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Il Freee aperto nonostante l'ordinanza

Sopralluogo dei vigili urbani, che però non hanno preso provvedimenti

Discoteca Freee

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Andrea Del Bue
L’avevano annunciato e l’hanno fatto: i gestori del Freee, ex Astrolabio, la discoteca di via Zarotto per cui è stata ordinata, nel pomeriggio di venerdì, la chiusura da parte del Comune, ha comunque aperto i battenti.
Ore 2, musica a palla, balli in pista, bancone che lavora, ritardatari in coda per l’ingresso. Come se nulla fosse, come se il Comune non ne avesse sancito la «completa abusività» a causa, si legge nel comunicato emesso dai portici del grano, della mancanza «dell’autorizzazione di cui all’art. 68 e dell’agibilità di cui all’art. 80 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza». In altre parole, la discoteca «risulta priva di qualsivoglia licenza». 
Non abbastanza per i gestori del locale che sono andati avanti per la loro strada: «Abbiamo ricevuto la comunicazione solo alle 17 - spiega uno dei responsabili -: tenere chiuso, per noi, avrebbe significato una perdita di 10 mila euro tra oggi (venerdì, ndr) e sabato (ieri sera, ndr). All’interno ci saranno poco più di 150 persone, mentre una serata come questa dovrebbe farne 600: per noi il danno in termini di entrate, e soprattutto di immagine, è enorme». Verso l’1,30, la visita degli agenti della Polizia municipale: hanno scartabellato un po’ tra i documenti e hanno redatto un verbale di sopralluogo, che trasmetteranno poi all’autorità giudiziaria, in cui si attesta la violazione dell’ordinanza di chiusura. Ma non hanno imposto l’immediata chiusura del locale. 
«Teniamo aperto anche domani, non possiamo fare altrimenti - osservano dal Freee -: lunedì poi, come d’accordo coi vigili, porteremo tutti i documenti in Comune, per verificare cosa c’è e cosa manca». A questo punto uno dei gestori non fatica ad ammettere che «sicuramente abbiamo peccato in alcuni passaggi burocratici dalla precedente gestione, ma voglio anche dire che siamo aperti dal 5 ottobre e non c’è mai stato un problema di ordine pubblico». In questi casi, però, si sa che contano più le carte, che devono essere in regola. Sulla polemica riguardante il «devasto totale» che gli organizzatori della serata, intitolata «Caraffa party» (2 litri a 7 euro), hanno proposto via Facebook, dalla discoteca precisano: «Nel volantino promozionale non c’era nulla di tutto questo, ma solo lo spirito di aggregazione che volevamo condividere: le persone che bevono con la cannuccia dalla stessa caraffa. Invece qualcuno, su internet, è andato un po’ oltre. In ogni caso, siamo convinti che l’ordine di chiusura del Comune nasca proprio da questo polverone scatenatosi tra l’opinione pubblica e non dalla regolarità o meno dei permessi».  
Andrea Del Bue

 

L’avevano annunciato e l’hanno fatto: i gestori del Freee, ex Astrolabio, la discoteca di via Zarotto per cui è stata ordinata, nel pomeriggio di venerdì, la chiusura da parte del Comune, ha comunque aperto i battenti.Ore 2, musica a palla, balli in pista, bancone che lavora, ritardatari in coda per l’ingresso. Come se nulla fosse, come se il Comune non ne avesse sancito la «completa abusività» a causa, si legge nel comunicato emesso dai portici del grano, della mancanza «dell’autorizzazione di cui all’art. 68 e dell’agibilità di cui all’art. 80 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza». In altre parole, la discoteca «risulta priva di qualsivoglia licenza». Non abbastanza per i gestori del locale che sono andati avanti per la loro strada: «Abbiamo ricevuto la comunicazione solo alle 17 - spiega uno dei responsabili -: tenere chiuso, per noi, avrebbe significato una perdita di 10 mila euro tra oggi (venerdì, ndr) e sabato (ieri sera, ndr). All’interno ci saranno poco più di 150 persone, mentre una serata come questa dovrebbe farne 600: per noi il danno in termini di entrate, e soprattutto di immagine, è enorme». Verso l’1,30, la visita degli agenti della Polizia municipale: hanno scartabellato un po’ tra i documenti e hanno redatto un verbale di sopralluogo, che trasmetteranno poi all’autorità giudiziaria, in cui si attesta la violazione dell’ordinanza di chiusura. Ma non hanno imposto l’immediata chiusura del locale. «Teniamo aperto anche domani, non possiamo fare altrimenti - osservano dal Freee -: lunedì poi, come d’accordo coi vigili, porteremo tutti i documenti in Comune, per verificare cosa c’è e cosa manca». A questo punto uno dei gestori non fatica ad ammettere che «sicuramente abbiamo peccato in alcuni passaggi burocratici dalla precedente gestione, ma voglio anche dire che siamo aperti dal 5 ottobre e non c’è mai stato un problema di ordine pubblico». In questi casi, però, si sa che contano più le carte, che devono essere in regola. Sulla polemica riguardante il «devasto totale» che gli organizzatori della serata, intitolata «Caraffa party» (2 litri a 7 euro), hanno proposto via Facebook, dalla discoteca precisano: «Nel volantino promozionale non c’era nulla di tutto questo, ma solo lo spirito di aggregazione che volevamo condividere: le persone che bevono con la cannuccia dalla stessa caraffa. Invece qualcuno, su internet, è andato un po’ oltre. In ogni caso, siamo convinti che l’ordine di chiusura del Comune nasca proprio da questo polverone scatenatosi tra l’opinione pubblica e non dalla regolarità o meno dei permessi».  

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  • Laura

    18 Novembre @ 11.47

    Ma non avendo la licenza, questo locale le paga le tasse???? Come mai per il fruttivendolo di via spezia il Comune ha trovato mezzi, persone, tempo e risorse per farlo sgomberare mentre per questa discoteca hanno solo detto che non potevano aprire? Se manca l'agibilità vuol dire che le persone non sono al sicuro... come mai hanno fatto aprire il locale in ogni modo????

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