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«Mia figlia scaricata dal bus in mezzo al nulla»

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«Ho vissuto dieci minuti di puro terrore».  E lui non riesce a dimenticarli quei dieci minuti, non digerisce quel che è successo a sua figlia la sera del 28 gennaio scorso.
«Lasciata sola al buio sul ciglio della strada alle porte di Sorbolo, in mezzo alla campagna. Una bambina di undici anni che piangeva, con il telefonino in mano. Se penso a quello che sarebbe potuto succedere... un malintenzionato qualsiasi poteva fermarsi e portalmela via».
Ma chi l'aveva lasciata lì?  «L'autista dell'autobus», risponde il padre, e torna indietro a raccontare dall'inizio una storia che lascia di stucco. «Io lavoro in via Mantova, vicino alla sede della Gazzetta. Quella sera ero al telefono con mia figlia, che era salita appena sull'autobus alla fermata di strada Elevata. La corsa delle 18,30, alla guida c'era una donna. Mi stavo  raccomandando con la bambina: “Di' all'autista di farti scendere alla fermata davanti alla Gazzetta, appena dopo il Mercatone”. Ho sentito con le mie orecchie mia figlia che lo chiedeva all'autista. Poi le ho chiesto dove si trovava. “Sono appena prima del cavalcavia di via Mantova, papà”. Io intanto stavo alla finestra a guardare, ma non ho visto nessun autobus fermarsi alla fermata stabilita». Passano cinque minuti, il padre è sempre più con il cuore in gola. Si riattacca al telefono. «Ma dove sei? Chiedi all'autista di farti scendere».
«Lo sa dov'era finita mia figlia? Appena prima di Sorbolo. L'autista l'aveva fatta scendere davanti a una palina della Tep, praticamente in mezzo al deserto. “La Gazzetta? L'abbiamo passata da un pezzo, ti conviene scendere qui”, ha detto a mia figlia e l'ha anche vista che cominciava a piangere spaventata. Ma io dico: si può fare una cosa del genere? Mollare lì da sola una bambina in lacrime invece di tranquillizzarla, dirle “ora faccio il giro e ti riporto alla fermata giusta?”».
Quella sera finì tutto bene: il padre inforcò lo scooter e si precipitò a prendere la figlia «e l'ho vista per puro caso in mezzo alla campagna». Questa cosa non gli è proprio andata giù. «La sera stessa ho chiamato la Tep, mi ha risposto una voce centralino e sentendo le mie proteste s'è detta dispiaciuta di quel che era successo. Il giorno dopo ho chiamato il punto Tep: hanno preso tutti i miei dati. “Le faremo sapere”. Ho chiamato ancora, nei giorni successivi, non ho mai ricevuto udienza. Nè un tentativo di spiegazione, tanto meno delle scuse. Un muro di gomma, praticamente».

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  • Sara

    03 Marzo @ 12.44

    Se la ragazzina di 11 anni ne dimostra effettivamente 16, stando a quanto dice il padre, allora mi spiego ancora di più che l'autista l'abbia fatta scendere. Si suppone che una sedicenne sia in grado di usare il bus e di arrangiarsi. Per commentare quello che altri hanno scritto, non credo che i ragazzini non possano viaggiare in bus da soli, certo che i genitori dovrebbero avere un'attenzione in più senza pretendere di delegarla ad altri.

    Rispondi

  • Cesare

    28 Febbraio @ 16.44

    Ah, ma quanti moralisti... Un padre non dovrebbe far salire la figlia di 11 anni sull'autobus. Mai sentito nulla di più ridicolo. Sono centinaia i genitori di Parma e provincia che ogni mattina fanno salire sui bus i loro figli per mandarli a scuola. Tutti pazzi, a leggere alcuni di questi post. Si tratta - appunto - di ragazzini dii 10, 11, 12 anni anni che al mattino prendono regolarmente l'autobus o la corriera. Al mattino sì, ma al pomeriggio no? Signore e signori, dalle ore 14 tutti i preadolescenti hanno il divieto di salire sul bus! Ammesso e non concesso che il padre abbia sbagliato (ripeto, ammesso ma NON CONCESSO), l'autista ha il diritto di scaricare una ragazza in aperta campagna? E poi: a quale età si può salire sul bus senza un adulto? Chiedete in giro come ho fatto io, un piccolo sondaggio tra colleghi e amici: nessuno lo sa. Forse perché gli studenti sono un patrimonio importante per le aziende di trasporto...

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  • salva

    27 Febbraio @ 21.01

    Sono il papà della "bambina". Ha 11 anni ma è alta come una ragazza di 16. Alle persone che si sono indignate perché ho dato il permesso a mia figlia di prendere l'autobus, rispondo che tutti i giorni mia figlia prende i mezzi della Tep per andare a scuola. Ho tre figlie e tutte sono delle ragazze in gamba, sanno muoversi in città con fiducia e sicurezza. Erano le 18 passate, non tarda sera. Doveva fare solo 3-4 minuti di bus, sono stato costantemente al cellulare fino a quando è salita e l'ho sentita chiedere all'autista di farla scendere davanti alla Gazzetta. Non vedendola arrivare ho pensato a un contrattempo. Davo per scontato che, avendo informato l'autista, era in mani sicure. Ma così non è stato. C'è una inesattezza nell'articolo: mia figlia NON ha chiesto di scendere. Quando l'ho chiamata al cellulare allarmato per il ritardo, le ho detto di chiedere alla conducente dove fossero. Quando l'autista ha risposto "vicino Sorbolo", mia figlia è scoppiata in lacrime e l'autista:: "La Gazzetta l'abbiamo passata da un pezzo, ti conviene scendere qui". Cioè in aperta campagna... Ogni commento è superfluo.

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  • Ida

    26 Febbraio @ 16.33

    Ho letto la sua storia con il cuore in gola, anch'io sono un genitore e approvo in pieno la sua indignazione. Se quella autista non ce l'ha ancora un figlio, e meglio che non diventi mai una mamma perchè penso che le donne hanno sempre l'istinto materno, e questa "signora", non ce l'ha.

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  • guli

    26 Febbraio @ 11.55

    il padre giustamente indignato ha ragione! è capitata la stessa cosa a ua delle mie figlie (!$ anni) che l'autista che fa il giro con la corriera per portare i ragazzi a scuola , al ritoprno non aspettasse la coincidenza da Parma!!! Cosi mi dovevo sobbarcare il tragitto (!3 Km x andare e 13 x tornare) e andare a prendermi mia figlia.Per non citare ciò che questo signore dice e fa con i più piccoli che frequentano le scuole medie! La TEP se non fai un esposto da loro, indaga (e intanto.giustamente. si pagano gli abbonamenti!)Io comunque ho avuto soddisfazione senza fare esposti, il signore in questione, aspetta le coincidenze e non minaccia più! Sarà stata la TEP o qualche cosa d'altro!

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