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IL CASO

L'allarme del Centro antiviolenza: già 201 donne hanno chiesto aiuto. Per sè e per i figli

In 193 quest'anno hanno subito violenze: "solo" 20 erano casi già noti. E ne sono vittime anche più della metà dei loro figli

Violenza sulle donne

Violenza sulle donne: aumentano le richieste di aiuto

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"Solo" 20 erano casi noti, "vecchie conoscenze" che sono purtroppo tornate a chiedere aiuto. Le altre 173 donne su 193 che hanno subito violenza (ma il numero totale di assistite è 201) nel corso di questo 2013 ancora lontano dal finire hanno invece bussato alle porte dell’Associazione Centro Antiviolenza per la prima volta. Raccontando il proprio incubo personale e spesso - in oltre la metà dei casi in cui sono presenti - quello dei propri figli.

E' quello che emerge dai numeri forniti dal Centro Antiviolenza, che in occasione del 25 novembre, Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, ha voluto rendere pubblici i dati che la riguardano e presentare le iniziative che la coinvolgeranno.

"Al 31 ottobre 2013, sono 201 le donne accolte al Centro Antiviolenza, di cui 193 hanno subito violenza. Di queste 173 sono nuovi contatti, mentre 20 sono le donne che hanno continuato a seguire un percorso di uscita dalla violenza iniziato negli anni passati. La maggior parte delle donne (99) sono italiane; le straniere che si sono rivolte al Centro nel corso di quest’anno sono state 64. Per dieci donne non è stato rilevata la provenienza geografica. La maggior parte di loro (134 donne) ha uno o più figli/e, spesso vittime di violenza anche loro. Su un totale di 246 figli/e, infatti, il 58,5% è vittima di violenza (144 figli/e).

La violenza più diffusa è quella psicologica (riscontrata in 157 casi), seguita da quella fisica (116). Più rare la violenza economica (69) e sessuale (27). Nell’analizzare questi dati bisogna tener conto che difficilmente la violenza viene esercitata in una sola forma. Molto più spesso, le donne che si sono rivolte al centro hanno subito più forme di violenza in forma congiunta.

Per quanto riguarda le case rifugio, nel corso di questo 2013 sono state ospitate 12 donne, dieci delle quali sono state accolte insieme ai loro figli/e (19) per un totale di 31 persone ospitate, tra donne e figli/e ospitati/e.

Questi numeri purtroppo dimostrano, se ancora ce ne fosse bisogno, come la violenza di genere sia radicata anche a Parma e provincia e il ruolo fondamentale svolto dall’Associazione Centro Antiviolenza che si pone sempre più come punto di riferimento per tutte le donne che nel corso della loro vita sono state vittime di violenza ma anche come luogo di riflessione e di pensiero rispetto al contrasto, alla prevenzione e alla formazione.

Un radicamento che si esplicita anche nelle tante iniziative organizzate dall’Associazione per far conoscere il proprio lavoro ed il proprio pensiero.

 

A tal proposito, domani, sabato 23 novembre, l’Associazione Centro Antiviolenza parteciperà sia alle iniziative proposte dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia Romagna al Teatro Farnese sia alla manifestazione “Non per amore” prevista dal Comune.

Vero momento clou delle iniziative che coinvolgono l’Associazione, però, sarà lo spettacolo “Marcella. O dell’uccisione dell’anima” della compagnia sarda “I Barbariciridicoli” prevista per domenica 24 novembre alle 20.45 presso l’Auditorium Toscanini.

Lunedì 25 novembre, invece, prosegue la rassegna cinematografica “Mi prendo e mi porto via”, organizzata con il Cineclub Zelig e la Cgil al cinema Astra.

 

 

Ed ancora il 30 novembre l’Associazione sarà protagonista di “Oltre la violenza - storie di donne. L'esperienza dello sportello di Fidenza” organizzato con la collaborazione del Comune di Fidenza per sottolineare le attività svolte sul territorio.

Ma in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, l’Associazione Centro Antiviolenza di Parma vuole anche lanciare la campagna One Billion Rising 2014, quasi a creare un ponte ideale che arriverà al 14 febbraio 2014. Come l’anno scorso, infatti, l’Associazione Centro Antiviolenza ha deciso di farsi portavoce e promotrice sul territorio della campagna lanciata a livello globale da Eve Ensler. Il 14 febbraio 2013, molte persone nel mondo si sono riunite per scioperare, danzare e manifestare in segno di sfida contro le ingiustizie subite dalle donne, chiedendo che si ponga fine alla violenza contro di loro. E anche Parma ha dato il suo importante contributo. Per questo nuovo anno, l’argomento cardine della campagna sarà la giustizia. One Billion rising for Justice - questo il nome ufficiale dell’iniziativa - è un appello globale per le donne vittime di violenza e quelle che le amano, a riunirsi in comunione e solidarietà fuori dai luoghi in cui si amministra la giustizia. È un invito per le vittime a rompere il silenzio e a raccontare le loro storie di dolore e speranza attraverso l'arte, la danza, le marce, i rituali, il canto, la parola, le testimonianze e tutto ciò che meglio esprime la loro indignazione, le loro necessità, il loro desiderio e la loro gioia nel non essere soli.

Un invito che l’Associazione Centro Antiviolenza lancia ogni giorno, da più di vent’anni. " 

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  • marirhugo

    25 Novembre @ 21.07

    e questo qui continua Adesso si vanta pure. Ma sei da codice penale, Fai il bravo dacci un taglio e chiedi scusa. e soprattutto non si parla degli schiaffi che hai dato a tua moglie in un articolo dove si parla di omicidi. Maritino da settimana enigmistica

    Rispondi

  • Vercingetorige

    23 Novembre @ 19.42

    Da quello che scrivi , e da come lo scrivi , direi che, ad avere bisogno urgente di cure , sei tu ! Sei un incompetente ! Se così non fosse , sapresti, come già ho tentato di spiegarti, che i "femminicidi" sono opera di "stalkers" patologici , , assolutamente non assimilabili ad un marito esasperato che dà uno schiaffo ad una mogliastra che se lo merita !

    Rispondi

  • marirhugo

    23 Novembre @ 15.18

    tutti gli omicidi sono cominciati con uno schiaffo. Solo pensare di avere il diritto di dare schiaffi sacrosanti e' disgustoso, fattela curare l' esasperazione; ci sono tanti farmaci adatti , maritino esasperato, da settimana enigmistica. E facci sapere di dove sei. che se sei di certi posti, potrebbero arrivare tanti bei commenti di solidarieta' alle donne. invece, che di uomini vittime

    Rispondi

  • Vercingetorige

    23 Novembre @ 12.47

    Tempo fa ho visto , in una trasmissione televisiva , la solita giovincella "reporter" rampante, che, verosimilmente in carenza di idee proprie , cercava di cavalcare il luogo comune corrente del "femminismo". Poichè si dice che, nella morale islamica , sia concesso al marito picchiare la moglie , la "Pulitzer" in erba intervistava una giovane donna velata , chiedendole se lo riteneva giusto. La mussulmana ha risposto : "NO, SE NON SE LO MERITA" ! Avete da imparare da quella giovane con l' hijab !

    Rispondi

  • Vercingetorige

    23 Novembre @ 12.23

    GLI "SCHIAFFI SACROSANTI" CHE FINISCONO IN OMICIDIO SONO POCHISSIMI , QUASI NESSUNO ! Quelli che li danno sono uomini esasperati , non assassini ! I "FEMMINICIDI" ( neologismo orribile al quale si potrebbe affiancare il "maschicidio" ) SONO "STALKERS" PATOLOGICI , NON UOMINI INGIUSTAMENTE ANGUSTIATI DALLE UMILIAZIONI DI UNA MEGERA ! Per quanto riguarda gli "stalkers" patologici è chiaro che bisognerebbe trovar modo di proteggere meglio le vittime . Un foglio della Questura spesso , purtroppo, non basta. Però è anche difficile stabilire cosa fare. Mettere la donna sotto scorta permanente come il Presidente della Repubblica ? Far pedinare, passo per passo, giorno e notte, lo "stalker" ? Dare condanne all' ergastolo per il reato di molestie ? Certo, sapere che una donna è stata assassinata dopo una lunga persecuzione , ripetutamente denunciata senza risultato , è angoscioso , ma non si sa esattamente cosa fare.............

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