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Via Garibaldi: picchiato un poliziotto. Ferita alla testa una passante

Via Garibaldi: picchiato un poliziotto. Ferita alla testa una passante
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Due o tre lo tenevano, altret­tanti lo picchiavano, mentre la gente affollava via Garibaldi: fer­ma a guardare. La scena era chiara, perché più volte gli stra­nieri che menavano le mani sul giovane italiano (un poliziotto in borghese) gridavano insulti con­tro la polizia. Ed è stata più chia­ra ancora pochi istanti dopo: per distrarre gli inseguitori, uno dei nordafricani ha spintonato una passante, facendola cadere. La signora ha riportato una profon­da ferita alla testa ed è finita al­l'ospedale come il poliziotto, che nella colluttazione ha riportato traumi in varie parti del corpo.

Erano da poco trascorse le 18,30. Le frecce d'emergenza ac­cese, un Suv era fermo sul lato destro di via Garibaldi (andando verso viale Mentana), all'altezza della farmacia Mantovani. Il proprietario, un poliziotto in quel momento fuori dal servizio, era appena entrato in un nego­zio. Da dove è uscito di corsa sentendo il rumore provocato da uno scontro in strada: una bici elettrica era andata a sbattere contro la parte posteriore del Suv. In sella alla bici, uno stra­niero che era riuscito a evitare la caduta nonostante l'impatto e nonostante il fatto che molto probabilmente non avesse visto l'auto ferma perché annebbiato dall'alcol. Con lui, un altro nor­dafricano appiedato (pare arri­vato lì correndo al fianco del pri­mo).

 Il poliziotto che in quel mo­mento indossava semplicemen­te i panni del proprietario del­l'auto danneggiata ha chiesto che cosa fosse successo. La ri­sposta non s'è fatta attendere. Ed è stata a più voci. «Che c... vuoi?» hanno iniziato a gridare i due, ai quali presto si sono aggiunti altri tre o quattro nordafricani spun­tati da via Garibaldi e dalle sue laterali. Con loro, una ragazzina parmigiana. Non è stato nem­meno necessario che il poliziotto si qualificasse, perché sono stati gli altri a riconoscerlo. «Sbirro di m...» gli hanno gridato più volte, spintonandolo e trascinandolo sul lato opposto della strada, ver­so la farmacia. E intanto con­tinuavano a piovere pugni ad­dosso al poliziotto, che preso alle spalle e sopraffatto dal nu­mero aveva dovuto mollare lo straniero bloccato in un primo tempo.

Poi qualcuno ha dato l'allarme al 113. E a quel punto c'è stata la rocambolesca fuga degli aggressori, con la spinta alla donna per rallentare gli inseguitori. Ora la polizia sta cercando di arrivare all'identificazione dgli aggressori, mentre la città registra un nuovo inquietante episodio.

Altri particolari nell'articolo di Roberto Longoni  sulla Gazzetta di Parma oggi in edicola

 
 

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  • gazzettadiparma.it

    29 Ottobre @ 07.56

    Per mauro - Il lettore ha sempre ragione, quindi non proverò a convincerla oltre. MI limito solo a dire che il lavoro di un giornalista (99,9 volte su 100) è SEMPRE basato su testimonianze e cose riferite, a meno che uno non si trovi sul posto e nel momento in cui un fatto accade. In teoria quasi ogni titolo di ogni giornale dcovrebbe allora essere al condizionale. Il titolo "4 carabinieri in carcere: ricattavano Marrazzo" dovrebbe essere "4 carabinieri in carcere: secondo le testimonianze di Tizio e Caio avrebbero ricattato.....". Da leggere è un po' più faticoso, non trova? Ovviamente (ma anche qui posso solo ripetere che i miei colleghi sanno benissimo come comportarsi), di volta in volta si può calcare la mano sul condizionale (se il nostro racconto fosse solo sulla base di una testimonianza volante od incerta) o "arrischiare" l'indicativo se gli elementi in nostro possesso sono più numerosi e concordi fra loro. E in ogni caso, visto che non mi piace girare intorno nelle risposte, ma nemmeno che si giri intorno nelle domande, un articolo non nasce solo "dalle veline". (G.B.)

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  • mauro

    29 Ottobre @ 07.36

    i cronisti della gazzetta conoscono il loro mestiere. Pacifico. ma se io ho notizia di un fatto, vado a raccogliere testimianze e poi scrivo un pezzo "secondo alcune, molte testimonianze um polizziotto sarebbe stato,aggredito da 6 magrebini in preda ai fumi dell' alcol .... e una cosa ma se scrivo lo stesso pezzo omettendo le testimonianze e passando dal condizionale all'indicativo per me sto scrivendo un altra cosa.

    Rispondi

  • gazzettadiparma.it

    28 Ottobre @ 23.54

    Per MIchele - E' vero: il collega non ha fatto l'etilometro all'aggressore. Non oso pensare che cosa lei si attenda venga fatto da chi scrive, ad esempio, che Marrazzo ha avuto rapporti con trans... Per Mauro - Sul caso Bonsu, ci sono state inizialmente (e sono state riportate correttamente) due posizioni contrapposte, una delle quali si è poi dissolta (e anche questo è stato riportato) nel giro di un paio di giorni. Se le dico che i colleghi "sanno fare il loro mestiere", non lo faccio per nascondermi dietro una frase fatta, ma perchè con questi colleghi lavoro da anni, e li ho visti in azione - ad esempio - anche sul caso Tommy a confronto con colleghi di testate nazionali, quindi conosco il loro scrupolo. Glielo ripeto, poi ovviamente voi siete liberi di pensarla come volete: sanno fare il loro mestiere, e per scrivere che un aggressore era sotto i fumi dell'alcool non c'è bisogno dell'etilometro, ma è sufficiente avere raccolto alcune testimonianze di chi ha assistito all'episodio: mai capitato di vedere una persona evidentemente ubriaca ? (G.B.)

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  • enrico

    28 Ottobre @ 18.13

    verginetoringe, mi e' quasi simpatico... ma lei mangia con i piedi sopra il tavolo?? e' gia la seconda volta che scrive che la gente sta con i piedi sotto il tavolo! chi lavora 9 ore al giorno nn ha diritto di riposarsi alla sera ?? io nn abito in questa zona, ci passo e vedo! e soprattutto leggo i commenti di chi non ne puo' piu di questa delinquenza! stia sicuro che se sotto casa mia, o nella via in cui abito, vedo un giro losco chiamo immediatamente la polizia senza tanto fantasticare come dice lei! per il maleducato non penso di esserlo stato.. altrimenti sarei stato censurato e cmq lo sarebbe anche lei visto che ha invitato, per primo, la gente a stare zitta e non commentare perche di parere discordante dal suo. saluti!

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  • Francesco

    28 Ottobre @ 11.50

    Guardi signor Enrico, per grazia di Dio quando io debba parlare o tacere non dipende dall' opinione di qualche maleducato. Quello che lei dice io l' ho già fatto e continuo a farlo. Quando vedo gli spacciatori li segnalo alla Polizia. E non segnalo solo spacciatori, ma anche auto sospette e quant' altro. In altre parole , nonostante la mia età e le mie condizioni di salute, faccio, per così dire, la "ronda" da solo, magari anche sotto le finestre di casa sua, intanto che lei, coi piedi sotto al tavolo, fantastica su "carristi e blindati" in via Trento. Se facesse anche lei come me, magari, di spacciatori, ce ne sarebbe qualcuno di meno.

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