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Lavagetto e le maxibollette: "Una anomalia nella configurazione" - L'opposizione: "Necessarie le dimissioni" - In 5 mesi addebiti per 90mila euro

Lavagetto e le maxibollette: "Una anomalia nella configurazione" - L'opposizione: "Necessarie le dimissioni" - In 5 mesi addebiti per 90mila euro
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Novantamila euro più Iva. A tanto ammonta il traffico telefonico 'wap', cioè di connessione ad Internet, di cinque mesi del cellulare di servizio di Giampaolo Lavagetto, assessore alle Politiche scolastiche del Comune di Parma e fresco candidato alla presidenza della Provincia per il Pdl. Secondo Telecom, tra agosto 2008 e gennaio di quest’anno, Lavagetto ha 'navigatò o comunque inviato e ricevuto dati per circa 90.000 euro. Il Comune di Parma ha chiesto chiarimenti al gestore che ha confermato gli importi.
Lavagetto, in un comunicato, si è dichiarato vittima di «pirateria telefonica» e suppone che il suo cellulare di servizio sia stato «clonato» perchè «dopo anni di normale funzionamento è risultato destinatario di una enorme mole di dati telematici in entrata». L’assessore comunale ha spiegato di essere stato informato ieri dal sindaco di Parma Pietro Vignali degli importi richiesti dal gestore di telefonia mobile.

  

LA CONFERENZA STAMPA - Lavagetto ha tenuto nel tardo pomeriggiouna conferenza stampa: si è parlato di una "configurazione anomala" del telefonino, relativamente alle connessioni internet. E ha aggiunto che questa vicenda non cambierà la situazione per quanto riguarda la sua candidatura a presidente della Provincia (domani dovrebbe esserci la presentazione ufficiale). "Dimettermi?" Se ci fossero colpe, un assessore che fa queste cose sarebbe da linciare. Ma un'anomalia tecnica è tutta un'altra cosa".

 

L'OPPOSIZIONE: "SI DIMETTA" - E intanto oggi ha preso posizione la minoranza, con un comunicato nel quale si chiedono le dimissioni dell'assessore. Ecco il testo:

I giornali di oggi riportano la notizia che il telefonino di servizio dell'Assessore alle Politiche Scolastiche del Comune di Parma , tra agosto 2008 e gennaio 2009 , ha registrato un traffico WAP  di Euro 90.000 ( in virtù di una bolletta di Euro 14,000,00 , di una di Euro 43.000,00 e di una di Euro 32.000,00).
Se ed in quanto non riconducibile - in termini di necessaria strumentalità - all'espletamento di compiti istituzionali , il dato surrichiamato indica - oggettivamente - un danno patrimoniale per il Comune di Parma e la necessità di verificare se si concretizzi, nel caso di specie , il reato di peculato (  art. 314 c.p. ) , astrattamente ipotizzabile sul piano oggettivo.
La sussistenza dell' effettiva responsabilità dell'Assessore - tanto nei confronti del Comune , quanto sotto l'aspetto penale  ( e trattasi di profili non necessariamente interdipendenti ) - sarà valutata dagli Organi competenti e dipenderà da molteplici elementi : Su di essa , doverosamente , non si  intendono anticipare valutazioni di sorta per rispetto del principio generale , per il quale la responsabilità  si accerta e non si presume , e , quanto alla responsabilità penale , in osservanza del 2° comma dell'art. 27 Cost.
Si prende atto che l'Assessore interessato non ha negato la circostanza , ma ha lamentato , a propria discolpa , l'ipotesi di essere vittima di pirateria telematica : l'accertamento spetta agli Organi della Polizia postale e la valutazione delle risultanze all'Amministrazione comunale e all'Autorità giudiziaria per i rispettivi ambiti.
Allo stato ,  comunque ,la situazione dell'Assessore diventa incompatibile con il proprio ruolo in Comune : la vicenda , infatti , pone  - oggettivamente - in conflitto di interessi l'Assessore con l'Amministrazione Comunale , che  già  avrebbe dovuto - e , comunque ,non potrà esimersi dal -chiedere ragione della spesa all'Assessore medesimo . La contrapposizione degli interessi , conseguentemente , è , al momento , ineludibile . Le dimissioni o , quanto meno , la sospensione  dalle funziomi assessorili  appaiono , pertanto , un atto dovuto , a cui , in difetto di  gesti spontanei , dovrebbe sentirsi tenuto il Sindaco.
Ciò premesso , non può tacersi che la vicenda presenta anche altri profili .
Chi ha aspettato la terza bolletta ( ed ulteriore tempo rispetto all'arrivo di questa ) per chiedere conto all'Interessato ?
Per quale ragione ,quando è arrivata la prima bolletta di Euro 14.000 , 00 ,non è stata avanzata una contestazione tempestiva. anche a tutela dell'Assessore ?
E' evidente , a questo proposito , che , se davvero si trattasse di pirateria telematica , si sarebbe evitato l'aggravarsi della situazione .
E' stata avanzata una comunicazione ufficiale all'Assessore a tutela della posizione patrimoniale del Comune ?
Un 'Amministrazione , su questo piano , ha il dovere della massima  diligenza e dell' assoluta tempestività .
D'altra parte , non si può pensare che una spesa  WAP di Euro 90.000 ,00 in sei mesi per esigenze d'ufficio sia normale.
Si chiede , pertanto ,che il Sindaco - in apertura della seduta consiliare del 21 p.v. - informi  e documenti il Consiglio Comunale sulla vicenda e sulle iniziative assunte , dando , altresì , conto dei costi , nello stesso periodo e fino ad oggi , dei telefoni cellulari di servizio di tutti i Componenti della Giunta e dei loro Staff, a partire dagli Agenti.
Parma , 4.04.2009
giorgio pagliari   gabriella biacchi  marco ablondi

IL COMUNICATO DI IERI DI LAVAGETTO - "In concomitanza con l'annuncio della mia candidatura alla Presidenza della Provincia di Parma, oggi il Sindaco Pietro Vignali mi ha informato che il mio cellulare di servizio è stato oggetto di pirateria telefonica. Sembra che il mio telefonino, improvvisamente e stranamente, dopo anni di normale funzionamento, sia risultato destinatario di una enorme mole di dati dati telematici in entarta e NON di telefonate fatte da me.
Questo ha determinato l'arrivo di bollete stratosferiche che l'Amministrazione comunale, giustamente, non intende pagare, ma impugnare davanti alle autorità competenti.
Tutto ciò, oltre che a provocare la mia più profonda indignazione e la mia convinta determinazione a fare luce sul misterioso episodio, conferma quanto siano fragili ed impotenti i cittadini di fronte ai gestori delle nuove tecnologie".

Ora si attendono gli sviluppi della vicenda.  Altri particolari sulla Gazzetta di Parma  

Per tutelarsi Lavagetto si è rivolto a 'tecnici di fiducia' e «dai tabulati – ha spiegato - risulta che ogni giorno del periodo settembre 2008-gennaio 2009, tra le ore 14 e le 20, il telefonino trasferiva dati in continuazione. Per sette anni però l’utenza concessami in utilizzo non ha mai dato problemi». Ai cronisti che gli hanno chiesto se il caso sia da mettere in relazione alla sua candidatura alla presidenza della Provincia, l’assessore ha risposto: «Tanti nemici, tanto onore». La candidatura di Lavagetto, approvata giovedì notte all’unanimità dal direttivo del Pdl, è giunta dopo lunghi contrasti interni.

TEMPI E CIFRE - L'Amministrazione comunale sottolinea che «le bollette sono state tempestivamente contestate fin dalla constatazione delle prime anomalie e, in accordo con il gestore telefonico, i pagamenti sospesi». E Telecom Italia ha confermato la «correttezza» degli importi «risultanti da tre distinte fatture», come è stato «già rappresentato nei giorni scorsi al sindaco e al direttore generale del Comune di Parma nel corso di un incontro». Lavagetto ha però ribadito di essere stato informato solo ieri.

In ogni modo Telecom conferma i 90.000 euro «relativi al traffico Wap (connessioni Internet) generato dall’utenza radiomobile intestata all’amministrazione comunale nel periodo agosto 2008-gennaio 2009». Anche se, per il Comune, al momento non c'è alcun danno erariale: «L'Amministrazione sta compiendo tutti i passaggi necessari per approfondire la questione» e «ritiene di poter avere una ricostruzione esaustiva dell’intera vicenda per poterne riferire in Consiglio comunale il 21 aprile».

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  • Almost Real

    06 Aprile @ 11.18

    Milano: un normale utente riceve una bolletta da 42mila euro per traffico internet; cifra anomala, tutti a prendere le difese dell'utente, Telecom ammette l'errore (scheda per il telefono inserita nella chiave Usb e scheda per Internet, con tariffa convenzionata, inserita nel telefono) e non pretende il pagamento della bolletta. Parma: un assessore riceve tre maxi bollette, tutte per traffico Internet, tutte nella stessa fascia oraria; qualcosa non funziona ma... tutti a chiedere le dimissioni dell'assessore. Grande città Parma. Si fa per dire.

    Rispondi

  • pier luigi

    06 Aprile @ 09.59

    grazie

    Rispondi

  • franco

    05 Aprile @ 12.28

    cosa ne ha fatto sono afffari suoi!! semplicemente se il tel non era configurato bene vuol dire che il sig. lavagetto non lo sa usare x cui x lui una bella linea analogica da tavolo è piu' che sufficente! e comunque se io sbaglio configurazione nel mio tel pago la bolletta e sono "SERENO" quindi lui o chi ha configurato il tel stia "SERENO" e paghi quanto dovuto!!!!! Certamente non è stata la cittadinanza a configurarlo e nemmeno a non accorgersi di avere bollette stratosferiche!!

    Rispondi

  • marco

    05 Aprile @ 12.02

    Un colpo d'orgoglio e un pò di dignità(se ne ha)si dimetta e chiarisca la sua posizione.nel frattempo chi vuol credere alle balle dette dall'amministrazione faccia pure.

    Rispondi

  • laura

    05 Aprile @ 10.56

    Probabilmente quando è arrivata la prima bolletta di 14.000 euro in agosto del 2008 non è stato sollevato alcun problema al nostro caro assessore in quanto si riteneva che tale cifra fosse congrua con le esigenze comunicative del soggetto! A questo punto si rende necessario da parte del Comune di render note le spese telefoniche di ogni singolo assessore;sono sicuro che ci troveremo do fronte ad altri casi di clonazione!

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