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Parma in rete con La Spezia, Cremona, Mantova e Verona

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Cinque città capoluogo dell’area vasta Padano-Tirrenica che individuano alcuni asset strategici per dare valore aggiunto alle singola eccellenze. E per avere un ruolo di primo piano nella competizione nazionale e internazionale, a partire da turismo, mobilità, infrastrutture e agroalimentare. Le città sono La Spezia, Cremona, Mantova e Verona, che già con Parma avevano firmato accordi bilaterali di cooperazione e che oggi a Parma firmano un accordo quadro per nuove forme di collaborazione.
 
“C’è una tendenza delle città italiane a ' far da sé' – spiega il sindaco di Parma Pietro Vignali - e a competere tra loro sui temi delle università, degli aeroporti, delle fiere, dei centri intermodali, fino ai nodi dell’alta velocità e ai caselli autostradali, alle manifestazioni culturali. E’ una competizione sempre più spinta per le risorse e per gli asset di sviluppo, che sfocia spesso in duplicazioni in aree contigue o in scelte di dubbia razionalità logistica. Tutto ciò mentre i repentini cambiamenti negli scenari nazionali, europei, mondiali, possono rendere del tutto vani i parziali successi locali su questi temi. Bisogna invece creare sinergie, unire le forze: la Geocomunità Padano – Tirrenica creerà un’area con le stesse opportunità infrastrutturali, economiche, culturali di una grande metropoli conservando qyelel caratteristiche di qualità della vita che le nostre città conoscono e che nessuna grande metropoli si può nemmeno sognare”.
 
Il punto di partenza è la collocazione geografica di ciascuna delle cinque città, distanti dai capoluoghi di regione ma al tempo stesso centrali rispetto ai grandi corridoi commerciali, dei trasporti e della logistica. Pur nelle differenti identità storiche e culturali le cinque città presentano numerose analogie: sono città economicamente solide, portatrici di specifici modelli sociali di sviluppo economico e culturale, città al centro di un sistema di relazioni di rete ed economie di distretto. Troppo piccole perché agiscano da sole in uno scenario di competizione globale, “di frontiera” rispetto all’epicentro amministrativo regionale, eppure titolari di legami forti con il proprio territorio e con quelli limitrofi e capaci di sperimentare concretamente l’innovazione. 
Parma, La Spezia, Cremona, Mantova e Verona rappresentanti di quella “Italia di mezzo” che incarna lo spirito delle città medie, capitali di distretti e piattaforme produttive, città operose ad alto tasso di benessere e ad alta qualità della vita ma anche minacciate da quei flussi globali che rischiano di incrinare la dimensione comunitaria. Da qui la necessità di ridefinire una rete di alleanze e relazioni con le città circostanti, costruendo politiche e strategie in grado di ammortizzare gli impatti dei flussi e valorizzare, nella competizione globale, le eccellenze di questo capitalismo territoriale. L’area Padano – Tirrenica è da sempre un punto di collegamento privilegiato tra l’area metropolitana milanese, il corridoio alpino del Brennero e il Corridoio V che attraversa il nord Italia da ovest a est, e tra questi e i porti liguri di La Spezia e Genova, grazie alla sua posizione geografica di frontiera tra le due grandi aree di influenza bolognese e milanese e lungo il corridoio tirrenico. La Zona Padano – Tirrenica rappresenta un territorio omogeneo dal punto di vista geografico, culturale ed economico: una macro regione di grande rilievo nazionale e a spiccata vocazione europea. 

L’accordo firmato oggi farà da “cornice” ai diversi accordi operativi che potranno essere stipulati negli mesi a venire. Solo così la Geocomunità Padano – Tirrenica potrà costruirsi partendo dal piano politico e scendendo nel territorio attraverso progetti e piani concreti per affrontare insieme il futuro di quest’area fondamentale per il capitalismo e la società italiana. Fondamentale in tal senso è stato l’apporto del Consorzio Aaster, che ha consegnato ai comuni una prima ricerca dal titolo “La metropolizzazione dolce dell’Italia di mezzo” nella quale si specifica come dal Tirreno al Brennero l’asse che unisce le cinque città dovrà costruire funzioni metropolitane in territori che metropolitani non sono. “E’ dall’insieme delle singole eccellenze – sostiene il sociologo Aldo Bonomi, direttore del Consorzio Aaster – che si potrà costruirà una geocomunità di territori. In ognuna delle città di quella che io chiamo geocomunità Padano Tirrenica – prosegue Bonomi - si possono trovare delle grandi eccellenze. Autonomie funzionali che in diversi campi, dalla cultura, alla ricerca, dalla logistica alle reti immateriali possono aiutare questi territori a compiere un deciso salto in avanti lungo le reti globali. Però pur avendo dotazioni importanti le singole città possono poco. E’ invece in questa strategia di accordi tra città che io vedo la base concreta per operare in una logica geocomunitaria, alleanze per diventare insieme più forti”. 
 
Primo banco di prova della nascente geocomunità sarà la promozione congiunta dell’offerta culturale e turistica delle cinque città attraverso una “Card Turistica Unitaria”. Il turismo rappresenta infatti un importante asset di sviluppo economico ma anche lo strumento più concreto per valorizzare le peculiarità e il patrimonio culturale di ciascuna città. 
La card unica servirà a semplificare l’accesso ai servizi turistici e di accoglienza, a ottimizzare la fruizione delle proposte artistico culturale dei diversi territori. Consentirà anche l’accesso a servizi e attrazioni turistiche e culturali di ciascuna città a partire da monumenti e musei, garantendo facilitazioni negli esercizi commerciali e nei ristoranti e nel trasporto pubblico locale. Il fine è offrire servizi integrati, a vantaggio sia dei turisti sia degli operatori. Anche la promozione turistica e culturale sarà congiunta sia a livello nazionale e internazionale, in modo da presentare l’offerta turistica e culturale in maniera unitaria. Semplice da reperire ed utilizzare, la Card verrà lanciata entro il 2010 e servirà anche per attivare rapporti con grandi operatori di incoming in ambito nazionale e internazionale.
L’accordo odierno concretizza i protocolli d’intesa bilaterali firmati dal Comune di Parma coi Comuni di Verona il 28 febbraio 2008, Cremona il 22 maggio 2009, Mantova il 27 maggio 2009 e La Spezia il 15 luglio 2009. 
 

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  • franco

    18 Novembre @ 13.17

    X CABASSA: HO SEMPLICEMENTE FATTO UNA DOMANDA BEN PRECISA, NON HO DETTO CHE IL PROGETTO SIA SBAGLIATO! SENZA DUBBIO ABBIAMO MOLTI PUNTI IN COMUNE CON LE ALTRE CITTA' CITATE E CMQ NON SBANDIERIAMOLO TROPPO COME PROGETTO INNOVATIVO.....MOLTI ANNI FA IL SINDACO UBALDI AVEVA GIA'ANNUNCIATO QUALCOSA DEL GENERE! TANTO VI DOVEVO!

    Rispondi

  • Conforti Massimo

    18 Novembre @ 12.47

    W Lunezia! Finalmente si inizia a capire che lo sviluppo di un territorio non deve seguire linee, piani politici o retaggi del passato ma deve assecondare i reali bisogni e le necessità geocomunitarie. Il "sistema" proposto è sicuramente la traccia da seguire per Parma e provincia.

    Rispondi

  • franco

    17 Novembre @ 23.17

    MI PIACEREBBE SAPERE COSA ABBIAMO IN COMUNE CON VERONA E LA SPEZIE IN FATTO DI AGROALIMENTARE????

    Rispondi

    • CAB0521

      18 Novembre @ 10.12

      Embeh, allora? perchè esiste solo l'agroalimentare? tutto il resto non esiste? Franco, svegliati ed esci dal sarcofago! Guardati attorno e cerca di capire... Auguri.

      Rispondi

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