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Abruzzo, nuova scuola dove c'erano crepe e macerie

Abruzzo, nuova scuola dove c'erano crepe e macerie
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dal nostro inviato
Marco Federici

«Un miracolo, se non lo è questo…». Paola è un’insegnante di scuola elementare. Nel suo viso ci sono tutte le smorfie dell’incredulità. Lì dove scruta con gli occhi, sulla parete della sua vecchia aula, c’era un pilastro spostato di mezzo metro. In quella crepa, ci si poteva infilare la mano dentro. Ricordi, dolorosi e indelebili, ma ricordi. Il miracolo, o come dicono altri un sogno che si è avverato, è che al suono della prima campanella i bambini torneranno nella loro scuola fatta di muri e di soffitti solidi. Le lezioni in tenda, i bimbi e i ragazzi di San Demetrio ne’ Vestini, se le lasciano alle spalle. «L’aiuto è stato immenso, dire grazie non basta», è sicura Elisa, tredici anni, la fascia tricolore addosso: sì, perché lei è il sindaco dei bambini da tre anni. E di un primo cittadino, davanti alle telecamere, ha tutto il piglio.

Il miracolo è che per realizzare il progetto sono corsi da tutta Italia decine e decine di enti pubblici e soggetti privati. Una squadra in cui c’è anche (e soprattutto) Parma, perché all’inizio di agosto la Barilla ha stanziato quel milione di euro, sui tre milioni e mezzo complessivi, che ha consentito di terminare i lavori. Sorrisi e lacrime, ieri al taglio del nastro. E’ l’Abruzzo che cammina sul filo tirato tra il dolore evocato dalle immagini delle macerie e la festa nei giorni della rinascita. Il filo che unisce i vecchi grembiulini che nessuna può più indossare perché mangiati dal terremoto («Quello di mia figlia era pulito e stirato: non lo ha più potuto mettere», ricorda la presidente della Provincia dell’Aquila, Stefania Pezzopane) e i grembiulini da spianare domani mattina. Come si dice in questi casi, ci sono molte autorità a tenere a battesimo la nuova scuola. Per tutti, il sottosegretario alla presidente del Consiglio con delega alla Protezione civile, Guido Bertolaso. «Chi ha fatto questa e le altre opere? Sento dire i trentini, la Croce Rossa, i toscani…L’hanno fatta gli italiani – stoppa le polemiche Bertolaso – Mettiamocelo in testa. Siamo qua in nome e per conto di tutto il Paese. La nostra capacità è quella di saper fare squadra». Davanti a lui c’è anche una delegazione di Parma: c’è, ovvio, Paolo Barilla, vicepresidente del colosso alimentare di Pedrignano. «Oggi è un giorno di festa - dice Barilla - perchè si mantiene l'impegno della ricostruzione: c'era una data inderogabile, l'inizio della scuola, ed è stata rispettata. Far iniziare le lezioni a questi bambini lo stesso giorno rispetto a tutti gli altri bimbi italiani rappresenta un segno di normalità».

Barilla ribadisce la qualità del progetto finanziato: «Il merito va alla protezione civile di Parma che ha saputo identificare opere da realizzare in tempi rapidi e si è coordinata con la protezione civile nazionale. Per natura noi amiamo vedere che lo sforzo viene ripagato dai risultati: questo un esempio di un'efficacia eccellente». Sempre grazie al contributo della Barilla, entro dicembre sarà inaugurata una nuova palestra e un'area sportiva: «Una scuola è completa - aggiunge Barilla - anche quando c'è lo sport, che erroneamente viene considerato opzionale e invece è parte integrante del progetto scolastico». Ci sono anche il vescovo Enrico Solmi («Quella di oggi è la dimostrazione che si può lavorare bene in modo coeso») e il prefetto Paolo Scarpis («La sinergia tra privato e pubblico ha funzionato: un privato generoso e un pubblico efficiente e concreto»). Quindi il sindaco Pietro Vignali: «Oggi la Barilla dà alla nostra comunità l'opportunità di sentirci importanti. Parma, come è nella sua tradizione, ha dato dimostrazione, in tutte le sue componenti, di voler contribuire da subito alla ricostruzione dell'Abruzzo». E il presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli: «Come soggetto che ha coordinato la ricerca delle risorse per finanziare i lavori di questa scuola siamo molto soddisfatti: tra l'altro questa è la dimostrazione che le Province sono enti utilissimi». Quindi ci sono anche gli assessori alla Protezione civile Fabio Fecci (Comune) e Gabriele Ferrari (Provincia), e la senatrice Albertina Soliani («In parlamento facciamo di tutto per sostenere la ricostruzione»).

La delegazione parmigiana è scesa in Abruzzo per toccare con mano il sogno che è diventato realtà: un istituto scolastico che da domani ospiterà trecento alunni - dai bimbi della materna ai ragazzi della suola media - di otto paesi abruzzesi colpiti dal terremoto. Un sogno che si è fatto gioco dei tempi e della burocrazia. Il primo colpo di piccone, o meglio di ruspa, il 10 giugno, circa un mese dopo la posa della prima pietra, o meglio del primo pilone. Sì, perché il progetto prevedeva il restauro del vecchio edificio messo in ginocchio dal sisma, dove ricavare le aule di elementari e medie, ma anche la realizzazione di una nuova struttura prefabbricata, una «smartschool», dove ospitare una materna: settecento metri quadrati di struttura a prova di terremoto, tecnologica, indipendente dal punto di vista energetico. Ci sono volute migliaia di prove per «indagare» ogni angolo del vecchio edificio, come dicono i tecnici. Un lavoro minuzioso portato a termine in cento giorni. «Come è stato possibile? Lavorando da buio a buio», dice uno degli ingegneri che ha coordinato il cantiere. E a mano a mano che avanzavano i lavori, crescevano i partner, si affinava il gioco di squadra. Si sono sommati decine e decine di loghi, di enti pubblici e aziende private. A cominciare dalle Province toscane di Arezzo, Massa Carrara e Siena che hanno lanciato l’idea del progetto. «Oggi, dal più piccolo al più grande sono tutti sullo stesso livello, non ci sono primi attori», precisa Bertolaso. L’ultimo partner ad essersi aggiunto è la Barilla: all'inizio d'agosto l’azienda di Parma ha staccato un assegno di un milione di euro, la somma necessaria per trasformare il sogno in realtà: una scuola di mura e soffitti solidi.

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  • antoa82

    23 Settembre @ 23.29

    sono molto contenta per i progressi fatti in qusti mesi...ho trovato questo recente reportage in cui sembra ci sia parecchio ancora da fare....cosa ne dite voi? http://tg24.sky.it/tg24/album/terremoto_abruzzo_prima_dopo.html

    Rispondi

  • Roberto Alessandroni

    20 Settembre @ 20.58

    Grazie di cuore siete stati fantastici. Onore a Parma e a tutta la sua gente.

    Rispondi

  • marzio

    20 Settembre @ 19.11

    che bello rivedere il posto dove nella prima settimana ho trascorso dei momenti di ansia , dal continuo ripetersi di scosse , Avanti cosi' che anche i sognisi avverano.... Grazie atutti e quanti. Marzio

    Rispondi

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