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Parma

Buon giorno Parma - Aprile ci "regala" l'ultima pioggia: è stato il più bagnato degli ultimi 131 anni

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BUON GIORNO PARMA - Giovedì 30 aprile

IL TEMPO

Dopo un inizio ancora piovoso, finalmente dovremmo avere una giornata "asciutta", con cielo poco nuvoloso o sereno e precipitazioni in esaurimento, preludio a un fine settimana che dovrebbe essere caratterizzato dal sole. La temperatura alle 7 era di 10,1^, la massima prevista è di 19°.   Aprile: pioggia record. Ma nel weekend arriva il sole

La qualità dell'aria

LE STRADE DA EVITARE IN CITTA' E LE AUTOSTRADE 

La Polizia municipale informa che la situazione in tangenziale è tornata alla normalità, dopo gli allagamenti di ieri. Attenzione però al pericolo delle buche, che dopo le piogge sono aumentate in numerose strade. - I principali cantieri:  lavori per il teleriscaldamento alla rotatoria Montebello/Bizzozero, con  deviazioni al traffico, via Langhirano/ponte Stendhal- strada Forlanini/Ugozzolo - via Montebello.  Questa settimana, segnaliamo l’inizio dei lavori di asfaltature in viale Rustici e nella rotatoria di viale Martiri della Libertà; l’estendimento della rete di teleriscaldamento, con la chiusura di via Smeraldi e con divieti di sota in p.le Volta. E poi lavori in via Tibullo, strada Cava Vigatto, via Mazzacavallo. Per maggiori informazioni vai a Infocantieri tv di Infomobility

AUTOSTRADE:    webcam allacciamento A1-A15   -   webcam casello Parma - www.autostrade.it - www.autocisa.com 

Gli autovelox fissi in Italia 

LE NOTIZIE SULLA GAZZETTA DI PARMA OGGI IN EDICOLA

Neve e grandine in Provincia e il Po fa paura

Maestri del lavoro: 11 stelle parmigiane

Coca, sgominata gang di nigeriani

I permessi di soggiorno? Arrivano via internet

Il libro di cucina

FIDENZA  -  Elezioni, Tanzi: "Occasione storica possiamo farcela al primo turno"

SALSOMAGGIORE  -  Vento e grandine a Banzola e Pieve di Cusignano. E' emergenza frane

SAN SECONDO -   Nel 2008 oltre diecimila visitatori per la Rocca  

Bassa, Medesano, San Secondo, Soragna   
 

ALMANACCO E OROSCOPO

I GIORNI: ne sono trascorsi 120  ne rimangono 245
LA SETTIMANA: 18/34
IL SOLE: sorge alle 6,13         e tramonta alle 20,29
LA LUNA: nuova
IL SANTO: San Pio V, papa del XVI secolo.

Pio V, o meglio Michele Ghisleri, era nato vicino Alessandria nel 1504. Eletto papa nel 1566 destinò ai poveri le somme destinate ai festeggiamenti. Svolse un’intensa attività diplomatica nei vari Paesi cristiani per fronteggiare il pericolo turco. E fece suonare tutte le campane di Roma quando la flotta cristiana con la vittoria di Lepanto sbarrò la strada dell’Europa ai turchi.

GLI ALTRI SANTI: Santa Ildegarda, regina dell’VIII secolo; San Giuseppe Benedetto Cottolengo, confessore del XIX secolo.


OROSCOPO

Ariete - Molti interrogativi da sciogliere per fare un nuovo progetto di lavoro: siate cauti. In amore siete un pò distratti?

Toro - Ottenere dei buoni risultati nel lavoro dipende solo dal vostro impegno e dalla buona volontà: non cercate alibi. In amore l’orgoglio vi danneggia.

Gemelli - Nel lavoro date ascolto ai consigli delle persone che stimate. Nei rapporti sociali date il meglio di voi stessi.

Cancro - Avrete l’occasione di rafforzare la vostra posizione nell’azienda in cui lavorate. In amore siete facili ai ripensamenti.

Leone - Nel lavoro avete vissuto alla giornata fin troppo: è tempo di pensare al futuro. In amore i contrasti sono di poca importanza.

Vergine - Per fare carriera nel lavoro dovete smettere di impegnarvi in modo troppo frettoloso e discontinuo.
Il cuore vi gioca brutti scherzi.

Bilancia - I rapporti difficili con un collaboratore rendono il lavoro più faticoso: usate la diplomazia. Difendete un amore con le unghie e con i denti.

Scorpione - La situazione nel lavoro è ancora troppo fluida per fare progetti per il futuro. Limitatevi alla routine. Guerra dei nervi in amore.

Sagittario - In un’emergenza di lavoro dimostrerete ai superiori tutte le vostre capacità. In vista incarichi di prestigio. In amore s'impone una scelta.

Capricorno - I giochi nel lavoro non sono ancora fatti: è tempo di farsi avanti. Nuova relazione sentimentale a rischio innamoramento.

Acquario - Attendete il momento adatto per correggere la direzione di marcia nella professione. In amore fate un esame di coscienza: siete innocenti?

Pesci - Il vostro atteggiamento potrebbe condizionare i rapporti di lavoro: siate più diplomatici. In amore di grave non è successo niente: rilassatevi.

STORIA E MEMORIA (di Carletto Nesti)

“ANNIVERSARI DI OGGI”

Eventi:
1789: George Washington giura, divenendo il primo Presidente degli Stati Uniti.
1991: Un ciclone tropicale colpisce il Bangladesh circa 125.000 vittime.

Morti:
    65: Lucano, poeta latino
1842: San Giuseppe Benedetto Cottolengo (*)
1865: Robert Fitzroy, ammiraglio e meteorologo
1883: Édouard Manet, pittore impressionista
1989: Sergio Leone, regista cinema italiano

Santi cattolici:
San Giuseppe Benedetto Cottolengo sacerdote (*),  Sant'Amatore, San Pietro e San Ludovico di Cordova martiri, San Pio V Papa, San Lorenzo di Novara, San Ventura di Spello, San Roberto di Molesmes, San Quirino Martire, San Gualfardo camaldolese, Beato Benedetto da Urbino, Beata Ildegarda di Kempten, Beata Maria dell’Incarnazione Guyart, Beata Paolina Mallinckrodt, Beato Pietro Diacono (Levita)


(*) San Giuseppe Benedetto Cottolengo, Sacerdote

La parola “Cottolengo” è solita evocare nell’immaginario collettivo più una struttura gestita da suore ospitante ammalati gravi, piuttosto che rimandare alla figura del santo fondatore, la cui vicenda terrena cade spesso in secondo piano e vuole dunque essere oggetto della presente breve biografia.

Giuseppe Benedetto Cottolengo nacque a Bra (Cuneo) il 3 maggio 1786, primogenito di dodici fratelli, da un modesto esattore del pubblico erario. Dalla mamma ereditò quel tenero amore per i poveri e i malati che lo contraddistinse per l’intera vita. Quando il figlio aveva cinque anni ella lo sorprese a misurare le pareti di una stanza, che egli già sognava di poter riempire di letti per i sofferenti non appena ne avesse avute le possibilità. Crebbe con una corporatura assai gracile ed a scuola, dove assolutamente non eccelleva, solo dopo una novena a San Tommaso d’Aquino poté divenire uno dei primi della classe.
 Già terziario francescano, il 2 ottobre 1802 il Cottolengo ricevette la veste talare dalle mani del parroco. Nel 1805 entrò nel seminario di Asti, che però dopo due anni fu chiuso ed il santo fu costretto a continuare in famiglia gli studi sino all’ordinazione presbiterale che gli fu conferita l’8 giugno 1811. Nel 1816 conseguì così il dottorato in teologia. Dopo aver svolto ancora per due anni il suo ministero nella terra natia, nel 1818 ricevette la nomina a canonico della basilica torinese del Corpus Domini, dove per nove anni profuse instancabilmente le sue forze, supplicando il sacrista di lasciare in pace i canonici più anziani: “Io sono giovane, diceva, chiamate me per ogni occorrenza. Che ci sto qui a fare se non mi occupo?”. Divenne così ben presto l’apostolo della confessione, il consolatore dei malati ed il soccorritore dei poveri. A questi ultimi donava tutto quanto gli fosse possibile: i compensi delle predicazioni, le elemosine delle Messe, i regali ricevuti dalla famiglia e le elargizioni dei bottegai. Per sollevare dalla miseria il più grande numero possibile di indigenti il Cottolengo persino d’inverno faceva economia nel proprio abbigliamento e nel riscaldamento. I torinesi del tempo presero a chiamarlo il “canonico buono”, ma il santo preferiva continuare a considerarsi un contadino di Bra incapace di tutto se non che di piantare cavoli.

Dopo aver letto la vita di San Vincenzo de’ Paoli, il Cottolengo comprese che la sua vera strada era quella della carità. La definitiva vocazione gli fu svelata da un pietoso episodio nel settembre 1827, quando la famiglia Gonet, con tre bambini, transitante da Milano a Lione, aveva trovato ristoro in un’osteria della parrocchia del Corpus Domini. La moglie si disponeva già a ripartire, quando, colta da grave malore, morì assistita dal “Canonico buono” dopo essere stata respinta dall’ospedale dei tubercolotici poiché incinta e dall’ospizio di maternità in quanto malata. Il santo pensò allora di istituire un ricovero che potesse spalancare le porte ad ogni sorta di infelici. L’opera prese il via il 17 gennaio 1828 con quattro letti in alcune stanze affittate nella casa detta della Volta Rossa.

Quando a Torino nel 1831 scoppiò il colera, l’ospedaletto fu chiuso a causa del pericolo di contagi. Il Cottolengo, convinto che “i cavoli, perché prosperino, devono essere trapiantati”, comprò un casetta a Valdocco, proprio nella zona ove poco dopo sarebbero fiorite anche le opere fondate da Giulia di Barolo e San Giovanni Bosco, e vi si trasferì il 27 aprile 1832 con due suore ed un canceroso, adagiato su di un carretto trainato da un asinello. Queste furono le umilissime origini della Piccola Casa della Divina Provvidenza. Il vasto terreno, con l’aiuto di parecchi benefattori e specialmente del Cavalier Ferrero, si costellò ben presto di vari ospedaletti, asili e orfanotrofi. L’unico valido mezzo per portare a compimento la grandiosa opera fu un’illimitata fiducia nella Provvidenza Divina, invocata con costante orazione, e nessuna diretta richiesta fu mai rivolta alla generosità dei torinesi o della corte. Per non far torto alla Provvidenza, il padre fondatore non volle saperne di contabilità o rendiconti, profondamente convinto che “a chi straordinariamente confida, Dio straordinariamente provvede”.

Egli stesso riceveva i malati alla porta a capo scoperto, per affidarli alle suore dicendo: “Sono doni di Dio. Siano le vostre pietre preziose”. Al servizio di questa nascente cittadella della carità, il Cottolengo istituì nel 1833 le Suore Vincenzine; nel 1841 le Suore della Divina Pastora per curare la preparazione delle ricoverate ai sacramenti; nel 1839 le Suore Carmelitane Scalze dedite alla vita contemplativa; nel 1840 le Suore del Suffragio per i lavori di cucito e le Suore Penitenti di Santa Taide per la conversione delle traviate; infine nel 1841 le Suore della Pietà per assistere i morenti. Era solito ripetere alle sue più strette collaboratrici: “Presenza di Dio, occhi bassi, testa alta, abitino al collo e rosario al fianco. Così, in mezzo ad un reggimento di soldati, sarete senza timore”.

Gregorio XVI approvò l’operato del Cottolengo, ma il padre dei poveri non si montò la testa e continuò ad essere l’umile servo della Divina Provvidenza, sempre pronto a giocare con i più idioti, a trasportare fasci di legna o ceste di verdure, a fare le pulizie calzando zoccoli di legno e rivestito di una vecchia tonaca, restando nella sua ferma convinzione di essere soltanto un contadino capace di piantare cavoli. Eppure Dio gli aveva addirittura concesso il dono di leggere nei cuori altrui, di prevedere il futuro e di conoscere anche le circostanze della propria morte. Nel febbraio 1842 il santo passò diverse settimane a sbrigare affari che non parevano urgenti, dopodichè visitò tutte le case che aveva fondato ed ovunque lasciò chiaramente intendere che quello era il suo ultimo addio. “Pregate per me, che sono alla fine dei miei giorni. Vi benedico per l’ultima volta. Ora non posso più nulla per la Piccola Casa, ma giunto in cielo pregherò e continuerò ad essere il vostro padre, e voi ricordate le parole che vi disse questo povero vecchio”. Il 21 aprile 1842 affidò al Canonico Luigi Anglesio la direzione della sua opera per potersi ritirare presso il fratello, canonico nella collegiata di Chieri. In tale città morì santamente il 30 aprile. Il re Carlo Alberto, saputo della sua dipartita, rimpianse la perdita del grande amico.

Giuseppe Benedetto Cottolengo fu sepolto a Torino nella Piccola Casa, in una cappella della chiesa principale, dove riposa ancora oggi. In seguito ai numerosi miracoli verificatisi per sua intercessione, il pontefice Benedetto XV lo beatificò il 28 aprile 1917 e Pio XI infine lo canonizzò il 19 marzo 1934.

Oltre alla commemorazione nel Martyrologium Romanum, calendario ufficiale della Chiesa Cattolica, il santo Cottolengo per le sue peculiari opere caritatevoli ha meritato di essere citato nella prima lettera enciclica del papa Benedetto XVI “Deus caritas est”.


 

 

 

 

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