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Ma che aria respiriamo?

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Sbagliato: non è la pubblicità di uno sbiancante. Nemmeno un'icona della lotta contro il fumo, anche se ci sono di mezzo i polmoni. Questa è la foto dell'aria di Parma, ma è meglio non spedirla in cartolina ad amici e parenti lontani.


L'ESPERIMENTO DI GLORIA - Ce l'ha inviata una lettrice. Gloria,  che vive a cento metri dalla via Emilia est,  ha preso uno straccio bianco e l'ha diviso a metà. Lo straccio numero uno lo ha appeso in terrazza, il numero due l'ha infilato nel cassetto. Dopo quattro mesi, ha tirato fuori il numero due e lo ha avvicinato al numero uno, e questo è il risultato.  L'aveva già fatto Legambiente, un esperimento simile, ma lei ci ha voluto mettere il naso per davvero. Perché finché senti parlare di numeri, mica ti rendi conto del grigio che respiri.


UN GIORNO SU QUATTRO E' “FUORILEGGE” - Quel “grigio” lo spiega Giuseppe Dallara, direttore dell'Arpa di Parma. In mano ha dei fogli, le famose “statistiche riepilogative” dell'anno scorso e dei primi sei mesi di quest'anno. Il primo numero è 154, che sono i giorni di monitoraggio in via Montebello, il secondo 40, che sono gli sforamenti. Traduzione: da gennaio a oggi, un giorno su quattro il livello di inquinamento (o meglio, di Pm10, cioè di polveri sottili) è stato maggiore del limite consentito dalla legge (50µg/m3). E pensare che la legge prevede al massimo il superamento per 35 giorni l'anno.  Le cose non vanno meglio nella zona Cittadella, dove è posizionata la seconda cabina di monitoraggio di Arpa: qui gli sforamenti sono stati 21 su 137 giorni monitorati. Cioè uno ogni sei giorni e mezzo. L'anno scorso, la soglia era stata superata 46 volte in Cittadella, e 86 volte in via Montebello. E la cosa agghiacciante, è che non ci si può fare niente: nemmeno se si spegnesse l'Emilia Romagna intera, dice Dallara, si riuscirebbe a stare dentro i parametri di legge. E allora non resta che rassegnarsi, in un certo senso, ma fare di tutto affinché i livelli di inquinamento scenda. “Le politiche provinciali/ regionali – recita un documento regionale -, possono agire su circa la metà dell'inquinamento da Pm10 presente in regione, mentre per l'ozono sono indispensabili politiche a scala molto più ampia”.


LOTTA AL PM10 E ALL'OZONO - Sono questi, il Pm10 e l'ozono, i valori che fanno più fatica a scendere. “Gli inquinanti storici come il monossido di carbonio e il biossido di zolfo hanno subito una riduzione drastica in conseguenza all'applicazione di tecnologie sempre più avanzate per la riduzione delle emissioni dei veicoli – dice  Dallara -, mentre il particolato fine e l'ozono sono aumentati perché se è vero che le auto inquinano meno, il parco mezzi è aumentato e anche i chilometri percorsi”. Da qui i programmi di ampio respiro delle diverse Province: Parma, precedendo altre città emiliano-romagnole ha già approvato un piano provinciale strutturato della qualità dell'aria. Che non servirà a cancellare le polveri, ma forse almeno a ridurre il polverone di allarmismo nei confronti dell'inquinamento insediato negli ultimi tempi nei pensieri dei cittadini e non solo. I rimedi sono un po' sempre gli stessi: blocchi del traffico, trasporto basato sull'utilizzo della rotaia, potenziamento dell'intermodalità delle merci. Il piano regionale complessivo, secondo gli studi di Arpa, consentirà di ridurre le emissioni complessivamente del 12% per il Pm10 e del 20% per l'azoto.


IL MONITORAGGIO DEL PM 2,5 – Sono le particelle più sottili, quelle che arrivano più in profondità nel nostro organismo. Le polveri Pm2,5 sono monitorate da poco anche dall'Arpa attraverso due centraline, una in Cittadella e l'altra a Badia di Langhirano. Anche qui, i risultati non sono confortanti.

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  • ososita

    11 Giugno @ 10.11

    E cmq sono sempre i soliti automobilisti privati quelli che vengono tartassati e spremuti come limoni.... Iniziamo a far fare il "bollino blu" a TUTTI i veicoli a motore che vanno a idrocarburi (tanto per stare larghi!): motorini, scooter, auto, camion, trattori sia privati che pubblici, cioè mezzi di servizio! Iniziamo a porre restrizioni al traffico che abbiano davvero senso: a che serve bloccare la circolazione a parma se poi appena fuori dalla città c'è la solita bolgia di auto? Vediamo di garantire i servizi filobus anche in estate? Vediamo di fare i controlli negli esercizi pubblici sugli sprechi energetici? Perchè in certe banche in inverno ci sono 27 gradi? Forse perchè le dipendenti possano stare in minigonna e top tutto l'anno? E perchè i negozi in estate sparano il condizionatore a palla per poi lasciare le porte aperte?? Avete mai visto la GdF o la polizia o altri dare multe e fare controlli su ciò? Io MAI.

    Rispondi

  • Francesco

    10 Giugno @ 09.59

    L' aria che respiriamo e' indubbiamente cattiva , ma e' inutile e sbagliato perseguitare gli automobilisti come se ne fossero i soli responsabili. Grandi responsabilita' sono pure delle Industrie . Grandi responsabilita' sono degli impianti di riscaldamento, e cosi' via. Peraltro , e' solo vessatorio e non serve a niente proibire l' uso delle automobili nei Centri Storici , quando , poi, a pochi chilometri , ci sono autostrade che riempiono di nuvole inquinanti tutta l' atmosfera. Sono solo trovate propagandistiche delle Amministrazioni Comunali , che, a volte , ricevono anche premi in denaro dalle Regioni per fare queste cose. Un paio d' anni fa un' "équipe" di studiosi si e' presa la briga di misurare l' inquinamento dell' aria nel centro di Milano , e sul passo del Pordoj. Era uguale !! Questo per dire a quanto servono , per la tutela dell' ambiente , i Vigili Urbani che fanno il posto di blocco sul Lungoparma, all' imbocco del ponte Verdi ...

    Rispondi

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