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Inchiesta - In sedia a rotelle in centro: Battistero e Steccata off-limits. Lo shopping? Dipende dai gradini

Inchiesta - In sedia a rotelle in centro: Battistero e Steccata off-limits. Lo shopping? Dipende dai gradini
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di Andrea Violi

Basta un gradino per alzare una barriera. Architettonica. Per una persona in sedia a rotelle un gradino è un ostacolo, entrando in un negozio o in un palazzo. Una chiesa o un monumento senza scivoli diventano off-limits per un disabile senza accompagnatore. Così un autobus senza pedana.
Dopo aver fatto il punto della situazione sulle barriere architettoniche con Bruna Bucci Guerra e Giovanni Bernini, Gazzettadiparma.it ha fatto una prova sul campo. Siamo andati per strada una mattina con Marco Boni, 38enne. Il suo problema è la spina bifida, che gli rende impossibile l'uso delle gambe. Per il resto, Marco è una persona come le altre: vive da solo, guida l'auto, lavora come poligrafico alla «Gazzetta». Ha accettato di fare da «cavia», fuori dal suo orario di lavoro, accompagnando cronista e fotografa alla ricerca di barriere architettoniche. O di punti dove, al contrario, non ci sono o sono state tolte.
Abbiamo scelto il centro storico a titolo di esempio, consci che questa prova sul campo si potrebbe fare in moltissimi luoghi. Non vogliamo dare «pagelle» alla città, comunque scelta a livello nazionale come modello di accessibilità, con il Libro bianco. L'intento è quello di mostrare problemi a cui non si pensa o che non si conoscono. Ma che per tante persone sono vita quotidiana.

UN SALTO IN STAZIONE. Siamo davanti alla Temporary Station: bella, spaziosa, accessibile veramente a tutti, finché si va in biglietteria o nei negozi. Marco allunga il braccio: arriva allo schermo della biglietteria automatica. Ma se bisogna prendere il treno la storia cambia. I binari si raggiungono tramite il sottopassaggio. Per i disabili c'è il servoscala, una piattaforma che permette di andare su e giù per la rampa. Solo che il servoscala è utilizzabile con l'ausilio del personale di Trenitalia. Bisogna prenotare il servizio. E qui a Parma non ci sono ascensori per andare sui binari.
Fuori, su viale Bottego, vediamo dei new jersey ai passaggi pedonali: lavori in corso... il nuovo marciapiede è più basso, esattamente a misura di sedia a rotelle. FOTO-RACCONTO

LO SHOPPING? DIPENDE DAI GRADINI. Decidiamo di andare in centro. Passando davanti ad alcuni negozi, ecco esempi di piccole-grandi barriere architettoniche: i gradini negli ingressi. Nei palazzi vecchi è un problema ricorrente e ci si adatta come si può. Alcuni esercizi commerciali hanno gradini facili da scavalcare: basta un colpetto di braccia e la carrozzella entra nel negozio di turno.
Ma se la strada è in pendenza, capita che a pochi metri di distanza ci siano negozi con un gradino talmente alto per cui serve l'aiuto di qualcuno. «Si riesce a entrare perché ho una sedia a rotelle normale - ci spiega Marco -. Quelle elettriche avrebbero più problemi: sono più pesanti e ingrombranti, non sempre le porte sono abbastanza larghe».  Qualcuno ha adattato il vecchio ingresso “scavando” uno scivolo... che però risulta molto ripido. Anche qui un disabile che giri da solo va incontro a problemi.
Troviamo l'ingresso a una rampa di scale di un palazzo. I problemi saranno gli stessi? Effettivamente è così: è l'accesso di uno studio legale e di due studi medici; bisogna affrontare quattro gradini alti, per arrivare a un ascensore stretto (evidentemente di vecchio tipo). FOTO-RACCONTO

BATTISTERO E STECCATA OFF-LIMITS. Sul cammino dei turisti, il gruppo si sposta in Pilotta e fra i luoghi caratteristici del centro. Ci saranno sorprese.
Un giro al Museo archeologico? Si può fare. E come? C'è uno scalone altissimo, ma l'accompagnatore può andare a informarsi. In biglietteria spiegano che basta avvertirli: un addetto aiuterà il cliente diversamente abile ad entrare dalla porta laterale sul Lungoparma o dalla Ghiaia. E un disabile da solo come fa? «Be', alla porta sul Lungoparma c'è il citofono». Il più è saperlo...
In piazza della Steccata un uomo e una donna guardano una vetrina e spingono due persone in sedia a rotelle. Hanno una cartina in mano: sono turisti. L'ideale per sentire qualche parere alternativo. «Veniamo da Bologna: siamo operatori della cooperativa Cadiai», spiegano Luca e Paola, che portano in gita due delle loro ospiti diversamente abili, Silvia e Anna. Sono armati di guida («Turismo ospitale», presa all'Informagiovani). Paola ha una buona impressione di Parma, alla quale però deve fare un appunto sulle barriere architettoniche: «Volevamo andare in chiesa (della Steccata, ndr) ma con le sedie a rotelle non si riesce: ci sono tre gradini... C'è scritto anche sulla guida. Faremo una visita esterna ai monumenti di Parma... Magari pranzeremo al Parco Ducale». Il gruppetto è arrivato in treno: «Abbiamo prenotato per tempo l'assistenza in stazione, da Bologna - spiegano i due operatori sociali -. Gli addetti delle Ferrovie non hanno usato il servoscala, ma hanno fatto attraversare le sedie a rotelle al momento opportuno».
Continuiamo il giro ma ritroviamo Paola, Luca, Silvia e Anna sul sagrato del Duomo (c'è lo scivolo e si entra facilmente). «Siete stati al Battistero?». «Eh no, non si entra con due sedie a rotelle: ci sono dei gradini alti!». In effetti non esiste un accesso con scivolo o servoscala per uno dei monumenti più ambiti dai turisti, in questa Parma città d'arte. Il bigliettaio, un uomo dai capelli bianchi molto gentile, conferma: «Capitano spesso turisti con sedie a rotelle. Li portano su gli accompagnatori. Anch'io posso dare una mano, se serve». Probabilmente tante volte gli accompagnatori aiutano chi è in sedia a rotella a superare questi ostacoli; ma c'è anche chi rinuncia, tipo Paola e Luca. FOTO-RACCONTO

I SERVIZI UTILI? ACCESSIBILI. BAGNI A PARTE... «Pattugliando» il centro andiamo alla Galleria Polidoro. I due piani hanno entrate a portata di sedia a rotelle (l'unico non accessibile è quello delle scale su via Mazzini). L'accesso sul lato verso borgo Romagnosi presenta uno scivolo un po' ripido, per una sedia a rotelle senza accompagnatore... ma non è insormontabile. Un negoziante osserva l'arrivo di Marco: magari c'è bisogno. Lo stesso hanno fatto altri, in questa mattinata in strada. «C'è sempre qualcuno pronto a dare una mano - dice Marco, riferendosi alla sua esperienza quotidiana -. Non noto indifferenza».
Anche poste e trasporti appaiono a portata di disabile, durante questa prova sul campo. La presidente dell'associazione «Alba», Bruna Bucci Guerra ha segnalato che si trovano autobus non attrezzati con la pedana per disabili oppure con qualche problema tecnico alla pedana stessa. Marco Boni prende un bus a caso e fa solo una prova. Via Mazzini, fermata del bus affollata. Si ferma il 15 e Marco cerca di salire; deve affrontare una decina di persone che scendono e altre ferme sotto il portico ma raggiunge la porta. Una signora, che lo crede solo, insiste per chiedere all'autista di far scendere la pedana. Detto, fatto: esce da sotto la porta centrale.
E se Marco avesse bisogno di pagare una bolletta? Si presenta alle Poste di via Cavour: basta premere il tasto rosso per far arrivare l'addetto col servoscala.
I servizi essenziali sono a misura di disabile... L'importante, girando in centro, è non avere bisogno del bagno. Di fianco al Duomo il cartello del negozio di souvenir segnala il wc, ma i gradini dell'ingresso scoraggerebbero chiunque. E il bagno pubblico di fianco al Regio? Scale strette e nessuna possibilità di accedere con una sedia a rotelle. FOTO-RACCONTO

Il nostro "test" sul campo è soltanto un esempio. Conoscete altri luoghi in cui ci siano barriere architettoniche simili? Segnalatelo nello spazio commenti.

 

(foto di Francesca Battilani)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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  • F.P.

    30 Ottobre @ 13.54

    Anche girare con un passeggino doppio è davvero complicato. I marciapidi sono ingombri di biciclette, macchine, fioreiere... Ci vorrebbero delle sovvenzioni per chi adegua gli ingressi dei negozi Inoltre a Parma è difficile trovare ristoranti con i seggioloni per bambini e impossinbile un bagno con fasciatoio per il cambio; cose che a Bolzano si trovano ovunque

    Rispondi

  • Francesco

    18 Luglio @ 10.58

    Insomma, lo so che adesso mi tirerò addosso un uragano di improperie, però io dico che l' articolo è bello , ma la fotografia della carrozzella davanti all' ingresso del Battistero lascia perplessi . I disabili (quelli veri) hanno tutta la nostra comprensione e la nostra solidarietà . Sono d' accordo che gli Uffici Pubblici e Privati, le abitazioni, i Locali Pubblici , i mezzi di trasporto , debbano avere scivoli ed ascensori per loro. Fate una prova, come l' ho fatta io. Mettetevi davanti a casa vostra , ed immaginate di essere immobilizzati su una carrozzina, e di voler entrare in casa. Come fate ? C' è un accesso senza scalini ? Se c' è (magari quello dei garages) , la porta è abbastanza grande da farci passare una carrozzina ? C' è l' ascensore , e , se c' è, arriva fino a terra ? E la porta è abbastanza grande da farci passare una carrozzina ? Una carrozzina, nell' ascensore, ci sta ? E la porta stessa del vostro appartamento è abbastanza larga ? Vedrete, come ho visto io, che la situazione non è decisamente buona. E, d' altra parte, che si fa ? Si radono al suolo tutti gli edifici di tutte le Città per ricostruirle "ex novo" a misura di disabile ? Detto questo , torniamo alla fotografia della carrozzina davanti agli scalini del Battistero. Purtroppo , ai tempi dell' Antelami , non c' era molta attenzione ai problemi dell' inabilità, ma spero che a nessuno, adesso, venga in mente di demolire i gradini del Duomo o del Battistero per metterci degli scivoli ! Forse si potrebbe mettere a disposizione uno scivolo mobile in legno, da usare nel momento in cui un disabile deve entrare o uscire, ma non più di questo.

    Rispondi

  • stefano

    17 Luglio @ 14.55

    Complimenti per il servizio. Il tono è quello di una critica costruttiva , senza proclami o scandalismi. E' inutile negare che la nostra cultura deve fare ancora passi da gigante in fatto di sensibilizzazione nei temi riguardanti i disabili. E magari anche i giornali potrebbero fare la loro parte...meno corona più zanardi ...e staremmo tutti meglio.

    Rispondi

  • chiara

    17 Luglio @ 13.20

    Un servizio veramente bello: complimenti! Speriamo colga anche nel segno e aiuti gli amministratori a vedere quante cose si possono ancora migliorare in città

    Rispondi

  • Lucia75

    17 Luglio @ 13.11

    Si spendono troppi soldi in "sciocchezze" invece di pensare a chi come me quotidianamente vive il problema dell'handicap motorio!

    Rispondi

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