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Spaccio in via Trento

Spaccio in via Trento
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di Luca Pelagatti

 E' più semplice che al supermarket. Ché qui al discount dello spaccio,  da una parte e l'altra di via Trento, a differenza che nei centri commerciali, si può anche tirare sul prezzo. E  magari ci scappa pure lo sconto.
Come è accaduto ieri pomeriggio in via Palermo. Dove è bastato passeggiare per meno di un quarto d'ora per vedersi offrire qualunque tipo di prodotto. Senza patemi apparenti e con garanzia di  sballo.
Ora, che da queste parti la droga ci sia e vada via come il pane, è ormai stato detto e scritto tante volte da sembrare una ovvietà. Ma per capire le vere dimensioni del fenomeno si deve camminare per strada. Incrociando gli sguardi con quei giovani di colore che passano il tempo aspettando. E che cosa aspettano lo si intuisce quasi subito.

Via Bergamo, ore 16.15
In via Palermo, a quell'ora del pomeriggio l'aria è bigia e tutt'altro che minacciosa: gente indaffarata, biciclette, auto che passano e immigrati che ciondolano. Qualcuno cammina a passo lento, qualcuno chiacchiera appoggiato ad una macchina parcheggiata. Molti fumano e si guardano in giro. Ed è proprio uno di questi, corti capelli rasta  pettinati all'indietro e abiti scuri, che ti  pianta gli occhi negli occhi: con la faccia di chi, senza parlare, ti chiede chi sei e cosa vuoi.

Fumo e cocaina
«Freddo vero?»,  è il cauto esordio  per rompere il ghiaccio. Ma evidentemente non ce n'è bisogno. Basta infatti lasciare perdere le amenità sul tempo e chiedere a muso duro dell'hashish per vederlo annuire convinto. Anche se, da bravo commerciante,  di fronte al cliente preferisce rilanciare. «Vuoi cocaina?», chiede aspirando dalla sigaretta, pronto a sparare i prezzi. Venti euro al grammo per il «fumo», cinquanta per la coca. E da lontano sembra proprio  la conversazione banale di due che discutono del freddo che fa.
Il giovane immigrato, tranquillo e rilassato come chi si  senta a casa, si sposta dall'incrocio a una decina di metri più in la, all'inizio di via Bergamo.  «Quanta ne vuoi?», si informa. Mettendo mano al portafoglio da cui pesca qualcosa.  Non servono altre domande, non c'è bisogno di nascondersi. In quel momento un mezzo di una cooperativa sociale fa scendere  proprio li davanti una coppia di anziani ma il giovane pusher non si guarda neppure intorno. Concentrato sui suoi affari. «Un grammo? Cinquanta euro», scandisce. Ma con un po' di insistenza si scende anche a quaranta. E la pallina bianca che stringe in pugno dimostra che non si tratta di finzione.

Un telefono per i contatti
Ma per stavolta l'affare non si fa, fingendo di volerci pensare prendiamo tempo, rimandiamo. «Beh, se ne vuoi chiamami», conclude lo spacciatore. Che da scafato commerciante sa che il consumatore va fidelizzato. E che il cliente preferisce un contatto diretto.
Così, sul bigliettino che allunga con un gesto veloce,  occhieggia un nome scarabocchiato e un numero di cellulare: sarà un caso ma  sembra proprio il retro di un modulo per permessi di soggiorno.

Sciarpa sulla faccia a cautela
Poco più in là, con andatura lentissima, strascina i piedi un altro giovane africano. Se il primo venditore  si mostra tranquillo, volto scoperto e abito nero, questo è completamente vestito di bianco e porta una sciarpa a coprirgli la faccia. Forse è per colpa del  vento o forse sa che conviene non farsi identificare. L'uomo cammina avanti e indietro, arriva sino a metà di via Trento e poi torna sui propri passi, sembra non trovare pace. Anche lui  però fruga negli occhi di chi incrocia: se uno abbassa lo sguardo è chiaro che si tratta di un normale passante. Se scatta al volo un lampo di comprensione forse è uno che cerca della roba.  In questi giorni però, tra agenti e militari che perlustrano la zona,  conviene essere cauti, e così al primo segnale di intesa,  è meglio  continuare a camminare. Tanto ci si potrà incontrare di nuovo poco più in là. Come puntualmente accade dieci minuti dopo in via Trento, poco prima di via Monte Corno. E li il giovane sembra avere ingranato  il rallentatore.

Con lui però l'accenno al freddo non basta a stopparlo, e anche un saluto allusivo serve a poco. Bisogno proprio affrontarlo chiedendo se sa dove trovare del fumo. E la risposta è quella guardinga di chi non si fida.  «Non ho capito. Cosa vuoi?» butta fuori d'un fiato. Forse il volto nuovo non lo convince, forse è l'approccio che suona stonato. «Non ho nulla», bofonchia dopo un attimo di sospetta esitazione allontandosi anche se poi continua a guardarsi indietro, cercando un nuovo contatto per fare l'affare che, nonostante tutto, non vuole perdere Da quando siamo arrivati in zona è passato al massimo un quarto d'ora. E la svendita al discount dello spaccio è appena cominciata.

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