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Forum in Gazzetta - Medesano: «Sì ai bacini idrici, ma con attenzione»

Forum in Gazzetta - Medesano: «Sì ai bacini idrici, ma con attenzione»
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Sono tre a Medesano i candidati alla carica di sindaco: il primo cittadino uscente Roberto Bianchi appoggiato dalla lista «Liberi e uniti per il paese», Alessandro Barbieri di «Medesano democratica» e Raffaello Sassi di «Medesano domani». Ecco cosa hanno detto ieri illustrando i propri programmi durante il forum svoltosi alla «Gazzetta».
Potete indicare qual è la vostra area ideologica di riferimento?
Bianchi
«Noi crediamo di essere prima di tutto rappresentanti della società civile. Già cinque anni fa ci siamo presentati con questo simbolo, che privilegia il territorio e quindi le cose da fare sul territorio. Vogliamo essere prima di tutto amministratori del territorio. Evidentemente siamo più centrali rispetto al quadro generale delle altre liste che abbiamo di fronte».
Sassi «Per noi la vera lista civica è la nostra, perché non siamo soggetti a nessun partito e a nessuna pressione ideologica. Siamo la vera espressione della società civile. Da noi è potuto venire chiunque abbia voluto. Siamo supportati da partiti di sinistra, che però non sono dentro la nostra lista».
Barbieri «Noi siamo una lista di centrosinistra e lo dico con orgoglio. Tant'è che anche la scelta del Pd di correre da solo, appoggiando la lista “Medesano democratica”, è avvenuta proprio perché il civismo più sfrenato non l'abbiamo condiviso. Nonostante tre quarti dei nostri candidati non appartengano al Pd, il Pd ha fortemente sostenuto questa lista e ne è promotore sotto tutti i punti di vista. Comunque anche i non militanti si riconoscono in un patrimonio di valori che è tipico del centrosinistra. Noi vogliamo mettere le radici nella società civile, perché credo che la crisi della politica oggi sia la diretta conseguenza della distanza che molto spesso i partiti hanno rispetto alla realtà. La società civile ci ha risposto, soprattutto il volontariato ci ha sostenuto: siamo riusciti a coinvolgerli e di questo siamo molto soddisfatti».
Come intendete muovervi rispetto al problema della sicurezza?
Bianchi
«Su questo tema vogliamo proseguire e completare quanto abbiamo iniziato negli anni scorsi. Il nostro impegno si è concretizzato attraverso la costruzione di una nuova caserma dei carabinieri. Abbiamo installato delle telecamere nei punti più nevralgici del territorio, e questo ci ha permesso di trovare i colpevoli di atti vandalici. Abbiamo dedicato molte risorse all'installazione di punti luci nelle aree più periferiche. Abbiamo intensificato, con un rapporto nuovo con le Terre verdiane, la presenza sul territorio della polizia municipale. Cerchiamo di andare avanti su questa strada. Credo che sia importante una politica di coordinamento e di rafforzamento. Ci sono vincoli sotto il profilo del bilancio, ma pensiamo che la convenzione che abbiamo stipulato con le Terre verdiane sia un elemento fondamentale per mettere insieme i territori e rafforzare le politiche sulla sicurezza».
Sassi «In tema di sicurezza si è fatto qualcosa, ma non tanto. È vero che si è fatta la caserma, ma non sono aumentati i carabinieri. Il territorio è molto vasto, per cui bisognerebbe trovare un'intesa con le forze dell'ordine per avere un maggior numero di carabinieri. Con le Terre verdiane è vero che ci sono un paio di vigili in più, ma il nostro motto è prevenire e non multare, mentre fino ad ora hanno fatto delle gran multe per far cassa. Questo non va bene e la gente è molto scontenta. Noi intendiamo creare un distaccamento delle forze dell'ordine in una frazione, per avere tutto il territorio più sotto controllo».
Barbieri «Proseguire sulla strada di aumentare il numero degli agenti sul territorio sarà una nostra priorità. Ma un paese diventa più sicuro se è un paese che è vivo, quindi anche il rilancio della partecipazione dei cittadini nella vita del paese e il rilancio del commercio nei centri, sia nel capoluogo che nelle frazioni, renderebbero sicuramente il paese più vivo e quindi anche più sicuro. I vigili urbani devono tornare ad essere un punto di riferimento per le esigenze del cittadino e non essere visti come uno spauracchio. Credo che la nuova caserma e la collaborazione con le Terre verdiane possa aumentare il numero degli agenti sul territorio comunale: proseguiremo anche noi su questa strada».
Bianchi «Vorrei puntualizzare una cosa sulle multe: nel periodo da gennaio ad aprile 2009 si è registrato un numero di contravvenzioni assolutamente inferiore rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Quindi il problema non è quello delle Terre verdiane. Noi abbiamo cercato di rafforzare un quadro che obiettivamente era numericamente carente. Ben lungi da noi l'idea di voler fare cassa».
Sassi «Dove abito io c'è un parcheggio in cui da poco tempo è stato istituito il disco orario alla mattina. Tanta gente non lo sa e tutti i giorni c'è un vigile che non fa altro che fare multe. Mi sembra eccessivo».
Barbieri «Deve cambiare la percezione che ha il cittadino. Intendiamo fare di tutto per assicurare una presenza maggiore delle forze dell'ordine e per avere maggiori controlli in orario serale e notturno».
Farete le ronde a Medesano?
Bianchi
«Le ronde non sono negli obiettivi di questa amministrazione. Credo che la gestione della sicurezza vada affidata ai soggetti che sono istituzionalmente preposti a farla».
Sassi «Le ronde non le vedo necessarie a Medesano per il momento».
Barbieri «Di ronde non se ne parla neanche lontanamente, penso che sia uno strumento fai-da-te assolutamente anti costituzionale».
Medesano è un comune con frazioni molto grandi rispetto al capoluogo. Come pensate di gestire questo rapporto, soprattutto dal punto di vista urbanistico?
Bianchi
«Molto difficilmente negli anni a venire il Comune potrà approntare in termini paritari servizi in tutte le frazioni continuando a farle crescere con la stessa intensità con cui sono cresciute in passato. Quindi un'inversione di tendenza è d'obbligo: l'abbiamo fatto attraverso gli strumenti urbanistici. Per noi il capoluogo è il centro, dove soprattutto dal punto di vista residenziale si devono affrontare politiche abitative importanti. Nelle frazioni bisogna rallentare, e magari qualificare, l'attività edilizia, cosa che abbiamo fatto; ma  certamente non possiamo far aumentare con la stessa intensità capoluogo e frazioni, perché nel momento in cui le frazioni sono importanti bisogna garantire una quantità e qualità di servizi adeguate. Le caratteristiche e le risorse del nostro territorio non consentono di fare ciò, quindi bisogna andare verso la centralizzazione dei servizi e una politica urbanistica ed edilizia che tenga conto di questo».
Sassi «Il nostro è un comune atipico, soprattutto per quanto riguarda Ramiola, che in pochi anni è passata da poco più di duecento abitanti a oltre mille. Se è vero che bisogna centralizzare un po' di più su Medesano, non ci si deve dimenticare delle frazioni. Se la gente vuole andare ad abitare a Felegara deve avere la possibilità di farlo e di scegliere».
Barbieri «La poli-centralità del comune di Medesano credo che da un certo punto di vista sia una caratteristica che porta arricchimento, perché c'è uno scambio tra le frazioni. Ci sono frazioni che sono al collasso - Ramiola è un caso emblematico - e quindi non si può pensare di aumentare ancora le opportunità residenziali. Però in termini di servizi credo che si debba tenere conto di tutte le frazioni. A Ramiola abbiamo fatto un incontro pubblico con la cittadinanza in cui è stato chiesto che vengano portati alcuni servizi. Bisogna portare vita nelle frazioni, altrimenti diventano dei dormitori insicuri. La centralità di Medesano per tutti i servizi non la condivido appieno: penso che comunque ogni frazione debba avere, magari in modo diversificato, un certo quantitativo di servizi. Occorre sviluppare un'urbanistica più sostenibile e integrata a livello comunale e non a macchia di leopardo».
Bianchi «Vorrei precisare che non sostengo che alle frazioni non vadano dati i servizi, ma che c'è un limite di accrescimento delle frazioni, proprio per garantire servizi adeguati».
Una delle questioni più rilevanti è quella dei bacini idrici e della tutela delle acque.
Bianchi
«È un tema che abbiamo affrontato su un tavolo piuttosto ampio, con la Provincia, la Regione e il Consorzio di bonifica. L'obiettivo è di utilizzare l'acqua del Taro per dare un respiro alle aree agricole della Bassa. Su questo tema c'è la nostra assoluta disponibilità. È chiaro però che ci sono degli elementi ancora da verificare, in particolare il finanziamento delle opere di adduzione. Così come ci sono aspetti tecnici da affrontare. Il nostro obiettivo è stato quello di concertare le azioni con Provincia e Regione, perché riteniamo che con la collaborazione sinergica si possano realizzare cose importanti per il territorio complessivamente inteso. È chiaro però che dobbiamo mettere i puntini sulle “i” per fare in modo che quest'opera non abbia delle ricadute negative sul territorio».
Sassi «Quella dei bacini è una questione importante. Occorre verificare parecchie cose, per il bene dei cittadini, perché si parla di un milione e mezzo di metri quadrati di specchio d'acqua, per cui le conseguenze possono essere anche molto dannose. Ma i bacini significano anche estrazione della ghiaia: migliaia di camion sulle strade comunali, con relative rotture dell'asfalto. I problemi sono tanti, per cui occorre studiare il fenomeno. Saranno da valutare le verifiche che sono state fatte e chiedere ai cittadini se sono d'accordo».
Barbieri «Il tema dell'acqua è un tema a noi caro, perché abbiamo fatto dell'ambiente un punto fondamentale del nostro programma. Quindi non si può essere insensibili al discorso dell'utilizzo parsimonioso e integrato dell'acqua nel territorio vasto. Noi vogliamo avere  garanzie per quanto riguarda l'impatto ambientale che avrà la realizzazione di questi bacini, ma anche sulle condizioni igienico sanitarie. E soprattutto vogliamo che vi sia un giusto equilibrio fra le sacrosante esigenze dei fini irrigui e l'attività estrattiva, che avrà conseguenze dirette sul territorio. Se non avremo garanzie in questo senso, dovremo ripensare l'opera, insieme a tutti gli enti interessati».
Un  problema che hanno anche tanti altri comuni è quello di avere una tangenziale.
Bianchi
«È un problema che abbiamo anche noi e sul quale abbiamo fatto in questi anni cose importanti. Siamo già in possesso del progetto del primo tratto che collega il ponte nuovo alla Carnevala, mentre è in corso lo studio di fattibilità per la parte che arriverà fino a Ramiola. Abbiamo avuto assicurazioni in ordine al finanziamento nel prossimo piano della Regione. La tangenziale è di fondamentale importanza per il nostro territorio, non solo sotto il profilo del traffico, ma anche perché è la condizioni per dotare il territorio di quelle attività industriali e produttive di cui Medesano è deficitario. L'individuazione di un'area di 320 mila metri quadrati nei pressi del ponte per interventi industriali significa prevedere lì un polo di sviluppo: l'iter urbanistico è già chiuso»
Sassi «La tangenziale è essenziale per Medesano per togliere traffico pesante, che è ormai insostenibile sulle nostre strade. C'è da dire, a merito dei miei precedessori nella mia lista, che sono stati loro a volere una modifica del tracciato, che altrimenti sarebbe sbucato proprio vicino a Medesano. Mentre sono stati loro a fare sì che arrivasse fino alla Carnevala».
Barbieri «La tangenziale sarà indispensabile per dare una risposta al nostro territorio in merito al traffico pesante, ma anche per rilanciare i nuovi insediamenti produttivi che nasceranno nell'area che è già stata individuata nel nuovo Psc vicino al ponte. Ma ci batteremo affinché venga aperto in quella zona anche un nuovo casello autostradale, perché a Ramiola è ormai insostenibile il numero di mezzi pesanti che escono dall'A15. È vero che “Medesano domani” aveva proposto un tracciato differente, ma è vero anche che l'imbeccata fu data dall'allora partito dei Democratici di sinistra, cioè da quei dirigenti che oggi sono parte del Pd che ci sostiene».
Il tema dei rifiuti è uno di quelli su cui i cittadini sono più sensibili.
Bianchi
«Siamo tutti d'accordo che la differenziata è un obiettivo a cui tendere, perché significa avere meno costi, anche per il cittadino. Il porta a porta è uno degli elementi a cui si sta lavorando. A Medesano il porta a porta partirà nel secondo semestre del 2010, così come in altri comuni. Dovremo essere tutti attenti affinché gli obiettivi del porta a porta, e cioè la maggiore differenziata e un minor costo, si realizzino».
Sassi «Ora gira tutto attorno a Enìa, che è un colosso. Il nostro progetto è invece quello di verificare se è possibile fare un'impresa di servizi con altri comuni, abbattendo i costi. Abbiamo visto che altri comuni in Lombardia l'hanno fatto, con grossi ricavi. È un'ipotesi da non sottovalutare».
Barbieri «Noi abbiamo espressamente inserito il porta a porta nel nostro programma, perché la diminuzione dell'indifferenziato è la condizione minima per far diminuire i costi. Ma abbiamo intenzione di fare anche un'altra cosa per l'ambiente: promuovere la cultura dello sviluppo sostenibile e dei comportamenti virtuosi, lavorando soprattutto con le scuole, con le quali intendiamo collaborare anche su altri temi, come l'integrazione e la cultura del volontariato».
Qual è la cosa più bella che secondo voi potrebbe avere Medesano?
Bianchi
«Vorrei che la Medesano del futuro fosse una Medesano che cresce, sotto il profilo soprattutto delle attività industriali e commerciali, e che attraverso le infrastrutture che si stanno realizzando potesse creare le condizioni di sviluppo che oggi sono indispensabili. Vorrei che nei prossimi cinque anni si realizzasse la tangenziale e il casello autostradale e vorrei vedere industrie che occupano lavoratori di Medesano».
Sassi «Vorrei che i giovani avessero un posto dove aggregarsi e dove andare, un luogo che adesso manca. Per i giovani si è fatto molto poco, come anche per gli anziani».
Barbieri «Il nostro sogno è quello di una partecipazione a 360 gradi dei cittadini, vivendo la realtà del paese, attraverso la cultura del volontariato, dell'associazionismo e dando ai giovani la possibilità di esprimersi. Ora mancano strutture per i giovani: il nostro sogno è creare degli spazi di aggregazione sociale per i giovani, magari vicino a un nuovo centro sociale per anziani».

 

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