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Intervista

Paci: «In arrivo 233 nuovi posti nelle scuole dell'infanzia»

Saranno convertite alcune sezioni di nido. Ritornano i «consigli» di quartiere

Paci: «In arrivo 233 nuovi posti nelle scuole dell'infanzia»
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A partire dal prossimo anno scolastico ci saranno più posti nelle scuole dell'infanzia di Parma, per la precisione 233 in più, che abbatteranno sensibilmente le liste d'attesa, che ancora quest'anno hanno creato non pochi problemi a tante famiglie parmigiane. Ad annunciarlo è il vicesindaco - con delega ai Servizi educativi - Nicoletta Paci. 

Qual è il punto della situazione sulle liste d'attesa nei nidi e nelle scuole dell'infanzia?
Al 31 dicembre 2013, a conclusione del percorso di accettazione dei bambini nelle strutture, per i nidi d'infanzia c'erano in lista d'attesa 41 bambini, mentre nelle scuole del'infanzia erano 401. Al 31 dicembre dell'anno precedente erano rispettivamente 134 e 419, quindi c'è stato un miglioramento della situazione.

....................L'intervista completa sulla Gazzetta di Parma

 

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  • Filippo Bertozzi

    27 Gennaio @ 17.16

    Senza dimenticare che il tutto nasce dall'ideologica abolizione del QP: vero e proprio illegittimo sopruso avvenuto in corso d'anno, che pochissime famiglie hanno avuto il coraggio di contestare formalmente e di non accettare. E noi siamo sicuramente più fortunati di chi s'è visto raddoppiare le rette dell'asilo Nido, magari con due figli con lo frequentano, solo per il fatto di avere un mutuo sulla casa che alza l'ISEE appena al di sopra dei 36.000€. Per ultimo, non vorrei ricordare che sono state abolite anche le agevolazioni tariffarie per le famiglie numerose sui mezzi pubblici (alla faccia della lotta all'inquinamento!) e che in qualche caso le rette delle scuole materne comunali adesso sono il doppio di quelle statali, con evidente ingiustizia per chi ha i figli iscritti alle prime. Adesso, in un Paese serio, un politico che da un anno afferma palesemente cose non veritiere e viene pubblicamente smentito, dovrebbe rassegnare le dimissioni e l'opinione pubblica dovrebbe esigerle: confido che giornalisti altrettanto seri come quelli da lei diretti, sappiano inchiodare alle proprie responsabilità chi oltretutto, con il suo movimento, si erige in continuazione ad assoluto paradigma d'onestà. A disposizione per eventuali chiarimenti, ringrazio e saluto.

    Rispondi

  • Filippo Bertozzi

    27 Gennaio @ 17.13

    Egregio Direttore, cercherò di essere pacato, malgrado la lettura dell'intervista al vicesindaco Paci mi abbia mandato il sangue alla testa. Per l'ennesima volta dall'abolizione del Quoziente Parma, come già fatto in tutte le precedenti occasioni pubbliche e mediatiche, uno dei massimi esponenti dell'attuale Giunta non la racconta giusta. Confido saranno altri a confutare le affermazioni sulle dinamiche delle liste d'attesa agli asili nido e sui dati regionali forniti, mentre solo il futuro ci dirà se le ottimistiche previsioni sulla trasformazione di posti dalle strutture per la prima infanzia alle scuole materne, che per adesso pare solamente un gioco di prestigio molto simile alla finanza creativa, saranno confermate dai risultati sperati. Io voglio soffermarmi sulle frasi più facili da smentire, ma che alla mia ed a tantissime altre famiglie stanno pesando parecchio: e lo faccio dati alla mano, allegandole documenti ufficiali del Comune di Parma, ossia le mie attestazioni ISEE, quelle di retta, e le bollette per asilo nido e mense scolastiche dei miei figli, precedenti e successive alla "rivoluzione grillina". Quando afferma: "Le rette sono aumentate, ma solo per gli scaglioni di reddito ISEE più elevati. Per quanto riguarda i nidi, fino a 36.000€ le tariffe sono diminuite." e "...il miglioramento da noi introdotto sta che adesso abbiamo una retta personalizzata per ciascun utente", con un gioco di parole, la Paci mistifica palesemente la realtà. Con i documenti che le allego, lei potrà agevolmente verificare (ed eventualmente liberamente pubblicare) che, ad ISEE pressoché invariato e ben al di sotto della soglia secondo cui la Paci afferma non essere aumentate le rette, una famiglia composta da tre figli in un anno spende circa 800€ in più, a causa di minori agevolazioni o sconti non più praticati (ma "le rette non sono aumentate e le tariffe sono diminuite"...!). Al di là del fatto che le "rette personalizzate" non sono un'innovazione grillina ma erano state introdotte proprio col QP, sintetizzo per non abusare di questo spazio: rispetto all'anno scolastico 2012/13, su circa 160 giorni mensa e 10 mesi di frequenza per il figlio minore, per il 2013/14 spenderemo circa 240€ in più per l'asilo nido, 220€ per la mensa elementare, mentre abbiamo preferito rinunciare alla mensa del figlio più grande, per la quale avremmo avuto una maggiorazione di oltre 300€, grazie al fatto che i macchinosissimi sconti inventati dalla Paci tagliano fuori il primogenito.

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  • Filippo Bertozzi

    26 Gennaio @ 04.38

    Per correttezza, ho verificato tutte le bollette: gli oltre 1.300€ di maggiore spesa che ricordavo, erano quelli che avrei dovuto pagare nel 2013, con l'illegittima soppressione in corso d'anno scolastico del quoziente Parma. Adesso, grazie ai fantastici sconti a 5 Stelle, sono "solo" circa 800. La matematica non e' un opinione, ma la sostanza non cambia: dicono che hanno abbassato le tariffe, "dimenticandosi" che hanno anche fatto lo stesso con le agevolazioni. Io ho mandato a riprova di quel che dico le mie rette alla Gazzetta: che la Paci faccia altrettanto, se ci riesce.

    Rispondi

  • Enzo

    24 Gennaio @ 12.00

    ho letto la gazzetta cartacea. i conti non tornano e la supercazzola della Paci nasconde il problema. spiego: la Paci dice che la richiesta di nidi è diminuita quindi si possono ridurre i posti nei nidi. peccato che l'anno scorso 49 sono rimasti fuori dal nido e tutti i posti erano occupati. quindi quest'anno ci saranno 200 (?) posti in meno nel nido (= 200 in più in lista di attesa) per far spazio alla materna, il che significa che 200 bambini in meno avranno diritto all'asilo nido. quindi il numero di posti totale non cambia (a parte i 22 in più di corcagnano), semplicemente prima rimanevano fuori dei bambini di 3 anni, adesso rimangono fuori dei bambini di 1 anno. concludo dicendo che la paci dovrebbe studiare un libro di microeconomia, capitolo "elasticità della domanda rispetto al prezzo". oppure dovrebbe ascoltare i cittadini (non quelli iscritti alle associazioni amiche, ma quelli che hanno rinunciato all'asilo nido perché costa troppo e le tariffe sono aumentate: solo io ne conosco 5, quindi che la Paci dica che non esistono persone che hanno rinunciato a causa dell'aumento della tariffa è FALSO, sono pronto a confrontarmi con la Paci quando vuole)

    Rispondi

  • Filippo Bertozzi

    24 Gennaio @ 10.37

    Ma come si fa ad essere così falsi! Oggi scansiono due bollette, una dell'anno scorso con Quoziente Parma ed una di quest'anno con i loro fantastici sconti (ad ISEE pressoché pari di circa 17.000€, quindi ben inferiore ai 36.000 che dichiarano!), sia per il nido che per la mensa elementare di due dei miei tre bimbi e le allego alla lettera che scriverò alla Gazzetta cartacea. Alla mensa del più grande abbiamo dovuto rinunciare, ma a casa mia spendiamo circa 1.300€ in più all'anno: non possiamo continuare ad accettare che raccontino queste balle colossali!

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