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il ciclone cleopatra

I sardi di Parma: "Un disastro. Siamo molto spaventati"

Pira del Circolo Deledda: "Ci stiamo attivando per aiutare chi ha bisogno". Marco Dessì: il mio paese sott'acqua. Giuseppe Mesina: c'è ancora pericolo.- Oggi sulla Gazzetta di Parma

Sardegna sott'acqua

Il ciclone "Cleopatra" ha colpito la Sardegna

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Mara Varoli
«Al mio paese sono duemila le persone sfollate e io sono molto preoccupato». Marco Dessì, conosciuto barista de «Il segreto dei nobili», di via Collegio dei Nobili, è originario di Terralba, in provincia di Oristano, una delle zone più colpite dal ciclone Cleopatra, che in Sardegna oltre agli ingenti danni ha provocato la morte di ben 17 persone. «Mia mamma Ausilia - prosegue Marco - abita nella parte alta del paese di Terralba e per ora non ha subito danni, ma mia sorella Maura, che invece abita nella parte bassa, si è dovuta trasferire: stamattina al telefono mi ha detto che dalla finestra vedeva l'acqua salire e l'immagine era impressionante. Certo, che sono preoccupato. I negozi sono tutti allagati e le strade sommerse. Nel paese vicino al mio, Uras a quattro chilometri, è tutto ricoperto dal fango. Un uomo nel tentativo di salvare la moglie, che purtroppo è deceduta, è ora ricoverato in ospedale in gravi condizioni. Insomma, per ora non tornerò a casa, ma sono spaventato dalla situazione, anche perchè c'è ancora l'allerta della protezione civile». 
Giuseppe Mesina, titolare del noto «Casale Mariposa» di Mamiano ha appena chiuso la telefonata con alcuni amici che purtroppo stanno vivendo i drammatici effetti del ciclone: «Nessuno ricorda un evento del genere, nemmeno gli anziani - racconta -. Forse nel 1956, ma non ci sono stati gli stessi danni. Il mio paese è Orgosolo, a circa 650 metri d'altezza, in provincia di Nuoro: per fortuna la mia casa è salva, ma gli edifici più vecchi hanno avuto seri problemi. Nella vallata, invece, è stato un disastro: è tutta allagata, le casette dei pastori e le stalle con dentro gli animali sono state spazzate via. Anche a Orosei, dove abitano i miei amici, sulla strada che da Nuoro porta a Olbia, è tutto allagato: almeno un metro e mezzo d'acqua. E lì c'è poi l'allarme per la diga di Torpè. Molta gente non dorme più a casa: la paura è tanta. In più, sono in pensiero per un mio caro amico di Arzachena, perchè è da ieri che lo chiamo e non mi ha ancora risposto: ho il timore che sia successo qualcosa». E conclude: «Comunque, la comunità sarda e i circoli presenti a Parma offriranno sostegno e solidarietà agli alluvionati».
Anche Luisella Cincidda del Laboratorio di moda Izabel Narciso di via Padre Onorio ha subito telefonato ad amici e parenti: «Fortunatamente sono tutti salvi - dice -. I miei parenti vivono tra Cagliari e Oristano ma non hanno avuto danni. Tuttavia, sono molto spaventati, perchè un clima così non lo avevano mai visto: fino a domenica si poteva fare ancora il bagno, poi è arrivata la pioggia e improvvisamente il giorno è diventato notte: un vento anomalo, una pioggia torrenziale e l'aria umida caldissima. Sembrava veramente che fosse arrivato un tempo tropicale, molto strano per la Sardegna». 
Federica Puddu, 28enne e disoccupata, vive ad Olbia ma ha molti amici nella nostra città: «Lunedì ero a casa, vivo al terzo piano di un palazzo - spiega Federica -. Alle 17 è mancata la luce, c'era tutto buio e nessuno aveva la corrente: era dalla mattina che pioveva e il temporale aumentava sempre di più. Fino alle 19, però, la situazione sembrava sotto controllo poi all'improvviso l'acqua è salita al metro: in strada si vedevano solo i tettucci delle auto e non si poteva uscire di casa. I piani più bassi del mio, un attimo dopo erano completamente allagati. Così, ieri mattina abbiamo aiutato i vicini a pulire. Ancora oggi c'è l'allerta, ma il ciclone si è spostato. Abbiamo tutti tanta paura e chi abita ai piani terreni è ancora in pericolo, ma tutti sono pronti ad ospitare chi ha bisogno. Purtroppo, la nostra auto, una Fiat Fiesta che era parcheggiata nel cortile interno del palazzo, è finita sott'acqua e ora è da buttare via».
Quando la natura si ribella e questa volta è toccato a una delle isole più amate dai parmigiani. Giuseppina Pira è presidente del circolo Grazia Deledda. E' insegnante di Italiano e storia a Sant'Ilario, ma vive a Parma dai tempi dell'università: «Il mio paese è Bitti e lì c'è anche un disperso: il figlio si è salvato, ma il padre probabilmente è stato inghiottito dal fango - ricorda Giuseppina -. Basta dire che per l'alluvione si sono aperte delle voragini. E io sono costantemente in contatto con la mia famiglia: i miei fratelli e le mie sorelle. Bitti si trova in una zona collinare e non si è mai vista tanta pioggia: è un vero disastro e la gente è chiusa in casa a guardare i fiumi d'acqua. Il paese è ormai spettrale e i miei compaesani stanno cercando di pulire dal fango, con tutto quello che l'acqua si porta via. Ho anche parenti che vivono a Olbia e lì è stato ancora peggio: non solo negozi e case allagati, ma sembrava davvero che il mare fosse entrato in città. Chiaramente come circolo ci stiamo attivando per aiutare chi ha bisogno e lo faremo attraverso delle iniziative. Già la Sardegna era in ginocchio per la crisi, poi è arrivato questo ciclone: non ci voleva proprio».  
Mara Varoli

«Al mio paese sono duemila le persone sfollate e io sono molto preoccupato». Marco Dessì, conosciuto barista de «Il segreto dei nobili», di via Collegio dei Nobili, è originario di Terralba, in provincia di Oristano, una delle zone più colpite dal ciclone Cleopatra, che in Sardegna oltre agli ingenti danni ha provocato la morte di ben 17 persone. «Mia mamma Ausilia - prosegue Marco - abita nella parte alta del paese di Terralba e per ora non ha subito danni, ma mia sorella Maura, che invece abita nella parte bassa, si è dovuta trasferire: stamattina al telefono mi ha detto che dalla finestra vedeva l'acqua salire e l'immagine era impressionante. Certo, che sono preoccupato. I negozi sono tutti allagati e le strade sommerse. Nel paese vicino al mio, Uras a quattro chilometri, è tutto ricoperto dal fango. Un uomo nel tentativo di salvare la moglie, che purtroppo è deceduta, è ora ricoverato in ospedale in gravi condizioni. Insomma, per ora non tornerò a casa, ma sono spaventato dalla situazione, anche perchè c'è ancora l'allerta della protezione civile». ........L'articolo completo sulla Gazzetta di Parma in edicola

 

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