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Il nucleare dietro l'angolo: si riparla dell'ipotesi Caorso

Il nucleare dietro l'angolo: si riparla dell'ipotesi Caorso
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Saranno quattro le centrali nucleari previste in Italia. La prima dovrebbe essere pronta nel 2020.

L'accordo Berlusconi-Sarkozy ha riacceso nel nostro Paese un dibattito forte, che sembrava sopito dopo che Chernobyl e un referendum avevano bloccato il discorso. E naturalmente, alle tesi pro e contro il nucleare in generale, ora si appaia un ancor più coinvolgente discussione sulla localizzazione delle centrali.

Da una parte si torna a parlare delle località che già hanno segnato la breve storia del nucleare italiano: Trino Vercellese (Vercelli), Caorso (Piacenza), Montalto di Castro (Viterbo).  Fra queste, ovviamente, quella che più da vicino interessa Parma è Caorso: guarda il servizio realizzato dal Tg Parma.

Ma ci sono anche altre possibili localizzazioni in varie zone d'Italia. Due di queste sono in provincia di Mantova, e a loro volta vicine a Parma: in particolare Viadana, ma anche San benedetto Po. Per ora, in realtà , siamo solo a livello di indiscrezioni. E lo stesso numero dei siti potrebbe scendere a due (ferme restando le quattro centrali).

Intanto, l'Emilia è fra le Regioni che si sono subito schierate per il no, insieme a Piemonte, Toscana, Lazio, Puglia e Alto Adige.

Qual è il vostro pensiero sul nucleare italiano? E in caso di risposta favorevole, dove dovrebbero sorgere le centrali?

 

 

 

 

 

Ma anche di zone in Sardegna, Sicilia e Puglia. Sono queste le indiscrezioni emerse dopo l'intesa siglata tra il premier Silvio Berlusconi e il presidente francese Nicolas Sarkozy, 22 anni dopo il referendum contro l'energia atomica.


La procedura prevede che una commissione di saggi, nominata dal ministro dell'Intero, Claudio Scajola, valuti le candidature. L'ubicazione degli impianti di tecnologia francese EPR richiede zone poco sismiche o molto stabili, vicino a grandi bacini d'acqua, ma senza pericolo di inondazioni, possibilmente lontano da luoghi densamente popolati.

In base a questi criteri, il quotidiano "La Stampa" ha interpellato alcuni esperti che hanno individuato alcune zone adatte. Così sono rispuntati i siti già individuati negli Anni 70, ai tempi dei Piani Energetici Nazionali. Zone dove già esistevano centrali nucleari o erano previste.

I possibili siti
Restringendo il cerchio sono stati fatti i nomi di Caorso, nel Piacentino, e Trino Vercellese (Vercelli), perché collocati sulla Pianura Padana, caratterizzata da scarsa sismicità e disponibilità di acqua di fiume. Poi, Montalto di Castro, in provincia di Viterbo, adatto per scarsa sismicità e acqua di mare. Se si considera invece la lontananza da grandi centri abitati e la stabilità del terreno si possono vagliare la Sardegna, la costa rivolta verso l’Africa della Sicilia (che si è candidata), la Basilicata ed alcune aree della Puglia. Il Veneto, prosegue La Stampa, si è fatto avanti proponendo Porto Tolle (Rovigo). A questi, il quotidiano "Il Giornale" ha aggiunto Monfalcone (Gorizia), Chioggia (Venezia), Ravenna, Termoli (Campobasso), Mola (Bari), Scanzano Jonico (Matera), Palma (Agrigento) e Oristano.

Ma la maggior parte di questi luoghi sono già occupati da impianti energetiche tradizionali: a Porto Tolle c’è già una centrale a olio combustibile da 2500 MW, a Montalto di Castro già ci sono centrali (a carbone e olio) per 3300 MW; a Trino Vercellese una a ciclo combinato da 600 MW.

Mentre non avrebbero le caratteristiche di idoneità i siti del nucleare italiano prima del referendum sul nucleare di Latina e del Garigliano.

 


Sbloccare i fondi e dare il via libera in tempi brevi alla realizzazione in Italia del reattore sperimentale a fusione Ignitor. Lo chiede al governo il padre del progetto, il fisico Bruno Coppi, del Massachusetts Institute of Technology (Mit). Coppi, uno dei piu' autorevoli fisici internazionali, aveva lanciato l'idea di Ignitor dal 1977, con l'obiettivo di riprodurre in un reattore ''lo stesso tipo di reazione avvenuta all'inizio dell'universo'' per ottenere energia. La sede ottimale di Ignitor potrebbe essere la centrale nucleare di Caorso (Piacenza), ferma da oltre 20 anni. Per Coppi Caorso sarebbe ''la collocazione piu' economica'' per l'esperimento, che ''immagazzinerebbe solo tre grammi di trizio in tutto, che e' niente rispetto alle scorie radioattive che esistono''. Altri possibili siti sarebbero Tubirgo, vicino a Ispra e Rondissone, vicino Torino, ma Caorso e' il migliore, ''tenendo conto dell'accesso alla rete elettrica e delle dotazioni disponibili''. L'esperimento aspetta ormai solo il via libera: ''c'e' il progetto completo, piu' la dimostrazione della fattibilita' industriale'', e il merito, ha osservato Coppi, e' italiano. Anche i finanziamenti per il progetto sono stati assegnati, ma in ''gran parte non ci sono pervenuti''. Il fisico chiede quindi al governo di ''velocizzare il processo di decisione''
 

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  • Lambert

    27 Febbraio @ 08.13

    Ma che senso ha, adesso che il mondo va verso una piega eco-compatibile, andare verso il nucleare? Perchè fonti di energia tipo il fotovoltaico non le considera nessuno? c'è troppo poco da lucrarci sopra? Che schifo....

    Rispondi

  • walter

    26 Febbraio @ 22.48

    non ci sono risposte pro o contro e tutta aria fritta, siamo circondati da centrali dai paesi confinanti. Insorgeranno i verdi "che sono dei rossi malmaturi" . Sono come le petizioni pro o contro le antenne dei cellulari, grandi parole, ma nessuno considera l´inquinamento che abbiamo nelle nostre case, computer, televisiori, cellulari, frigoriferi, congelartori, frigoriferi e anche le lampadine a basso consumo ecc. ci facciamo coinvolgere dai cosidetti media, ma se modifichiamo la parola e meglio chiamarli merda

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  • marzio

    26 Febbraio @ 21.03

    SI SAPEVA GIA? Questo e' il titolo di un racconto annunciato da tempo. si sapeva gia' che tutto quanto non andava distruttoi, ma ristrutturato, cmq avanti tanto noi contiamo poco. Una volta facevano i referendum, oggi ci fanno solo promesse..................mai mantenute. grazie governo

    Rispondi

  • valerio

    26 Febbraio @ 19.36

    Egr. Sig. Montorsi, io non ho certo la competenza cha ha Lei nella questione. Apprezzo la sua spiegazione che non dubito essere pacata e autorevole. Ma vede, il fatto che, come dice Lei, a parte Chernobyl (che non mi pare poco...) non ci siano stati altri problemi nucleari non mi rassicura affatto su una cosa che è in ogni caso "potenzialmente pericolosa". In questo mondo a grosso rischio terrorismo, per esempio, non mi fa star sicuro per me e per i miei figli. Inoltre, Lei che ha competenza, allarghi un pò la sua disgressione e ci dica, per esempio, dove sono ora le scorie, dove vanno a finire queste pericolosissime scorie. Ma santo dio, possibile che si debba per forza percorrere sempre questa strada. Cordiali saluti......Valerio

    Rispondi

  • giuliano

    26 Febbraio @ 19.06

    Le centrali nucleari sono ai nostri confini, addirittura in Slovenia è installato un reattore BWR dagli anni 80 (doveva essere il raddoppio di Caorso, ma l'Enel non ha potuto accettare l'opzione). A causa dei referendum del 1987 il Governo Italiano sulla spinta del volere popolare ha fermato tutti i reattori funzionanti, Caorso in testa, anche se i tre quesiti referendari non chiedevano di fermare le centrali esistenti, bensì abolivano articoli di legge che toglievano gli incentivi ai Comuni e impedivano collaborazioni sul Nuclesre con altri stati e rigurdavano principalmente il reattore sperimentale del Brasimone. Oggi, causa la scelta del governo di allora, l'energia in italia viene prodotta principalmente con fonti "pregiate", vale a dire METANO e quindi lo bolletta energetica è notevolmente maggiore che negli altri stati Europei. Ricordo che sono installate centrali nucleari, non solo in Francia, in gan numero, ma anche i paesi meno importanti quali, Svizzara, illandia, Slovenia, Slovacchia ecc. I tecnici nucleari che hanno costruito Caorso e Montalto, ormai sono collocati in gran parte in pensione (come il sottoscritto), quindi ben venga la collaborazione con la Francia per ricominciare a formare nuovi tecnici nel campo nucleare. A parte Cernobil (Centrale di tencologia superata e costruita senza i necessari sistemi di sicurezza), quante centrali hanno provocato incidenti rilevanti?. Si è capito che io sono favorevole e per rispondere alla vostra domanda relativa alla collocazione dei futuri impianti, è certamente preferibile utilizzare i siti già individuati più di vent'anni fa per le condizioni sismiche e per la disponibilità di acqua per raffreddare (non il reattore) bensì il condensatore del vapore principale. Segnalo una inesattezza nel Vostro articolo: a Montalto di Castro la centrale da 3300 MW (composta da 4 gruppi da 660 MW e 8 gruppi Turbogas da 100 MW) è alimentata a Metano e non a Carbone e/o olio combustibile. Cordiali saluti G. Montorsi

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