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Medico telefonava al volante: era un'urgenza, multa cancellata

Pediatra raccolse un allarme scabbia a scuola. Riconosciuta la necessità della risposta

Telefono al volante
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Squillò il cellulare di servizio, e per la dottoressa fu come se suonasse la sirena di un allarme. La donna, una delle responsabili del servizio di Pediatria di comunità dell'Asl addetta al servizio attivo di sorveglianza sanitaria in tutte le scuole del distretto di Parma, rispose sapendo già che le stavano annunciando un'emergenza.

Per lei si trattava solo di scoprire quale. Mentre cercava di accostare per non intralciare il traffico, la donna fece in tempo a sentire abbastanza, e cioè la parola «scabbia».
Presto avrebbe scoperto che quell'allarme avrebbe fatto rima con rabbia. Perché nel frattempo anche una pattuglia della polizia municipale le intimò di fermarsi. I vigili furono inflessibili, nonostante lei dicesse che non c'era assolutamente tempo da perdere.......................Tutti i particolari sulla Gazzetta di Parma

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  • presente

    27 Marzo @ 11.43

    Mi chiedo,visto che neppure sulla gazzetta "cartacea" se ne fa menzione, ma il giudicante, in questo caso Giudice di Pace, ha avuto riscontro per documenti dell' effettiva emergenza???? Ossia, ha visionato rapporti e, sopratutto, la registrazione telefonica tra la dottoressa e l'ospedale, a sugello del'effettiva emergenza oppure è bastata la parola della dottoressa e del/della sua/o collega??? Che io sappia, giusto a prova delle avvenute comunicazioni, tali telefonate vengono registrate dal centralini, a tutela del chiamante e del chiamato. Rimango poi dell'avviso che, se questa dottoressa effettivamente per motivi di lavoro deve rispondere al telefono, deve altrettanto procurarsi un bell'auricolare, in comercio ve ne sono dei bellissimi anche senza fili. Ribadendo poi il concetto che un lettore ha prima di me su esposto, un caso di scabbia non è sicuramente un caso di ebola o di meningite fulminante, tale da dover giustificare il comportamento della dottoressa.Bastava accostare e rispondere, oppure se si perdeva la chiamata si ritelefonava. Punto e basta. Il problema è che, come al solito, la vince sempre chi la fa in barba alle leggi, con mille scuse ed escamotage per "saltarci fuori". Spero in cuor mio che il giudicante abbia avuto l'accortezza di farsi consegnare le prove ( verbali, registrazioni telefoniche e altro ) inoppugnabili prima di annullare il verbale. Ma poi leggo, chi ha patrocinato la signora è la stessa associazione che sta ( a suo dire) difendendo tutti gli automobilisti multati in tangenziale sud tramite, per ora, (visto che sia il tribunale civile che il tar ha fin ora dato ragione al comune) i regolarisssimi autovelox?????? Forse che questa associazione vuole riscrivere il codice della strada che è legge della Repubblica Italiana?????Pensiamo solo se la dottoressa, nel rispondere al telefono per la sua emergenza e quindi distratta dalla guida, mossa dalla sua devozione alla profassione, avesse provocato un incidente, allora le emergenze sarebbero diventate 2? No signori, così non va, non va proprio.Spero tanto che il comune appelli anche questa sentenza, come del resto sta appellando tutte quelle della tangenziale sud e vinca. E poi, non lamentiamoci se i nostri agenti della Municipale, alcune volte sono scontrosi, stufi e scocciati: voi come la prendereste a veder vanificato il vostro lavoro, lavoro che ha il solo scopo di far rispettare le leggi dello Stato e di insegnare un po' di sana EDUCAZIONE CIVICA???? Meditate gente, meditate

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  • Biffo

    27 Marzo @ 11.22

    Ma questa non è una notizia, è una barzelletta; come giustamente fanno osservare alcuni commentatori, la dottoressa zelante doveva munirsi di auricolari o di vivavoce. E poi, se anche la persona affetta da scabbia avesse atteso qualche minuto in più, non sarebbe stata in pericolo di vita, si sarebbe solo grattata la pelle per qualche tempo in più. Se quando insegnavo, avessi saputo che potevo anch'io invocare un'urgenza, quando mi hanno fermato per eccesso di velocità, avrei sempre potuto accampare la scusa che stavo correndo da un alunnon che voleva sapere da me se Cuore e Scuola si scrivevano con la C o con la Q.

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  • One

    27 Marzo @ 11.05

    Incredibile, va beh, ho visto "avvocati" fare di peggio..

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  • adriana

    27 Marzo @ 10.37

    il Codice della Strada è chiaro e vale per tutti, anche per quella dottoressa, ancor più sapendo di poter ricevere telefonate di servizio mentre era al volante! Non ho mai letto Liala, ma immagino che così come è scritto l'articolo, potrebbe iniziare uno dei suoi romanzi. Peccato che non sia firmato.

    Rispondi

  • Ilaria

    27 Marzo @ 10.06

    Questa è la dimostrazione che LA LEGGE NON E' UGUALE PER TUTTI !!!! Se la sig.ra dottoressa, responsabile, direttrice, etc..... lavora anche con il telefono (come fanno milioni di persone) CHE SI PROCURI UN AURICOLARE ! E quindi paghi la multa , questa sarebbe stata a mio avviso , la giusta sentenza...... e poi a quei livelli, dottoressa... il telefono è aziendale e neanche lo paga! E comunque nel caso ci vuole un attimo dire "resta in linea" , mettere le 4 frecce e fermarsi ..... Se avessero fermato una persona qualsiasi senza titoli altisonanti che magari si giustificava dicendo " ero al telefono con mia madre anziana che non trovava la sua medicina salvavita e la stavo aiutando"...... la multa sarebbe stata certa e irrevocabile dal giudice, anzi come successo in Paesi seri a seguito di un appello discriminatorio, assurdo e ridicolo, la multa è stata raddoppiata.

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