ospitando stupratori, saranno assolti, altrimenti condannati. così funziona e non mi sembra un caso di malagiustizia se il provvedimento cautelare che viene preso sono gli arresti domiciliari e non il carcere. se domani salta fuori che l'amico con cui hai passato la serata è un porco e tu per questo finisci in galera, vedrai come osanni qualcosa che si chiama tribunale del riesame e tutte le varie garanzie ... che qualunquismo.\r\n\r\nper g.b.: visto che facciamo parallelismi che non c\'entrano un bel niente, ricordo che l\'amico di Rossi, assassino di Maria Virginia Fereoli e di Andrea Salvarani, CONDANNATO per favoreggiamento per aver dato un passaggio a un pluriomicida sporco di sangue che gli aveva anche detto che cosa aveva fatto, di giorni di galera se ne è fatti ZERO. Dobbiamo allertare i vicini di casa o possono dormire tranquilli? lo stesso discorso non vale più o meno per tutti i reati? non è per questo che esiste la fedina penale? o dobbiamo fare come negli stati uniti, dove c\'è un database liberamente consultabile che archivia chi si è macchiato di reati a sfondo sessuale? e qui chiudo.

    Rispondi

  • Lorenzo

    31 Gennaio @ 20.23

    C'è un commento (lascio a voi capire quale) che sembra scritto da Borghezio nella prima parte e da Berlusconi nella seconda! Chi è un po' informato delle vicende italiche capirà subito a quale alludo. Che spettacolo!!

    Rispondi

  • gazzettadiparma.it

    31 Gennaio @ 17.31

    Devo ai lettori, su giusta segnalazione di un collega, un'ulteriore precisazione. L'invio al nord dei due rumeni nasce dalla presenza, appunto al nord, di loro parenti, presso i quali potranno essere applicate le ordinanze di custodia. Non si tratta, insomma, del vecchio "confino". Resta però, almeno a mio avviso, il problema della convivenza con chi vive in quei territori e da un giorno all'altro può trovarsi vicini di questo genere senza saperlo. (G.B.)

    Rispondi

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