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Piercing mania, "bucati" e felici

Piercing mania, "bucati" e felici
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Non è nemmeno più una moda. Il "buco" è ufficialmente una realtà: guardata male da alcuni (generalmente i meno giovani), adorata da altri (i ragazzi) . La parola, per un giorno, la lasciamo a loro, ai "bucati" felici. Abbiamo parlato con Lucia, 22 anni, che studia a Parma e vive in una provincia lombarda (ma preferisce non precisare quale). Di piercing ne ha due: uno piccolo sul naso e uno all'ombelico. “Il primo – spiega – l'ho fatto a 15 anni, fondamentalmente per due motivi: perchè lo avevano fatto tutti i miei amici e le mie amiche, e perchè...i miei genitori non volevano che lo facessi. Diciamo che è stato un misto di moda e di ribellione”.
“Il secondo – prosegue – l'ho fatto a Barcellona, in pieno contagio generale di euforia da Erasmus”. Mai pentita? Mai pensato di toglierli? “No. E non credo che li toglierò”. Giovanni Cola, invece, voce di Rpr- Radio Parma, ammette di essersi "bucato" per "piacere a una ragazza" (Guarda l'intervista in Videogallery). Un colloquio più approfondito l'abbiamo infine avuto con Giacomo, 20 anni. Il testo che segue è una rielaborazione dei suoi pensieri in prima persona.

di Francesca Lombardi

Sono un bucato. Profumo di lindo, ma qualcuno mi guarda storto. Del resto, anche se mi lavo, mica sono uscito da una lavatrice. Sono un bucato profumato, ma per qualcuno un po' trasgressivo. No, non mi faccio in vena. Ho solo un piercing al sopracciglio. Di quelli che vanno di moda adesso, che fanno rabbrividire i conservatori, che riempiono le pagine dei giornali e raddrizzano i capelli anche a mia madre. Avere un buco nel corpo, credo che per lei sia molto peggio che farsi in vena, perché quando torno a casa non mi guarda solo le braccia, come Vasco dice si faceva negli anni Ottanta: mi scruta dappertutto, terrorizzata che un altro oggettino in titanio possa satanicamente sprigionare radiazioni negative sui miei neuroni e sulle mie membra. Ho 20 anni. Lei alla mia età aveva già il pancione, ma io sono ancora un bimbo. Sembra che non mi sia mai liberato dalla placenta: forse è per questo che mi sono bucato (per liberarmi)?


Ho letto le lettere uscite sulla Gazzetta. “Alcuni genitori” - giuro, si sono firmati proprio così – hanno scritto che “è tempo che mamme e papà si ribellino a queste mode stupide e dannose che invece di abbellire storpiano il viso”. Poi mi hanno dato dell'imbecille, perché “questa non è trasgressione, ma solo imbecillità”. A rispondere, ci ha pensato qualche giorno dopo una ragazza di 23 anni. Lei con il piercing ci lavora, e nessuno le dice niente: anzi, lei dice che la stimano. Quelle righe sui giornali seguivano la tragedia della ragazza di Bolzano in fin di vita per un'infezione dopo il piercing. E' bastato un episodio per dare il via al dibattito sui giornali sull' “etica del piercing”, su cosa è giusto e cosa no, sul rapporto genitori – figli, sulla filosofia dell'apparire diavolo della società di oggi che fa annegare i valori di un tempo. Eccetera eccetera.


Sarà. Io ho tutto così chiaro. Semplicemente: siamo nel 2008 e nei negozi non si trovano più i pantaloni ascellari, né i jeans super stretti per cui – e lo racconta mia madre – le ragazze si sdraiavano sul letto e trattenevano il respiro tentando di agganciareli (quelli non facevano male?).  Ci piacciono magliette e jeans un po' diversi e, ebbene sì, quegli oggettini in titanio che si infilano nella pelle. Qualcuno rimane vittima di una infezione potenzialmente mortale, è vero, ma  vittima di qualche altra infezione o malattia potrebbe essere anche chi porta i tacchi alti tutti i giorni, chi per avere un fisico migliore prende integratori di dubbia provenienza, chi indossa magliette confezionate con materiali tossici. E  poi basta con questa storia della trasgressione. Qui nessuno vuole trasgredire. Al massimo, si tratta di far trasgredire gli altri, di aiutare gli adulti a togliersi di dosso quelle maschere e quel finto conformismo che li rendono così ...lontani.

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  • ososita

    07 Luglio @ 14.10

    Io non sono molto entusiasta dei piercing. Non mi piacciono molto a livello estetico, sono pericolosi per infezioni e irritazioni (es. mi hanno detto che bucare la cartilagine del padiglione auricolare non sia cosa buona e giusta e che possono derivare problemi assai fastidiosi), Se ti si impigliano da qualche parte... NON OSO IMMAGINARE LA SCENA SPLATTER E IL DOLORE ACCECANTE! Ma soprattutto, come i tatuaggi (che per altro mi piacciono di più), se fatti quando si è troppo giovani rischiano di diventare una grana per il futuro, perchè a 15-16 anni è difficile pensare che un giorno ci si dovrà adeguare e "dare una calmata". A quell'età non tutti pensano che magari se un giorno si finisce a lavorare in banca (es.) la gente avrà più piacere a trovarsi davanti una persona dall'aria affidabile, pulita e ordinata. Oppure ci sono professioni precluse a chi ha piercing e tatuaggi, vuoi per motivi pratici (riconoscibilità) vuoi per motivi igienico-sanitari. L'abito fa il monaco e chi lo nega o è ipocrita, o è in malafede o vive su Marte. Non dico che ciò sia un bene, ma il mondo è così. L'apparenza un po' conta. E il modo in cui si presentiamo esprime tante cose di noi, primo fra tutti il rispetto e la considerazione per gli altri (e per noi stessi). In sintesi, non sono completamente contraria ma sarebbe meglio se certe cose venissero fatte quando si è più maturi e responsabili.

    Rispondi

  • antonio boschi

    07 Luglio @ 13.58

    Mi chiedo perchè si debba arrivare a parlare di certe cose? Semplice. Perchè la società ci deve etichettare. La massima forma di razzismo, la più becera che non vincerà mai questo male che attanaglia l'umanità intera. Dobbiamo essre da una parte o dall'altra, privi della nostra personalità, controllabili sempre, etichettati come la merce al supermercato. Ma siamo persone con un'anima che nessuno più vede. E' mai possibile che ancor oggi l'abito debba fare il monaco? E allora accettiamo il manager che tutto elegante imbroglia il mondo intero, la cui moglie con etti oppure chilogrammi di silicone nel corpo appaia come una dea. Ma non fanno male tutte quelle sostanze che le introducono? E non è dannoso il telefonino che il manager e, ahimè, tutti noi usiamo continuamente? e le antenne nascoste in ogni dove? Ma non fa male una società così? Perchè mai una persona deve nascondere la propria personalità? Ho 44 anni, non ho né piercing tantomeno tatuaggi e credo non li metterò mai. Nossignore perchè ormai sarebbe seguire una moda, entrare in una spirale voluta da altri, perdere la mia personalità. Ecco, di questo forse sarebbe importante parlare. Perchè si deve arrivare al piercing quando è solo una moda? Io, comunque, continuerò a guardare l'anima della persona, non il vestito.

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