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Sicurezza: nel vertice di Parma accordo Maroni-sindaci: sì a banca dati Dna e riforma della Polizia municipale

Sicurezza: nel vertice di Parma accordo Maroni-sindaci: sì a banca dati Dna e riforma della Polizia municipale
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di Andrea Violi

Criminalità organizzata, scippi e furti, prostituzione, immigrazione clandestina sono problemi sempre più pressanti, nelle medie città e non solo nelle metropoli. Le istituzioni però daranno risposte organiche, «di sistema», non provvedimenti scaturiti solo dall'emozione del momento. La repressione ci vuole ma le nuove norme dovranno puntare anche sull'integrazione.
Il ministro dell'Interno Roberto Maroni lo ha assicurato ai sindaci che hanno siglato la «Carta di Parma» sulla sicurezza. Il vertice è avvenuto a porte chiuse, seguito da una conferenza stampa, nel Ridotto del Regio. «E' stato un dibattito ricco di stimoli, che voglio recepire nei provvedimenti legislativi», ha detto Maroni, elogiando i sindaci per le loro capacità propositive.

I punti cardine dell'azione del governo sulla sicurezza? Al Senato è in corso un dibattito su un decreto e un disegno di legge sarà esaminato a partire dalla prossima settimana. Poi ci sono i provvedimenti europei sulla circolazione dei cittadini neocomunitari (provvedimenti da inserire in una legge delega). Maroni ha detto «sì» alla banca dati del Dna, utile per incastrare più facilmente gli autori di reati («Il dna è in tutte le cellule, non si può modificare bruciandosi i polpastrelli, come avviene oggi a volte per le impronte digitali»). Un altro asso nella manica è la riforma della Polizia municipale. (guarda il video)

Il ministro ha anche parlato di una proposta contro la prostituzione da inserire in un disegno di legge entro due settimane, rispondendo così alla richiesta del sindaco di Padova Zanonato, che ha parlato di «leggi vecchie» in questo campo. «Altri Paesi hanno risolto il problema con la regolamentazione e il controllo igienico-sanitario - ha detto il ministro - E se si fa una cosa del genere, dando la possibilità a queste signore di pagare le tasse». Il ministro ricorda di aver rilanciato nei giorni scorsi un'idea già formalizzata in una proposta di legge nella passata legislatura: i "quartieri a luci rosse". Maroni chiederà ai presidenti delle Commissioni «di togliere l’emendamento» che è stato presentato sul tema della prostituzione per spostarlo in un disegno di legge che - entro due settimane - possa recepire una proposta organica del governo, per l'approvazione entro fine luglio o agosto.

Quante risorse serviranno per tutte le novità previste sul tema sicurezza? Dalla riunione di Parma non sono emerse cifre, nemmeno indicative, dicono il ministro e i sindaci. Maroni rimanda la questione alla discussione sulla Finanziaria, che quest'anno sarà anticipata a luglio. Questo non toglie che le risorse - come ammette il ministro - è il tema principale, discutendo di sicurezza. Risorse che dovranno essere collocate fuori dal patto di stabilità.

MARONI ADOTTA LA "CARTA DI PARMA". Come ha detto il sindaco Pietro Vignali all'inizio della conferenza stampa, il ministro Maroni si terrà in contatto nel tempo con questo gruppo di 21 sindaci (si è aggiunto quello di Rovigo), per gli sviluppi dei provvedimenti sulla sicurezza.

Il ministro Maroni lo aveva detto nei giorni scorsi: il governo avrebbe fatto tesoro della Carta di Parma sulla sicurezza. Almeno in diverse sue parti, in particolare la richiesta di ampliare i poteri dei sindaci in termini di tutela della legalità. E ora i sindaci discuteranno  direttamente con il ministro Maroni le modalità con cui attuare i suggerimenti, in un incontro di carattere operativo. La Carta in pratica chiede al governo più poteri ai sindaci in materia di sicurezza, più risorse per le forze dell'ordine e sostegno ai progetti locali che puntino a sviluppare la sicurezza e l'integrazione sociale. Questo perché le città devono essere più sicure ma anche più accoglienti, come specifica il sindaco di Parma. «Nell’incontro torneremo prima di tutto a parlare dal pacchetto sicurezza che noi sindaci abbiamo firmato a Parma due mesi fa - spiega il sindaco Vignali -. Il ministro ha già adottato le nostre proposte sotto forma di decreto, in particolare l’estensione dell’ambito di applicazione dei sindaci in materia di sicurezza urbana, ora attendiamo l’approvazione del disegno di legge che è attualmente all’esame del Parlamento. Ci auguriamo che contenga altre disposizioni, da noi auspicate, quali l’inasprimento delle pene per reati commessi ai danni di soggetti deboli, come anziani o disabili, per i fenomeni di contraffazione, di occupazione di suolo o immobili pubblici o quelli dove sono impiegati minori per accattonaggio».

La sicurezza è una problematica trasversale e, lo ricordiamo, nel gruppo che ha sottoscritto il documento di Parma ci sono sindaci di entrambi i principali schieramenti. Fra gli altri, Flavio Tosi (Verona, di centrodestra), Giorgio Pighi (Modena, di centrosinistra), Roberto Reggi (Piacenza, di centrosinistra), Gian Paolo Gobbo (Treviso, centrodestra) e vari altri sindaci del Nord Italia. "Maggiori poteri significa per noi - dice Tosi - la possibilità che la polizia municipale possa trattenere in cella di sicurezza fino a 24 ore quelle persone che hanno compiuto atti contrari alla sicurezza cittadina". Sull'incontro di domani interviene anche il nuovo sindaco di Pisa, Marco Filippeschi, unico sindaco toscano nel gruppo dei Venti che si sono incontrati a Parma. "Chiederemo al governo - dice Filippeschi - anche di dotare le forze dell’ordine di più uomini operativi in strada e magari più giovani, per questo tipo di servizi di vigilanza».

PROPOSTE CONTRO LA PROSTITUZIONE. Fra i sindaci al tavolo con Maroni  c'è stato quello di Padova, Flavio Zanonato, che fa una proposta aggiuntiva: vietare per legge la prostituzione sulle strade. «Occorre una norma molto semplice, che non è contenuta nel pacchetto sicurezza ma che spero possa essere approvata dal Parlamento - dice Zanonato -. Un unico articolo che reciti: “è proibita la prostituzione per strada”. Serve una legge che preveda una sanzione amministrativa per chi viola il divieto, un’ammenda consistente sia per chi si prostituisce, sia per i clienti». E la possibilità di emettere queste multe e ammende dev'essere data ai Comuni, secondo Zanonato. «Anche in questo modo si contribuisce a rendere più vivibili le città e a ridurre il disagio e le paure dei cittadini - aggiunge il primo cittadino di Padova -. Con l’arrivo dell’estate, il fenomeno tornerà ad aumentare».

La proposta non viene da un sindaco qualunque: l'anno scorso la sua ordinanza anti-prostituzione portò a oltre 500 multe effettuate e scatenò proteste pubbliche da parte delle «lucciole».

Secondo voi come si può contrastare il fenomeno della prostituzione? Basterebbero le richieste di Zanonato per risolvere il problema? Lasciate un commento nel "Dite la vostra".

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  • Buno Carloni

    10 Giugno @ 09.50

    E' giusto proibire la prostituzione su strada ma bisogna anche organizzarla in quartieri a luci rosse, regolamentata, controllata e legalizzata. Dare più poteri ai Sindaci ed espellere chi è abusivo, nullafacente o chi viola le leggi.

    Rispondi

  • Viviana

    09 Giugno @ 17.58

    Ogni regione ha una sua realtà.Ed è inutile voler parlare di piccoli palliativi,parzialmente risolutivi sui piccoli,poveri ricchi di speranze.Aiutiamo quest'Italia a crescere.

    Rispondi

  • Dub

    09 Giugno @ 11.29

    Io supplicherei Ministro e Sindaco di aumentare sensibilmente il controllo del territorio. Inoltre i servizi sociali non credo dovrebbero erogare benefici a chi ha scelto parma come proprio covo di clandestinità, protetto da una legislazione imperfetta, senza contribuirne allo sviluppo. E non venitemi a dire che "l'apporto culturale è rilevante" perchè mi scappa da ridere. Civiltà e pagare le tasse per ottenere servizi, questo ci vuole per parma e provincia.

    Rispondi

  • Francesco

    09 Giugno @ 11.15

    Il bisogno di maggiore sicurezza e di una piu' incisiva lotta contro la delinquenza e' una necessita' sentita da tutti. Il problema, pero' , e' molto vasto, e comporta l' interazione di diversi fattori. In Italia siamo abituati a fare Leggi che minacciano tuoni , fulmini e saette, ma che, poi, finiscono in nulla e restano inapplicate. Si guardi, per esempio, la "Bossi-Fini" contro l' immigrazione irregolare. Avrebbe comportato una raffica di espulsioni , che non sono mai state fatte. Direi che, per lottare efficacemente contro la criminalita', avremmo bisogno di piu' Forze dell' Ordine. Gli Organici di Polizia e Carabinieri sono insufficienti. Di notte, a Parma , tra l' una e gli altri , abbiamo in servizio non piu' di una diecina di uomini. Per supplire la carenza vengono utilizzati sempre piu' , in servizio di Polizia Giudiziaria, gli ex Vigili Urbani , che prima erano solo Impiegati Comunali , oggi sono Agenti di Polizia a tutti gli effetti (Polizia Municipale o Polizia Locale). Bisogna dare alle Forze dell' Ordine i mezzi e le attrezzature per operare. Oggi , nelle Questure, il Servizio delle "Volanti" viene effettuato con auto che hanno 150000-200000 chilometri. Molte sono ferme per guasti che non possono essere riparati perche' non ci sono i soldi per pagare l' Officina. Nei Tribunali mancano Personale di Segreteria, impiegati e cancellieri. Molti Magistrati devono usare , per lavorare, il proprio personal computer perche' l' Amministrazione Giudiziaria non li fornisce, oppure sono antidiluviani o guasti , ma non ci sono i soldi per ripararli o cambiarli. I Magistrati devono comperarsi, di tasca propria, il "toner" e la carta per le fotocopiatrici e le stampanti. La risposta a tutto questo da parte dei Governi e' la solita : non ci sono i soldi e la spesa pubblica va diminuita. E, cosi' , facciamo Leggi che , in teoria, minacciano tuoni, fulmini e saette , ma delle quali, poi, non importa niente a nessuno, e servono, piu' che altro, per fare propaganda al Governo. Bisogna che ci sia certezza della pena Non e' possibile che criminali pericolosi , che hanno commesso delitti orrendi , dopo pochi anni siano in liberta', e, spesso , commettano altri feroci crimini. E' vero che la Costituzione prescrive che la pena deve tendere al recupero sociale del condannato, ma, questa, e' una delle funzioni della pena , non certo l' unica. E' pure funzione della pena mettere in condizioni di non nuocere individui che rappresentano un grave pericolo per le persone dabbene. E' pure funzione della pena rendere giustizia e soddisfazione alle vittime, altrimenti ciascuno si sentira' legittimato a farsi giustizia da solo. E' pure funzione della pena dimostrare ai criminali che , se fanno male agli altri , la Societa' e' capace di difendersi infliggendo sofferenze anche a loro. I cosiddetti "benefici di Legge" vanno drasticamente ridotti. Non e' accettabile che ci siano detenuti in semiliberta' che , la sera , vanno a dormire in carcere , e di giorno, vanno fuori a fare rapine ! Bisogna reintrodurre le figure del "delinquente abituale" e del "delinquente per tendenza" , ai quali non va concesso nessun beneficio. Aveva ragione il "Codice Rocco" : sospensione condizionale della pena solo per gli incensurati alla prima condanna, e a condizione che non sia superiore ad un anno, altrimenti chi e' condannato alla prigione deve andarci e rimanerci ! Ma non abbiamo posti sufficienti nelle Carceri , non abbiamo abbastanza Agenti di Polizia Penitenziaria , perche' non ci sono i soldi. D' altra parte , abbiamo comportamenti governativi incoerenti, con un Ministro degli Interni che dice che l' immigrazione clandestina e' reato , ed un Capo del Governo che dice di no. Si propone di perseguitare le prostitute , poi si vogliono proibire le intercettazioni telefoniche , che sono uno strumento d' indagine preziosissimo, senza il quale molti delitti , in questi anni, sarebbero rimasti impuniti. Ma, siccome ci hanno lasciato le penne anche diversi "Onorevoli" (si fa per dire..) , e' meglio che ci dedichiamo alla caccia alle puttane !

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