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"Lo Sfogliandolo" - Le fiabe dei bambini

"Lo Sfogliandolo" - Le fiabe dei bambini
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Come nascono le fiabe? Come prendono vita storie e personaggi nel cuore e nella penna dell'autore, prima di diventare le nostre letture? Per rispondere a tutti questi interrogativi, i bambini delle scuole primarie «Cocconi» e «De La Salle», che hanno preso parte alla terza edizione de «Lo Sfogliandolo» (rassegna organizzata da Istituzioni Biblioteche in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Parma), hanno incontrato Cesare Pastarini, autore parmigiano del libro «Il papà delle favole».

«Negli incontri precedenti - ha spiegato Pastarini - abbiamo fornito ai bambini i “mattoni” per costruire favole e racconti, e oggi siamo qui per vedere il risultato di questo lavoro che ha coniugato creatività e didattica». «I nostri piccoli studenti hanno preso molto seriamente questo compito che è stato loro assegnato - ha commentato Franca Rossi, insegnante della Cocconi - poiché la fiaba permette di esprimere la propria vita interiore, le proprie emozioni, i propri sentimenti. Può, quindi, a livello didattico, diventare uno strumento per l’educazione alla vita e all’arte». Nove favole create dai piccoli e improvvisati scrittori, volte a percorrere un viaggio nella fantasia e a tentare di scoprire nuove realtà e nuove storie. I testi realizzati hanno come filo conduttore le cose perdute: a volte sono animali, altre volte oggetti, altre ancora sogni e desideri, che danno vita a racconti fantastici dai titoli più strani, come «La fuga di Leone», «Un condominio nel bosco», «Alla ricerca del Gallo perduto», «Una nuova casa per Barone», solo per citarne alcuni.

E per «premiare» l’impegno dei piccoli, ecco ora i racconti creati in classe su gazzettadiparma.it. - I disegni sono di Gianluca Foglia ( www.fogliazza.net )

Queste sono le prime tre fiabe: classe IIIA Scuola Cocconi -  MAESTRE CRISTIANA CIPOLLINI E  ANTONELLA CAMPANA

 

 

 

1) Gruppo dei “Leoni”

 


                                                                      LA FUGA DI LEONE

C’ era una volta una bambina di nome Jennifer. Era bella, simpatica, intelligente, affettuosa.

Jennifer viveva in una casa con il suo cane Oddy, un animale tenero e pigro.

Jennifer aveva anche un altro amico, l’uccellino Vì che abitava su un albero del giardino.

Un giorno Jennifer decise di fare una passeggiata verso il circo.

Giunta lì si fermò vicino ad una macchinetta piena di peluches e, mentre premeva un pulsante, notò un leone dall’aria triste che passeggiava davanti al circo.

Jennifer si avvicinò al leone e gli domandò: “What’s your name?”

Il leone rispose: “My nam’s Leone. I’m from Africa e sono stanco di vivere in gabbia!”.

Jennifer tranquillizzò il leone e gli disse che lo avrebbe aiutato.

Una sera Jennifer e i suoi genitori andarono a vedere lo spettacolo “Leone’s show”.

Quando le luci calarono Jennifer si avvicinò alla gabbia del leone e cercò di liberarlo, ma arrivò il domatore che la rimproverò dicendole che era pericoloso avvicinarsi al leone. Allora la bambina tornò al suo posto ad assistere allo spettacolo.

Quando rientrò a casa, chiamò l’uccellino Vì dalla finestra della sua cameretta. L’uccellino volò da lei come un soldato e ascoltò con le lacrime agli occhi la storia di Leone. A sua volta Vì mise al corrente il cane Oddy della situazione di Leone e insieme studiarono un piano per aiutare Jennifer a liberare l’animale.

Chiamarono la loro amica, le dissero di prepararsi e, tutti insieme, s’incamminarono verso il circo.

Quando arrivarono, l’uccellino Vì si avvicinò alla gabbia in cui era rinchiuso Leone e si mise a beccare le sbarre di ferro.

Dopo un quarto d’ora, che sarebbero quindici minuti, Vì riuscì a spezzare le sbarre della gabbia ma all’ultimo colpo, si ruppe il becco.

Jennifer preoccupata, chiese a Oddy di andare a prendere la cassetta del pronto soccorso per curare Vì. Oddy, da vero professionista, incollò il becco dell’uccellino che tornò a cinguettare meglio di prima.

Nel frattempo Jennifer mise Leone dentro un trolley e lo portò all’aeroporto. Arrrivati al check-in, Jennifer affidò la valigia con dentro Leone ad una sua amica hostess che si era offerta di accompagnarlo alla savana.

Dopo un lungo viaggio Leone ritrovò finalmente la sua famiglia e, tutti insieme, organizzarono una bella festa.

 

 


 


 


 


 

 

 

 

 

 2)  Gruppo degli “Scorpioni”

 



UNA NUOVA CASA PER BARONE



C’era una volta un vecchio elefante di nome Barone che viveva in una casetta nel bosco.

Vicino a lui, abitava una bambina curiosa di nome Luisa, che aveva un pappagallo, CoCorino.

Suo padre glielo aveva regalato per il suo compleanno perchè Luisa desiderava tanto un animale tutto per sè.

Tutte le mattine, liberava CoCorino, per esercitarlo nel volo e gli dava un pezzetto di cioccolata.

Un giorno, mentre CoCorino volava sgranocchiando la sua tavoletta, un quadretto di cioccolata finì nel camino dell’abitazione di Barone. Luisa che in quel momento stava passando proprio davanti alla casa dell’elefante, vide una coda che si agitava dietro la finestra e, incuriosita, bussò alla porta per scoprire chi fosse.

Luisa scoprì che Barone amava la cioccolata e, siccome le era simpatico, quando andò a casa chiese alla mamma di prepararle delle torte dicendole che erano per un suo amico che non riusciva a trovare gli ingredienti.

Portò le torte a Barone che dopo averle mangiate, diventò così grosso da fare scoppiare la casa.

Nel bosco si udì un boato che spaventò tutti gli animali che vivevano lì.

Barone iniziò a vagare cercando la casa di Luisa. Incontrò un gallo di nome Balocco che stava mangiando un pezzo di torta e gli domandò : “Ti ha dato Luisa quel pezzo di torta?

Il gallo rispose sgarbato: “Non sono affari tuoi!”

Barone proseguì sconsolato fino all’alba quando, in lontananza gli parve di scorgere i colori sgargianti di un pappagallo. In quel momento si ricordò dell’uccello che aveva fatto cadere la cioccolata nel suo camino.

Si precipitò verso di lui e, quando lo raggiunse, gli chiese se conosceva Luisa. Il pappagallo gli indicò la casa in cui abitava la bambina e si offrì di accompagnarlo.

Luisa in quel momento era molto preoccupata perchè il suo pappagallo non era ancora rientrato dal volo mattutino. Quando lo vide appollaiato sulla proboscide dell’elefante l’abbracciò e gli schioccò un bel bacio sul becco.

CoCorino le presentò Barone che le raccontò di essere senza casa. Luisa prese a cuore la sua situazione e invitò Barone ad andare nel giardino. Quando il papà di Luisa rientrò dal lavoro udì dei terribili barriti. La bambina gli spiegò che si trattava di un elefante disperato perchè non aveva più una casa.

Il papà, impietosito da quei lamenti, pensò all’abitazione che aveva costruito per un suo amico che ora non voleva più. Così offrì l’abitazione all’elefante che con gioia accettò l’offerta. L’indomani Barone si trasferì nella sua nuova casa e promise a tutti di mettersi a dieta.        

3) Gruppo dei “Creativi”


ALLA RICERCA DEL GALLO PERDUTO



Una domenica, una bambina di nome Jackline, decise di andare nel bosco a fare un pic-nic con il suo amico del cuore, un gallo di nome Valerio.

Mentre percorrevano un sentiero, il gallo notò un’affascinante gallinella bianca.

Era così carina che il gallo, incantato, si avvicinò a lei, ma non si accorse della pietra davanti ai suoi piedi, così inciampo’ e cadde.

Jackline, non accorgendosi dell’accaduto, continuò per la sua strada, ma mentre stava per entrare nel bosco, si girò e vide che il gallo non c’era.

La bambina iniziò a piangere disperata.

A un certo punto, udì dei passi dietro di lei. Si voltò e vide un cinghiale.

Impaurita cercò di scappare, ma l’animale le disse: “Calmati! Non ti voglio fare del male, e dimmi,perchè stai piangendo?”

La bambina gli raccontò di aver smarrito il suo migliore amico.

Il cinghiale pensò a come poterla aiutare e gli venne un’idea: usare il suo infallibile fiuto per trovare il gallo.

Iniziò ad annusare l’aria e la terra, quando ad un tratto, incontrò il suo amico cervo che, con una mappa del bosco, gli indicò la strada da percorrere.

Anche l’uccellino Michael si unì alle ricerche.

Volò sopra gli alberi del bosco e vide Valerio che si allcciava una scarpa vicino ad una gallinella intenta a covare le uova.

L’uccellino tornò da Jackline e la condusse da Valerio. La bambina abbracciò il gallo e ringraziò tutti gli animali che l’avevano aiutata.

  

 

 

 

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