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Alla Fra' Salimbene la preside vieta i telefonini in classe

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Non c’è che dire: scuola e cellulari non vanno proprio d’accordo. I telefonini, infatti, non sono vietati solo - per ovvi motivi - durante i test di ingresso all’università: sono banditi anche dalla classi delle scuole medie. Se non di tutte sicuramente di una: la Fra' Salimbene.

Il divieto
 La preside dell’istituto, Donata Donati, ieri ha accolto «i remigini» nel cortile della scuola, spiegando loro il cammino che li aspetta e, soprattutto, le regole che dovranno seguire per i prossimi mesi.  Tra queste, il divieto assoluto di portare a scuola i telefoni cellulari. «I ragazzi - ha spiegato - non ne hanno alcun bisogno. Il loro compito è stare attenti durante le lezioni, ascoltare quello che spiegano i professori, pendere appunti. I telefoni cellulari, così come altri apparecchi elettronici, servono solo a distrarli dalle lezioni e dal loro dovere». Una raccomandazione che è stata indirizzata, oltre che agli studenti, anche ai loro genitori, che ieri, accompagnando i figli nel loro primo giorno di scuola, hanno affollato il cortile. «Ai genitori raccomando di non chiamare direttamente i ragazzi, perché non c’è motivo - si è raccomandata la preside -. E' importante che tutte le comunicazioni passino dalla scuola; in questo modo eviterete di crearci delle difficoltà».
«Qualunque necessità ci sia, qualunque problema - ha aggiunto - il personale della scuola è a vostra disposizione e potete fare riferimento a loro».

Cellulari sequestrati
Ai «trasgressori» che, incuranti delle regole, saranno sorpresi a scuola con i cellulari, «i telefoni saranno immediatamente sequestrati e custoditi nella cassaforte della scuola fino alla fine del mese, quando saranno riconsegnati ai genitori».
Per il 22 settembre è programmato un incontro tra genitori e docenti, che sarà l’occasione per chiarire questa così come le altre regole dell’istituto, e di presentare il documento di corresponsabilità educativa che comprende anche le sanzioni disciplinari.
Il documento chiama direttamente in causa i genitori, che con la scuola possono collaborare per raggiungere le finalità educative.
«Quello che i ragazzi stanno per iniziare - ha spiegato loro la preside - è un percorso faticoso e impegnativo, che comporterà per loro un maggior carico di lavoro. Tuttavia è un percorso che darà loro grandi soddisfazioni, perché li aiuterà a crescere; è un passaggio fondamentale. Ai genitori spetta il compito di accompagnarli in questo iter, di seguirli e controllarli nello svolgimento dei compiti. Ma senza sostituirsi a loro». La scuola prima di tutto, insomma. Per la preside Donati «deve venire prima delle attività extrascolastiche, prima dello sport, dei giochi».
 

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  • Chiara

    22 Settembre @ 09.23

    Concordo con la preside, motivo in più per scegliere la scuola che dirige.

    Rispondi

  • ale

    17 Settembre @ 12.30

    Sono d'accordo con federico. non è possibile che in questa società tutto venga vietato a priori! e poi davvero, genitori, imponetevi! capisco che sia difficile dire noi al bambino che vi fa gli occhi dolci! ma usare il pugno duro ora vi farà risparmiare grattacapi poi!!

    Rispondi

  • ale

    17 Settembre @ 12.17

    Sono d'accordo con federico. non è possibile che in questa società tutto venga vietato a priori! e poi davvero, genitori, imponetevi! capisco che sia difficile dire noi al bambino che vi fa gli occhi dolci! ma usare il pugno duro ora vi farà risparmiare grattacapi poi!!

    Rispondi

  • Monica

    17 Settembre @ 11.35

    Giustissimo, mi pare ovvio, anche perchè dei ragazzini di 11 anni il telefonino lo uutilizzano spesso solo per giocare...! Ma, io genitore di un ragazzo frequentante la Don Cavalli, posso testimoniare che anche la Preside di questo istituto, IL PRIMO GIORNO DI SCUOLA, ha letto il patto con questo divieto!! Buon anno scolastico a tutti.

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  • federico

    17 Settembre @ 10.29

    Che un bambino di 8 anni non debba utilizzare il telefonino in classe è condiviso da tutti. Contesto solo l'approccio al problema, vietare senza spiegare è una pratica educativa a mio avviso non corretta ( ma magari la preside lo ha fatto). ribadisco ancora che si potrebbe utilizzare il telefonino per scopi educativi in qualche caso ( ovvio che non è la norma). Soprattutto perchè siamo un paese che dal punto di vista della tecnologia ( e della sue applicazioni)fa fatica a stare al passo con gli altri paesi ed è paradossale che chi apprende ( gli alunni) spesso ha una maggior confidenza con la tecnoliga rispetto a chi insegna ( docenti e professori). si potrebeb utilizzare il cellulare per fare un iccolossimo corso di fotografia ... oppure come funziona la tecnologia digitale ( audi e video) rispetto a quella nalogica. Oppure un sacco di lezioni di fisica. Oppure una bella lezione sulla privacy ( che va tanto di moda)... beh ne avrei di cose da spiegare ad un babino prendendo spunto da un cellulare. Ma telefonare all'amichetto o mandargli un SMS durante la scuola certamente no.

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