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Quei 78 automobilisti "trafitti" dalla freccia

Quei 78 automobilisti "trafitti" dalla freccia
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Verso le sette di sera il sole s'infila dritto dritto in viale Montebello. Non si vede oltre il parabrezza, la luce rimbalza sul display del cellulare: un problema in più, per la ragazza alla guida di una Mini, equilibrista del volante, che digita un messaggio e strizza gli occhi (un po' sulla strada, un po' sul cellulare) nella luce accecante. Un problema in più anche per il ragazzo che, attraversando, si mette la lei e il sole. È sulle strisce, ma sarebbe una magra consolazione vedersi dar ragione dopo essere finiti all'ospedale (o peggio).
«Passo o non passo?» si chiede lui, vedendo la Mini rallentare (andato giù di giri, il motore ora batte in testa, e alla compilatrice di messaggi servirebbe una terza mano per scalare la marcia). Meno male che i pedoni hanno sviluppato una naturale indifferenza da strisce (oltre che insofferenza, visto quanti improvvisano attraversamenti sul grigio e nudo asfalto). Così, si ferma un passo sotto il marciapiedi. L'automobilista male interpreta il suo movimento e inchioda. Chi la tallona meditando il sorpasso è costretto a fare altrettanto. La Mini riparte scalciando poco dopo, ancora più giù di giri, la sua conducente sempre divisa tra l'infinito sms, il sole e la strada; il tallonatore sull'altra auto, ancora più a distanza ravvicinata, tirato un paio d'accidenti, le sbuffa alle spalle come un radiatore in ebollizione.
Cellulari impugnati al volanti, pedoni non rispettati, cinture non allacciate, frecce non inserite. Basta un breve giro per la città - anche nel deserto di questi giorni - per vedere varie e sostanziose riletture del Codice della strada. Che comportamenti dettati da menefreghismo e aggressività si facciano sempre più strada è evidente. A volte, sono le nuove abitudini a farsi sentire. Come con le frecce, per esempio: sono in via d'estinzione. Colpa anche del cellulare, che impegna spesso e volentieri una delle due mani a disposizione dell'automobilista.
Una dimenticanza dilagante, quella della freccia. Per la quale chissà quanto sangue marcio si sono fatti 78 automobilisti parmigiani finiti sul taccuino dei vigili urbani nei primi sei mesi dell'anno. «Così non fa nessuno» hanno provato a difendersi, sfoderando espressioni da perseguitati. Eppure, quella leva alla sinistra del volante non è fornita come optional dalle case automobilistiche. Che il cambio di direzione sia segnalato è doveroso. Lo sottolinea l'articolo 154 del Codice della strada, che punisce l'infrazione con sanzioni che alleggeriscono il portafogli di almeno 38 euro e la patente di due punti.

Sulla Gazzetta di Parma in edicola trovi l'articolo completo e due pagine sul tema "Maleducazione stradale", con il commento del comandante Jacobazzi, "Ubriachi ai pedali? Multa e punti tagliati" e "Punti tagliati anche ai ciclisti. La parola ai nostri lettori".

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  • victor

    13 Agosto @ 10.19

    Mi trovo PIENAMENTE d'ACCORDO SUL L'USO DELLA FRECCIA IN STRADA per CHI GUIDA. QUALSIASI MEZZO.E' vero i vigili spesso sono poco propensi alle scuse,ma quando CE VO',CE VO' come diceva il mitico A.Sordi nel film 'IL VIGILE'. La freccia sù tutti i veicoli,motore o no,CI VUOLE!...quante volte sono caduto per una svolta non indicata dal mezzo che mi precedeva,altrettante addirittura la mettono a destra e poi GIRANO A SINISTRA,O VICEVERSA.La strada è una cosa seria,siamo in tanti e ci vogliono 10 occhi per vedere,capire ed intuire quello che potranno fare gli altri che ti sono vicino;non si può arrivare a mettersi nella testa di chi è davanti a te mentre guidi,non è possibile ma questa è la regola se vuoi arrivare a destinazione integro tu e il mezzo.METTETE LE FRECCE,LE SEGNALAZIONI CHE CI SONO SUI MEZZI A MOTORE PER INDICARE DOVE DEVI SVOLTARE,O COSA INTENDI FARE:PER LA TUA SICUREZZA ,DEI TUOI CARI E INFINE LA SICUREZZA ALTRUI.

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  • Ermanno

    13 Agosto @ 09.38

    Caro Martin, avresti ragione se facessero sempre il loro lavoro. Invece sono di un'inflessibilità spaventosa in certi orari e di una flessibilità (leggi assenza) altrettanto spaventosa in altri momenti. Lei ha il pieno diritto di trovare parcheggio libero per il suo lavoro, non trova che anche i residenti nel centro storico abbiano lo stesso diritto di torvare un buchino quando, la sera, rientrano dal loro? Giusto rimuovere auto alle otto di mattina, altrettanto giusto farlo alle otto di sera. Peccato non sia così e di sicuro non per volontà dei vigili urbani. Comunque mi faccia un favore e mi indichi quale è la sua macchina e a quale ore smonta dal lavoro. La aspetterò per infilare la mia al suo posto. E magari lei potrà fare lo stesso con la mia quando arriva la mattina seguente.... Risolveremmo entrambi il nostro problema. Cordialità.

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  • Matteo

    12 Agosto @ 14.51

    Rispondo a D. Confermo tutte le infrazioni che hai citato. Io di Km ne faccio quanti ne fai tu e vedo dei boscimani in continuazione. Continuerò però per sempre a dedicare un posto d'onore ai sottocitati "autisti", con una nota speciale di merito alle ragazze che a partire dalle 8 del mattino sono già al cellulare con chissà quali cose importanti da dire da non poterle procrastinare di 10 minuti. Non è per partito preso (ma chemmefrega a me) ma le donne al volante sono inconsapevolii e pericolose (l'ultima oggi in pausa pranzo che stava in mezzo alla strada). Un consiglio: guardate di più gli specchietti e razionalizzate come in strada non ci siate solo voi.

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  • Martin

    12 Agosto @ 13.23

    Gentile Ermanno visto che per lavoro, come tante altre persone, quasi tutti i giorni devo entrare in ZTL "pagando" il mio permesso B/Z (per la sosta e il transito) e regolarmente in Piazzale Boito verso quell'ora c'è l'invasione di auto senza permesso che impediscono a residenti e a persone munite di permesso di trovare posto, non critichiamo i vigili che fanno il loro mestiere grazie...

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  • Lorenzo

    12 Agosto @ 12.41

    Cosa dire, poi, di alcuni autisti TEP che telefonano mentre sono alla guida, senza usare l'auricolare? Mi sento impotente di fronte ad episodi così: la tentazione sarebbe quella di avvicinarmi all'autista ed imporgli di spegnere quel maledetto telefono; oppure di chiamare i vigili o i carabinier (ma so che, nel momento in cui il mezzo viene fermato, probabilmente il nostro "eroe" ha già concluso la telefonata). Che fare, allora?

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